La Scienza studia la Natura

Chimica, Biologia… Scienza! Additate come pericolose pratiche innaturali!

Da chi? Da: pubblicità, quotidiani, riviste, spettacoli televisivi, giornalisti, aziende,…
e chi più ne ha più ne metta!

Giusto l’altro giorno è uscito l’ultimo numero Nature Chemistry, con un trafiletto particolarmente interessante: un Blogroll intitolato “Yoghurt vs Scientists” [1]. In breve, una ditta che produce yoghurt da 100 calorie (la Chobani) utilizza il seguente slogan:

Nature got us to 100 calories, not scientists. #howmatters

La Natura ci ha dato 100 calorie, non gli scienziati. #comeimporta

In questo Blogroll, Marshall Brennan riporta numerosi altri casi in cui gli slogan di alimenti sono “falsi e offensivi per gli scienziati, i consumatori, e i dipendenti della ditta produttrice”. Come se la scienza non avesse nulla a che fare con la produzione di alimenti quali lo yoghurt…

Chobani-yoghurt

Ma questi slogan nascono soprattutto con l’intenzione di pubblicizzare un prodotto che definiscono all natural (biologico/naturale). Purtroppo i mass media utilizzano in maniera errata termini quali: organico, chimico, naturale, biologico, scientifico, …

E se i comunicatori non sanno utilizzare questi termini correttamente, come possiamo aspettarci che il pubblico ne sia capace?

È semplice utilizzare correttamente tali termini, e in particolare la parola «naturale».
Per farlo è sufficiente ricordarsi che la Scienza studia la Natura.

La Scienza studia la Natura

Questo significa che le scoperte scientifiche non sono altro che scoperte di fenomeni/meccanismi naturali. Se siamo messi alla prova con un rompicapo, cerchiamo di risolverlo capendo come funziona. Non ne possiamo alterare le regole/leggi, ma dobbiamo piegarci ad esse.

Allo stesso modo, l’obiettivo della Scienza è comprendere i fini meccanismi naturali per poterli utilizzare al meglio. Questo non significa affatto distorcerli, alterarli o piegarli alla nostra volontà. Del resto questo non è possibile.

Per citare Bacone: “non si vince la Natura se non obbedendole.

Studying nature

Quando leggiamo di prodotti chimici “naturali” e “sintetici”, dobbiamo sapere che la differenza è una sola: i primi sono estratti (in laboratorio) da organismi viventi, i secondi sono prodotti (in laboratorio) direttamente dal chimico. Ma anche se il metodo con cui questo prodotto è stato preparato, la chimica è una e una sola. Non esistono più chimiche… esattamente come la natura è unica, anche la chimica è unica.

Quindi se qualcuno ci parla di prodotti chimici “naturali” e “sintetici”, additando i primi come “buoni” e i secondi come “cattivi”… rispondiamogli a tono, esclamiamo che non è così! Se il prodotto è lo stesso, e il grado di purezza è lo stesso, e i contaminanti sono gli stessi, allora stiamo tendendo in mano la stessa cosa. Si possono percorrere strade diverse per raggiungere la stessa meta.

Esempi possono essere l’insulina [2], ormone utilizzato per il trattamento del diabete, e la vitamina C [3]. Queste due molecole possono essere estratte da fonti ‘naturali’ (da animali per l’insulina, da piante per la vitamina C) attraverso processi che spesso risultano costosi e con basse rese (servono grandi quantità di materiale per estrarre piccole quantità di prodotto).

In alternativa, queste molecole possono essere prodotte tramite sintesi chimica in laboratorio. Il risultato finale è il medesimo, le molecole sono identiche a livello atomico. Del resto, se così non fosse, si tratterebbe di un’altra molecola. Esiste una branca della chimica che si occupa proprio di verificare (identificare e quantificare) quali molecole sono presenti in un campione: la chimica analitica.

Ciò non vuol dire che tutti percorsi siano equivalenti. Ma il risultato finale, il prodotto chimico, lo è. Bisogna valutare il caso specifico e se un procedimento è effettivamente ‘migliore’ di un altro, ma soprattutto per quali motivi dovrebbe esserlo.

Quindi è necessario valutare attentamente il modo in cui decidiamo di raggiungere un certo obiettivo. Il percorso scelto potrebbe avere dei risultati indesiderati o inattesi e di cui dobbiamo tenere conto… ma questa è un’altra storia.

La speranza è solo che alcuni termini fossero utilizzate correttamente, in modo da non lasciare spazio a dannosi fraintendimenti che portano solo confusione e fanno nascere visioni distorte della realtà – di cui sono convinto dobbiamo liberarci.

Gabriele Girelli

Note:

[1] Il Blogroll che ha ispirato questo articolo. Molti materiali di approfondimento sono disponibili al link. (link, in lingua inglese)

[2] Un tempo si estraeva l’insulina dai maiali, con il rischio di causare reazioni immunitarie nei pazienti. Successivamente alcuni batteri vennero ingegnerizzati per ottenere la stessa molecola di natura umana (non suina). In tal modo si evita il rischio di causare reazioni immunitarie. (link)

[3] La vitamina C si ottiene tramite una serie di reazioni chimiche che partono dall’amido, in genere dal mais. Questo anche in quei casi in cui in bella mostra, sulle confezioni per esempio di integratori o bevande arricchite con vitamine, vi sono immagini invitanti di frutta d’ogni tipo. Ma nessuna di esse è stata impiegata per ottenere la vitamina del caso. (link)

Ulteriori approfondimenti:

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