Educazione al pensiero

5 stati chiusi, 1 aperto e 6 inattivati.

Cos’è?

E’ quello che il mio professore di Neurofisiologia ci ha messo 20 pagine di sbobine a dire: come funziona un cavolo di canale del sodio. Poteva metterci un minuto e avrei capito perfettamente il concetto comunque. A livello nozionistico, non sarebbe cambiato niente, e alla fine delle 20 pagine, rendendomi conto che in fondo il succo del discorso sono 8 stupide parole, mi sento anche un po’ scema, perché se il prof. mi avesse evitato tutta la menata pazzesca di esperimenti e protocolli che hanno portato a capire questo concetto avremmo entrambi risparmiato del gran tempo.

Però, pensandoci, mi sarei persa molto. Mi sarei persa, per esempio, come Hodgkin e Huxley abbiano gettato le basi per la comprensione del funzionamento del sistema nervoso. Mi sarei persa un’importante riflessione su come i modelli in fondo siano solo dei modelli, sul fatto che gli “Ipse dixit” non funzionano e che bisogna sempre mettere in discussione tutto. Mi sarei persa quanto eroicamente Aldrich, Corey e Stevens abbiano sfidato le teorie dei padri fondatori della neurofisiologia scovandone le falle e spuntandola. E mi sarei persa il modus operandi che è stato seguito nella pratica da tutti questi scienziati per provare le loro teorie… insomma, quei noiosissimi protocolli pieni di numeri da imparare a memoria.

A che serve? E’ nozionismo anche questo? No, per nulla. Questa è la creazione di una forma mentis: quella del pensatore. La differenza tra dirmi “Il canale del sodio ha 5 stati chiusi, 1 aperto e 6 inattivati” e il raccontarmi per filo e per segno come diavolo ci si è arrivati dal nulla è uno dei tanti modi per farmi mettere nei panni (e nella testa) dei premi Nobel e dei grandi scienziati… e pensare.

Perché alla fin fine di quanti diavolo di stati inattivati abbia il canale del sodio io me ne potrei anche fregare. Potrei anche non ricordarmene più tra qualche anno. Ma non è importante. La cosa realmente importante è che io (che tutti noi) impari (impariamo) come pensano i grandi che cambiano il mondo e la scienza: osservando, ponendosi domande, manipolando la realtà per verificare e, soprattutto, non arrendendosi a delle realtà preconfezionate. Perché le realtà preconfezionate, a volte, sono sbagliate…a volte abbiamo del tutto ragione a metterle in discussione anche se tutto il mondo le accetta. E questo non si applica solo ai canali del sodio, ma a qualunque cosa nella vita.
L’educazione al pensiero è quanto di più prezioso i nostri insegnanti ci possono dare.

Ed è la lezione che noi non dobbiamo mai scordarci di imparare.

Ambra Giulia Marelli

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