Due conti sulle scie chimiche

In alcuni gruppi su facebook a tema riguardo le scie chimiche, era stata posta l’idea di verificare quanto materiale bisognerebbe caricare sugli aerei per poter attuare il gigantesco complotto delle scie chimiche. Dato che gli stessi sostenitori della teoria hanno ignorato l’idea di calcolare qualche numero, ho provato a cimentarmi io nella sfida.

Prendiamo un ipotetico giornalista, con un nome di fantasia tipo “Gianni”, e mettiamo caso che divulghi la notizia che la NATO operi attività di geoingegneria clandestina sul suolo italiano. Supponiamo anche che, secondo Gianni, la NATO irrorando i cieli di scie chimiche abbia creato le condizioni necessarie per scatenare terremoti come quello abruzzese (che ho vissuto in prima persona) tramite il complesso sistema HAARP che avrebbe sfruttato l’elettroconduttività (?) del bario per riflettere onde radio della potenza di pochi kilowatt [1].

Ovvero sia l’aria è stata saturata di una certa quantità di particelle disperse di modo da poter sparare raggi energetici che, attraversando questo aerosol, in qualche modo si propagano nell’atmosfera e ricadono su punti prefissati ove scatenare terremoti.

Ok, la cosa di per sé basterebbe a suscitarvi questa reazione:

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Ma in fondo si fece la stessa faccia quando qualcuno sostenne che dei microrganisni potessero vivere nello stomaco coi suoi succhi gastrici o in condizioni ancora più estreme, quindi si può concedere quel margine di dubbio in cui si può inserire una eventuale dimostrazione.

Proviamo allora a fare due conti per verificare un assunto base di questa teoria. Li trovate di pari passo nei forum americani che discutono di chemtrails, ma per i non anglofoni vi offriamo una versione italianizzata.

Perdonatemi se nelle prossime righe troverete un po’ di “vetri rotti”, cercherò di essere il più semplice e chiaro possibile. Si vuole rispondere alla domanda “le scie chimiche sono fattibili o sono una enormissima corbelleria?” facendoci aiutare da un po’ di matematica.

Prima di tutto, secondo gli sciachimisti le scie di condensazione si formano solo al di sopra degli 8000 m.
Quindi entro gli 8000 m possiamo incontrare solo scie chimiche. Per comodità di calcolo scegliamo una quota di volo di 1000 m (1 km) per le supposte aviocisterne intente in attività di areosol clandestino.

Dobbiamo irrorare l’Abruzzo. La regione misura 10753 kilometri quadrati, quindi il volume d’aria entro la nostra quota di crociera è uguale a:

10.753 km^2 x 1 km = 10753 km^3

Cioè 10.753 kilometri cubici d’aria, equivalenti a 10.753.000.000.000 metri cubi d’aria (1 km = 1000 m, al cubo si fa 1000x1000x1000).
In un metro cubo ci sono 1000 litri, quindi sopra l’Abruzzo entro 1 km di quota abbiamo un volume in litri di 10.753.000.000.000.000 L, sempre per rendere l’idea.

In realtà avremmo questo valore assumendo che la superficie sia piatta, ma come ben sappiamo l’Abruzzo è montuoso; ma i calcoli diverrebbero troppo prolissi e comunque non influenzerebbero l’ordine di grandezza (cioè il numero di zeri sarebbe sempre quello, anche se i primi numeri fossero 8465 invece di 10753). Quindi per facilitare i calcoli proseguiamo con questo valore. Chi volesse rifare i calcoli con la misura precisa è libero di segnalarlo.

Veniamo ora alla miscela da irrorare.

Per comodità di calcolo, non teniamo conto di eventuali agenti atmosferici come il vento che possono disperdere e sparpagliare altrove le nostre molecole; immaginiamo quindi che le condizioni sopra l’Abruzzo siano come si suol dire ideali e che quindi non corriamo il rischio di ritrovarci la miscela diradata fino a Durazzo o risucchiata dal noto orizzonte degli eventi a sud dell’Abruzzo.
Ricordiamo, questa condizione inerte ci facilita il lavoro di irrorazione.

La miscela, secondo Gianni e la sua collega Rosy, è composta da varie sostanze. Possiamo contare sali di bario e alluminio in una soluzione acquosa, assieme a polimeri di origine militare e altre robe strane.
Ancora una volta per comodità supponiamo che ci sia solo il solvente, l’acqua.

Abbiamo dunque 10.753.000.000.000 m^3 d’aria in cui la miscela è dispersa nell’atmosfera entro una quota di 1 km.
Verosimilmente la miscela di acqua si trova dispersa in uno stato gassoso (intendiamo il vapore acqueo), anche qui per semplicità ed economicità (altrimenti dovremmo tenere conto di un acquazzone che occupa ancora più spazio).

In genere le quantità di molecole in un volume vengono misurate in parti per milione (ppm ovvero sia un atomo o molecola di sostanza in esame ogni milione delle rimanenti, detta in maniera semplicistica), che corrispondono ad 1 mg/L. Scegliamo il modesto e semplice valore di 1 ppm. Per fare un confronto, la quantità in ppm di anidride carbonica nell’atmosfera terrestre è di quasi 400 ppm [2]. Questo ci semplifica di molto la vita dato che non dovremo irrorare molto per ottenere la saturazione atmosferica desiderata.

Conoscendo la densità possiamo ricavare la massa della porzione di atmosfera in cui stiamo irrorando. Per semplicità consideriamo la densità atmosferica scelta sempre alla quota di 1000 m (la densità diminuisce con la quota, quindi è come se stessimo approssimando tutto per difetto). A 1000 m la densità atmosferica è circa 1,11 kg/m^3, quindi siamo a circa 11.900.000.000.000 kg nel nostro volume totale.

Passando in ppm, dovrà essere un milionesimo della massa iniziale, quindi 119.000.000 kg = 11.900 tonnellate. Dato che 1 litro di acqua = 1 kg, sono circa 120.000.000 L di miscela.

No, dico, centoventi milioni.

cento-venti

Solo di acqua, alla concentrazione di 1 sola ppm, che è molto bassa, praticamente un aerosol omeopatico. Considerate che il serbatoio di un 747 ospita 216.000 L circa di carburante [3], se fossero tutti miscela da irrorare ci vorrebbero oltre 500 aerei per irrorare il solo piccolo e misero Abruzzo; ma dato che agli aerei il carburante serve, e non possiamo caricarli troppo di peso altrimenti non decollano, un’eventuale miscela dovrebbe essere stoccata altrove, in qualche scompartimento nascosto più piccolo. Se inserissimo una cisterna segreta più piccola, ci vorrebbe una grandiosa flotta aerea solo per la nostra sfortunata regione.

Ma naturalmente non finisce qui.

In questa miscela ritroviamo secondo i complottisti i sali del bario, per esempio il solfato di bario.

Incominciare a caricare di solfato di bario o altre cose i nostri aerei aumentandone il peso sembra un po’ troppo, per il solo Abruzzo. Non che 120 milioni di litri d’acqua siano ok.
Inoltre gli aerei hanno un peso massimo oltre il quale non possono atterrare, altrimenti rischierebbero incidenti strutturali o problemi con l’instabilità del carburante: è il motivo per cui si effettua il fuel dumping [4].
Probabilmente è irrilevante perché la nostra miscela la scarichiamo tutta, ma anche i serbatoi nascosti pesano al decollo e non possiamo rimuovere troppo carburante per alleggerire.

Considerando che “probabilmente”, al fine di propagare i nostri raggi della morte, vorremo usare un po’ più di 1 ppm (parecchio di più) e che in mezzo ficcheremo altri elementi improbabili come alluminio, torio, vaccini ogm e nanorobot microchippanti, sembra tutto un po’… troppo. Per dei polimeri la densità sarebbe di 3000 g/L, ne risulterebbe un peso spropositato.
Non solo: l’attività d’irrorazione secondo i complottisti sarebbe globale, quindi queste dimensioni dovremo applicarle su scala molto più grande di un misero Abruzzo. Ad altezze maggiori (che implicano volumi d’aria e quindi litri maggiori), perché fino ad ora per comodità abbiamo sempre semplificato i calcoli, ma in realtà le misure sono ancora più grandii.

Mi viene un piccolissimo dubbio: è veramente fattibile la cosiddetta geoingegneria clandestina?

Siamo buoni, concediamo ancora un margine ai complottisti: sarebbe possibile comunque, in un arco di tempo molto lungo, utilizzando molti aerei, irrorare l’Abruzzo solo per poter scatenare un terremoto?

Prima che mi rinfaccino questo dato accusandomi di essere un disinformatore, dal 1961 al 1971 nel Vietnam del Sud sono stati irrorati 59.613.000 litri di erbicidi (fra cui il famoso Agent Orange) [5]. Apparentemente è fattibile rilasciare una quantità enorme di litri in una regione a lungo andare.

Invece no, attenti.

Questi composti venivano dispersi utilizzando aerei dedicati, con grossi “serbatoi” esterni appositi caricati solo di erbicidi [6]. Volavano bassi, bersagliavano zone ben precise, e le miscele non dovevano rimanere in sospensione nell’atmosfera. Erano concentrate e si depositavano.
La differenza è quella che passa tra versare un secchio d’acqua in testa a qualcuno e cercare di far fare una sauna a tutta San Remo con la stessa quantità di liquido, buttandola con un cucchiaio. Qualcosa tipo, con un paio di secoli a disposizione e l’intera flotta aerea, magari riusciamo a generare la nebbia nelle case dei geometri col fegato inacidito. E se le spese sostenute per il solo Vietnam contribuirono a renderlo una campagna fallimentare, preparatevi a spendere parecchio.

(nota: ci hanno segnalato che d’altronde gli aerei che devono disinfestare i campi agiscono su superfici decisamente più piccole e con quote estremamente minori, proprio perché altrimenti il loro operato sarebbe impossibile; grazie Andrea per la nota)

File:Sorriso faccia nuvola.jpg

Ripeto la domanda: le scie chimiche sono realmente fattibili o si tratta di una vera, grande corbelleria?
Tutto ciò ricorda la famosa sindrome del cattivo e delle legioni del terrore: i piani più diabolici si rivelano inutilmente complicati e costosi (nonché pieni di falle e talloni di achille lasciati alla portata dei buoni), quando basta molto meno per mettere in scacco l’eroe e vincere.

Se io fossi un leader occulto del NWO, impiegherei parecchi altri metodi molto più semplici e soprattutto economici per realizzare i miei piani di dominio…

E per quanto riguarda l’eventuale utilizzo di HAARP e onde radio per generare terremoti, ad analizzare la cosa ci ha già pensato il buon Alessandro Sabatino [7], fisico ambientale (a proposito, essendo io di formazione biologica e non fisica, lo ringrazio anche per avermi ricontrollato i conti).
Si ringrazia anche il buon Carlo Ciarrocchi per aver suggerito una semplificazione enorme che alleggeriva di molto conti e ragionamento nella parte riguardo la massa di miscela irrorata.

Note:

[1] Ogni riferimento può essere non casuale.

[2] http://co2now.org/

[3] http://www.boeing.com/boeing/commercial/747family/specs.page

[4] http://www.boeing.com/commercial/airports/faqs/fueldump.pdf

[5] https://www.govtrack.us/congress/bills/112/hr2634/text qui le misure sono in galloni.

[6] http://gazette.com/article/118937

[7] http://italiaxlascienza.it/main/2013/07/gianni-lannes-e-la-bufala-dei-terremoti-generati-da-haarp/

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