Come contribuisce un laureato?

Fra i sostenitori delle verità alternative vi è un particolare sottoinsieme di personaggi in cui serpeggia una generale sfiducia verso il mondo dell’istruzione avanzata e dell’università. In costoro vi è una punta di diffidenza e pregiudizio nei confronti di chi segue un certo percorso formativo che prevede anni di studio e successive applicazioni, in genere accusando il mondo accademico di essere squadrato e insegnare solo dogmi.

Certo, a volte è anche reponsabilità di chi magari si atteggia con un po’ troppa supponenza e superiorità senza saper divulgare il sapere; così come di chi si laurea in Fenomenologia delle Supercazzole Prematurate e poi non può far granché più che proferire parole vuote; oppure chi si laurea pure in ingegneria o medicina, ma poi progetta edifici che crollano o sbaglia le diagnosi per incompetenza. Esistono anche i figli di papà che non fanno alcunché dalla mattina alla sera e probabilmente non lo faranno mai. Esistono anche figure di spicco che lasciano perplessità (come James Watson autore di discutibili uscite razziste), addirittura in parlamento (l’archetipo è Domenico Scilipoti di Forza Italia che parla di medicine alternative o varie teorie complottistiche).
Costoro alimentano la sfiducia in chi è già predisposto a diffidare.
Però si tratta di minoranze e casi situazionali d’eccezione, per contro sempre più gente è disposta a credere ai complotti su astronautica, scie di condensa, vaccini o free energy piuttosto che agli specialisti esperti del settore, come se ci fosse un classismo elitario da combattere.

In generale è frequente lo pseudoscienziato, il santone, il ciarlatano o il millantatore di poteri paranormali che viene messo alla prova, sbugiardato o semplicemente sminuito da scienziati, scettici e divulgatori: qui l’esempio tipo è rappresentato da tutti gli imbonitori smascherati da associazioni come il CICAP, che chissà perché diventa all’improvviso un covo di “scientisti dogmatici” e altre amenità secondo l’opinione personalissima di rabdomanti, astrologi e medium.

Nel rapportarsi a individui simili si può incappare in una loro sopravvalutazione acritica delle proprie capacità per effetto Dunning-Kruger, laddove insistere nel portare avanti le proprie idee per quanto contestabili è preferibile al cedere e ammettere di essersi sbagliati. A volte, forse al contrario a causa di quelle proprie caratteristiche che li hanno portati a non eccellere, magari avvertono un senso di inferiorità che, come in una sorta di ribaltamento di valori nietzscheiano, compensano vantandosi delle proprie supposte qualità e sminuendo quelle dei professionisti o ingigantendo i loro difetti.

Nel caso dei sostenitori delle verità alternative si esalta a dismisura tutto ciò.

Così le “élites sono state fortunate o privilegiate se hanno potuto accedere a una carriera accademica; si credono superiori solo perché hanno un pezzo di carta o intelligenti perché hanno avuto un bel voto; ripetono le nozioni acquisite della storia o della scienza dimenticando che la prima “la scrivono i vincitori” mentre la seconda è finanziata da chi “ha degli interessi” (quindi sarebbero “falsate”); vengono indottrinate di modo da fare il gioco della casta dominante invece di pensare con la propria testa; sono le sole ad usufruire degli eventuali benefici del loro operato a differenza dei “cercatori di verità”.
Questi ultimi invece producono, sono sfortunati e incompresi, non hanno bisogno di chissà quali percorsi per poter capire qualcosa di materie anche complesse, hanno la grande qualità di dubitare di tutto (tranne che delle ipotesi alternative, delle credenze antiche e dei complotti) e soprattutto sono umili (loro).

Non pensate stia esagerando perché da qui ad un sempliciotto come Domenico Schietti che, in preda a delirio d’onnipotenza, si inventa che le caste dei fisici e degli ingegneri hanno mentito al mondo intero finché lui non li ha “confutati”, il passo non è lungo. Ma Domenico Schietti è una sagoma innocua e divertente, il vero problema è quando entrano in ballo persone del calibro degli sciachimisti o dei membri dell’A.L.F., capaci di lettere minatorie e atti vandalici.
La maggioranza comunque è composta da una massa indistinta che mal vede i professoroni, i ricercatori stipendiati da big pharma, i “debunker prezzolati” e tutti gli sgherri della “scienza ufficiale” con il loro pezzo di carta che ha meno valore di una ricerca su Google o del discorso emotivo del demagogo di turno.

 

Come contribuisce alla comunità, anche per costoro, chi si è laureato?

Lo fa curando con efficacia chi si ammala, altrimenti costui non potrebbe andare a lavorare per mantenere sé stesso e la famiglia. In caso di intervento dovrebbe ancora mordere una sferetta di piombo sperando di non avere dodicimila complicazioni (e le avrà), rischierebbe la vita anche per malattie tutto sommato banali e se perdesse qualche funzionalità organica non ci sarebbe nulla da fare. Maurice Hilleman fu un grande medico che sviluppò i vaccini per il morbillo, l’epatite, la meningite e la varicella fra i tanti. Probabilmente ha indirettamente salvato più vite lui di chiunque altro in tutta la storia, ma nessuno lo ricorda. Si preferisce esaltare l’anticonformismo di chi fa diagnosi e terapie via forum o giubilare chi dice che l’AIDS è un’invenzione o che la Montalcini svolgeva mansioni di fatica.

Lo fa progettando mezzi meccanici che velocizzino e migliorino i lavori nei campi, tecniche agronomiche più sviluppate, colture ibride o ingegnerizzate, prodotti più efficaci e sicuri o metodi per evitare contaminazioni. Altrimenti i contadini dovrebbero usare ancora il bue per coltivare meno cibo in più tempo, avrebbero rese povere e limitate a quei suoli naturalmente ricchi, sarebbero falcidiati dalle infestazioni di parassiti e dovrebbero abbondare di composti tossici come il verderame. Norman Burlaug, per esempio, fu un agronomo padre della cosiddetta “rivoluzione verde”. Grazie a lui abbiamo a disposizione molto più cibo e abbiamo avuto le indicazioni per renderlo ancora più disponibile e per molte più persone in futuro.

Lo fa garantendo servizi terziari (informatica, telecomunicazioni, ricerca di base ecc.) che semplificano enormemente la vita di tutti i giorni, altrimenti useremmo ancora i piccioni viaggiatori, gli abachi e i pendolini magici.
Lo fa realizzando macchinari e attrezzi che permettono ai costruttori di piazzare un ponte o una ferrovia senza impiegare tantissimo tempo, senza spaccarsi la schiena e raggiungendoperformances eccezionali.
Lo fa costruendo un sacco di cose tremendamente fighe e utili come grattacieli, ponti sospesi, satelliti, automobili, fermentatori, celle frigorifere, impianti eolici, treni, protesi artificiali, impianti bionici, nanosonde, superconduttori e colture idroponiche.

Lo fa ottimizzando e rendendo più sicure la produzione della birra che vi gustate al bar con gli amici, l’installazione di un pacemaker per il vostro zio coronaropatico e la manutenzione del motore della vostra 500.

Tutte cose di cui tantissime persone non si rendono conto, perché sono talmente abituate ad usufruirne da aver dimenticato su cosa poggia il loro benessere e stile di vita.
Sia piccole cose, come il microonde inventato da un ingegnere radio come Percy Spencer, che grandi cose, come i primi passi mossi nella conquista dello spazio da gente come Sergei Korolev il cui operato sfociò nel satellite Sputnik.
Ed è grazie al genio di un matematico come Alan Turing se potete usare un computer, il cui utilizzo non è solo quello di scrivere cazzate al computer, ma anche di sostenere tutta la ricerca, la produzione ed il progresso attuali.

D’altronde, se esiste la possibilità di condividere qualunque palla vista su di un social network o su di un blog, convinti di essere alternativi e contro il sistema, è perché c’è stato qualcuno che ha concepito l’idea di calcolatore, qualcuno che ha analizzato e lavorato i materiali, qualcuno che ha assemblato le componenti interne, qualcuno che ha progettato un sistema di condivisione telematica e qualcuno che ha programmato il codice per far avviare il pc, per la connessione a Internet. Ed infine qualcuno che ha installato l’impianto elettrico a casa propria e qualcuno che ha avviato il sito.

I biotecnologi vengono accusati di giocare a fare Dio, di sovvertire le leggi della Natura e altre amenità. Ma stanno lavorando per ottenere resistentissima seta di ragno per uso industriale e medico dopo aver manipolato i bachi, come già hanno sperimentato nei laboratori del Wyoming.
I fan di Vannoni sputano sulla ricerca medica e su Telethon, ma questa accoppiata ha pubblicato da poco i risultati di uno studio che da vere garanzie ai malati di sla.
Chi si occupa di robotica sembra studiare come matti a spese altrui, ma fra le tante novità svilupperanno arti, organi di senso e organi artificiali sempre più efficienti con cui rimpiazzare quelli perduti, grazie all’operato di ingegneri ed informatici avremo innovazioni pazzesche nel campo della cibernetica o della robotica.

Quando i fisici vi parlano di monopoli magnetici, i chimici di superlubrificanti, gli informatici di software polimorfici per reti neurali artificiali e i matematici gli algoritmi per quasi tutto ciò, non ci pensate, son cose strambe, linguaggi alieni nella torre d’avorio. Quando molti progetti saranno realtà, non ve ne accorgerete. Continuerete a guardare gli equivalenti futuri di Amici o di Voyager in televisione, a discutere se sia “etico” o meno rimpiazzare il proprio corpo con uno artificiale o coltivare organi umani in laboratorio, ad accusare le macchine di togliere posti di lavoro, a formare gruppi di resistenza (passiva) passatista in cui rimpiangere i bei vecchi tempi e contemporaneamente a usufruire di tutto ciò.

Senza rendervi conto che è grazie all’operato di brillanti scienziati, ingegneri e inventori, se la preoccupazione ricorrente non è più di non finire sulla strada di un esercito in marcia, di non rimanere contagiati da qualche morbo o di avere un buon raccolto nell’orticello; e se adesso “iniziare a lavorare” non vuol più dire andare a zappare i campi, trasportare pesanti sacchi o pascolare le pecore fin da quando si ha 5 anni.
Vale anche per le scienze umane, se si è potuti passare dall’ordalia a Cesare Beccaria, se qualcuno decide di affrontare la mafia o la corruzione invece di chinare il capo ai potentes di turno, se ci sono lotte a favore dei diritti sociali contro la tirannide, le discriminazioni e gli abusi, per abolire la segregazione razziale o evitare che un diseredato debba ringraziare se gli viene concesso di lavorare 16 ore al giorno per un tozzo di pane e senza nemmeno un minimo di garanzie sulla salute.

Tornando alla domanda iniziale: come contribuisce alla comunità un laureato?

Con tutto questo.

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