Masse critiche

Si tratta di creare una massa critica.

Insomma, c’è stata la moda dei nerd, ora c’è la moda degli hipster, ora però bisogna creare la moda dei razionali. Che a ben pensarci, viste le due mode precedenti, dovrebbe già esserci. Tuttavia viviamo in una società dove il sapere qualcosa, il fare cultura, o, banalmente, il pensare con la propria testa sono viste come cose incredibilmente pallose. Diciamocelo: abbiamo la testa fracassata dalle pubblicità e la società vorrebbe che ragionassimo per mode e slogan.
La cosa incredibile è che c’è chi si arrende a ragionare così senza neppure accorgersene, e si ritrova a giudicare palloso chiunque cerchi di farlo ragionare.

Attenzione, questo non è il solito attacco a calciatori, veline e reality show. Per me in tv potete guardare quello che volete e se il vostro libro preferito è “50 sfumature di grigio” non mi dà alcun fastidio… Perché dovrebbe? No, non sto parlando di questo. Sto parlando della superficialità vera, quella che trascende veline e calciatori, quella che ti chiude la mente e ti fa ragionare per “Ipse dixit”, quella che ti fa accettare lo slogan ma non l’articolo giornalistico, quella che ti fa buttare nel cestino la spiegazione più semplice per saltare sulla prima teoria complottista… Quella che ti fa scartare o abbracciare le idee a priori. Cosa che, se ci pensate, una persona razionale non dovrebbe mai fare.

Scartare le idee a priori è irrazionale, di qualunque idea si tratti. Soprattutto quando è un’idea che non concorda con le nostre. Ma anche accettare un’idea a priori è del tutto irrazionale, se non anche pericoloso. Di solito succede quando c’è solo una campana, o quando l’altra campana è mortalmente pallosa.

Perché non si dovrebbe fare? Perché a volte una cosa che pensiamo impossibile è vera e una cosa che pensiamo certa è falsa… e in molti casi ci vorrebbe pochissimo a smascherare lo sbaglio.

Cosa ci vorrebbe? Solo due domande: come e perché. Bisognerebbe porsele sempre quando ci si trova davanti a una notizia, con tutta la dilagante disinformazione che c’è. Ma porsele davvero, non superficialmente: bisogna avere il coraggio di porsele a ripetizione, di darsi risposte scomode, di costringersi a cambiare idea quando ci si accorge di sbagliare. Un mettere in crisi le proprie idee per uscirne ancora più forti.

Ma la società vuole che ragioniamo per slogan pubblicitari. E senza che ce ne accorgiamo ci ritroviamo a ragionare così e ad accettare e scartare idee solo per pigrizia e pregiudizi.
Quindi bisogna creare una massa critica che si opponga al pensiero a slogan. Bisogna creare un movimento, una moda, una tendenza al razionalismo. Bisogna far capire che razionale non è noioso: è divertente, è giusto, ti fa crescere… Diavolo, si riuscisse a farlo diventare trendy!
Bisogna creare una massa critica. E cominceremo così, ognuno per conto suo, chiedendosi “Come?” e “Perché?”. E ci incontreremo a metà strada e pian piano contageremo gente.

Formeremo una massa critica.

Ambra Giulia Marelli

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