Può la dieta vegana curare il cancro?

Poche settimane fa è andato in onda sul programma televisivo Le Iene un servizio (qui il link) in cui è stata raccontata la storia di un uomo calabrese di mezza età a cui è scomparsa una metastasi nel cervello successivamente alla sua conversione ad una dieta vegana. L’argomento trattato è di massimo interesse e come c’era da aspettarsi ha suscitato clamore e confusione in egual misura.

I benefici portati da una dieta vegana, equilibrata e coscienziosa, sono ben noti e ampliamente documentati da numerosi studi condotti da università prestigiose (Adventist Health StudyAdventist Health Study 2Oxford Vegetarian StudyEPIC-Oxford). Nonostante questo, è importante tenere a bada l’entusiasmo e analizzare con cura le informazioni di cui siamo a disposizione per comprendere se esistono evidenze di una stretta relazione fra alimentazione e l’insorgenza di tumori.

Iniziamo riassumendo i fatti presentati nel servizio:

–          Il giorno della diagnosi il signor Antonio aveva una metastasi di 3 cm di diametro;

–          Tramite trattamenti di radioterapia la metastasi viene ridotta fino a 18mm;

–          Il signor Antonio si converte alla dieta vegana;

–          A distanza di 2 mesi la radiografia mostra che la metastasi è completamente scomparsa.

La radioterapia utilizza radiazioni ad alta energia per danneggiare la massa tumorale e, in particolare, le cellule cancerose che in questo modo non riescono più a proliferare: il tumore così trattato non è più in grado di crescere e si riduce progressivamente.

Secondo le statistiche della American Society for Radiation Oncology, nei casi di tumori trattabili con radiazioni almeno il 75% delle terapie è fatta con l’intento di guarire il paziente piuttosto che curarne i sintomi. Nel caso di tumore ai polmoni la percentuale si abbassa al 59%, mentre per il tumore al cervello al 50%.

Nel caso del signor Antonio si può dire che la terapia sia stata un successo, la riduzione della massa tumorale è stata inizialmente del 40%. Bisogna ammettere che esiste la concreta possibilità che la radioterapia abbia inibito, o drasticamente diminuito, la proliferazione cellulare anche in seguito, fino al punto di provocarne la totale scomparsa.

Tutto ciò non esclude la possibilità che una dieta vegetariana/vegana possa portare immensi benefici a persone in stati clinici delicati, semplicemente il servizio non fornisce informazioni a riguardo. Ad esempio, interpretare la guarigione del signor Antonio come un’evidenza del fatto che la dieta vegana curi il cancro ci mette nella posizione di credere che anche una dieta convenzionale lo curi, dato che esistono numerosi casi di guarigione fra persone che hanno continuato ad assumere carne regolarmente.

Vorrei, inoltre, porre l’attenzione sul fatto che non esistono evidenze scientifiche atte a dimostrare che una dieta priva di proteine animali possa curare il cancro. Al contrario, esiste una nutrita letteratura in merito al ruolo che ha la dieta vegetariana nella prevenzione dei tumori, i cui dati, tuttavia, non sono sempre coerenti con la tesi di partenza.

A questo proposito scriverò a breve un articolo sul più vasto studio riguardante il ruolo dell’alimentazione nella salute, ovvero “The China Study”, che spesso viene utilizzato come riferimento da chi sostiene la dieta vegana come mezzo per curarsi.

 

* AGGIORNAMENTO *

Michela De Petris

L’ospedale San Raffaele non ha rinnovato il contratto di collaborazione con la Dottoressa Michela De Petris in seguito all’approccio, cito testualmente, “poco rigoroso” su cui si basano le sue terapie. Hanno voluto usare un eufemismo.

La dottoressa, dietologa libera professionista anche presso il Centro di Medicina Antroposofica Artemedica, è un’esperta in alimentazione vegetariana, vegana e nella terapia nutrizionale del paziente oncologico, in questo articolo si può trovare un riassunto della vicenda che la vede protagonista.

Sul web la Dott.ssa è stata martirizzata ed è già stata attivata una petizione a suo sostegno. Il Fatto Quotidiano ha pubblicato un articolo dove si schiera esplicitamente a favore della De Petristravisando i fatti e senza concedersi dubbi riguardo al valore delle sue affermazioni, per poi correre vergognosamente ai ripari qualche giorno dopo.

Riporto qui le dichiarazioni:

Nota ufficiale della Dott.ssa Michela De Petris

Ogni mio rapporto di lavoro con l’Ospedale San Raffaele è definitivamente interrotto a seguito della risoluzione del contratto.
Dott.sssa Michela De Petris

 

Nota Stampa IRCCS Ospedale San Raffaele

In merito a quanto erroneamente pubblicato su alcuni siti di informazione online, l’Ospedale San Raffaele di Milano precisa:
a)  la dottoressa  Michela de Petris non è una dipendente dell’Ospedale, ma intrattiene con lo stesso un contratto di consulenza per prestazioni mediche libero professionali da svolgersi in ambulatorio;
b)  detto contratto è tuttora in corso, e non vi è mai stato alcun “licenziamento in tronco” della dottoressa;
c) l’attività ambulatoriale si svolge per  un pomeriggio ogni due settimane.

L’Ospedale, in merito ad eventuali nuovi approcci terapeutici di natura nutrizionale (anche in campo oncologico), tiene a precisare di non avere pregiudizi; tuttavia, i medici e gli specialisti dell’Istituto ritengono doveroso mantenere un approccio rigoroso e orientare le proprie scelte terapeutiche sulla base degli ultimi risultati e delle più aggiornate informazioni che provengono dalla ricerca scientifica e dai protocolli internazionali.

La Direzione Sanitaria

IRCCS Ospedale San Raffaele

 

 

Referenze:

 

–          Tamara Mastroiaco – Il Fatto Quotidiano(24 marzo 2014) – Intervieni a ‘Le Iene’? L’ospedale ti licenzia…(Rettifica)

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