La potenza dell’assurdo: fra Babbo Natale e lepricauni

Fuffaro: Non ha senso che contestiate la mia teoria alternativa. Io dico che tutto è possibile, e voi non siete nessuno per dire che mi sbaglio.

Razionalista: Se tutto fosse possibile, allora sarebbe possibile dimostrare che la tua affermazione è falsa. Ciò genera una contraddizione, quindi non tutto è possibile.

Tutti noi, chi più chi meno, sappiamo che certe cose esistono solo nel regno della fantasia.

Ad esempio, visto che natale si avvicina, prendiamo in esame l’amatissimo Babbo Natale. Possiamo ragionevolmente aspettarci che pressoché tutti gli adulti del mondo siano assolutamente certi della sua non esistenza. Ma perché? Perché ne siamo così certi? In altri contesti è molto più semplice incontrare gruppi di persone che più prudentemente direbbero “Questo fenomeno occulto/sovrannaturale potrebbe esistere, oppure no… chi può dirlo?”, ma non in questo caso. Perché? Perché su Babbo Natale esiste un consenso simile?

La risposta è semplice, tutto ciò che caratterizza Babbo Natale è in netta contraddizione con la realtà dei fatti. Per esempio, è ben noto che la notte di Natale non tutti i bambini del mondo ricevono regali, e che al Polo Nord non esiste nessuna meravigliosa fabbrica di giocattoli. Entrambi questi fatti sono fondamentali nella definizione di “Babbo Natale”, non sono qualcosa di opzionale, e dato che sono falsi, ahinoi, Babbo Natale non può essere reale.

Qualcosa che non può essere vero è irrimediabilmente falso, in filosofia questo concetto prende il nome di “principio del terzo escluso”. Il nome sta a sottolineare che esistono solo due stati possibili per un’affermazione, vero o falso, quindi sapere che qualcosa non può essere falso implica necessariamente che sia vero, e viceversa. Babbo Natale non esiste perché la sua esistenza implicherebbe conseguenze assurde, e gli assurdi per definizione non possono esistere.
Dimostrare in modo diretto che qualcosa esista è semplice, possiamo provare l’esistenza di un oggetto qualsiasi semplicemente mostrandolo, ma dimostrarne l’inesistenza richiede un procedimento logico più raffinato, e non sempre banale. Questo procedimento prende il nome di “dimostrazione per assurdo”, o reductio ad absurdum, ed è quello che abbiamo utilizzato poca fa per provare l’inesistenza di Babbo Natale.

La reductio ad absurdum è un tipo di argomentazione davvero potente, una scala della ragione che ci permette di osservare il mondo dalle vette più alte, liberi dai vincoli imposti dalla realtà fisica, da cui possiamo vedere tutti quei sentieri della logica che prima ci erano preclusi.

Questa figura geometrica non esiste e non esisterà mai, quella che state osservando è un'illusione ottica. Pur non avendo "evidenze(dirette) di assenza" possiamo essere totalmente certi della sua non esistenza.
Questa figura geometrica non esiste e non esisterà mai, quella che state osservando è un’illusione ottica. Pur non avendo “evidenze(dirette) di assenza” possiamo essere totalmente certi della sua non esistenza.

Carl Sagan nel suo “The Demon-Haunted World” disse “L’assenza di evidenze non è evidenza di assenza”. Questa affermazione, che indubbiamente è corretta nel suo contesto originale, fin troppo spesso viene male interpretata per legittimare ogni genere di corbelleria. La verità è che ci sono parecchie situazioni in cui pur avendo “assenza di evidenze” si può stabilire incontrovertibilmente una totale e certa “evidenza di assenza”. Vi chiedete come? Pensate ai lepricauni.

I lepricauni sono delle creature immaginarie tipiche del folklore irlandese. Sono simili a dei folletti e passano le giornate a fare scherzi a chiunque gli capiti a tiro. Si dice che siano incredibilmente difficili da incontrare, e che siano così furbi da riuscire a sfuggire anche ai più intelligenti tra gli uomini.

Dimostrare l’inesistenza di qualcosa che è così difficile da trovare sembra impossibile, ci sarà sempre qualcuno disposto a credere che non abbiamo cercato a sufficienza, o che non abbiamo le capacità di scovarne uno.

Effettivamente questo è uno di quei casi in cui l’assenza di evidenze non è assolutamente un’evidenza di assenza.

I lepricauni sono soprattutto celebri per una loro curiosa abitudine: seppellire immensi pentole piene d’oro alla fine di ogni arcobaleno. Fermo! Posa quella vanga e continua a leggere!

Chiunque sappia che cos’è un arcobaleno sa anche che non esiste una posizione geografica in corrispondenza della sua fine. Gli arcobaleni non sono oggetti fisici, sono fenomeni ottici che dipendono esclusivamente dalla posizione dell’osservatore, chiedersi dove finisca un arcobaleno ha senso nella stessa misura che chiedersi che odore abbia il verde.

 

In realtà sono tutte menzogne, i lepricauni esistono ma non vogliamo che altra gente si metta a cercare le pentole d'oro.
In realtà sono tutte menzogne, i lepricauni esistono ma non vogliamo che altra gente si metta a cercare le pentole d’oro.

 

Pur non avendo evidenze dell’inesistenza dei lepricauni è semplice rendersi conto che possiedono una caratteristica assolutamente impossibile. La loro esistenza implicherebbe una condizione assurda, e siccome il mondo reale non ammette assurdi appare evidente che i lepricauni non esistono.

Dall’iniziale assenza di evidenze (in senso stretto) siamo riusciti a produrre una risposta che rappresenta una chiara evidenza di assenza ed è questo il grande potere della ragione, e in particolare della reductio ad absurdum.

Su Babbo Natale e i lepricauni immagino che ci troviamo tutti d’accordo, ma perché non tutti sottopongono allo stesso genere di analisi le superstizioni, il paranormale o le teorie alternative?

Gli assurdi abbondano, ci sarebbe l’imbarazzo della scelta, e potremmo liberarci di alcuni fra i più antichi dilemmi dell’umanità con un minuscolo sforzo mentale.

Tizio: Dovresti rispettare le credenze di Sempronio, perché tutte le credenze hanno la stessa validità e non possono essere rigettate.
-Caio: Ammettiamo che tu abbia ragione; se io dicessi che esistono credenze da rigettare, la mia sarebbe una credenza da rigettare? Se tutte le credenze devono essere accettate come ugualmente valide, allora la mia non può essere rigettata. La tua ipotesi è falsa.

Purtroppo non è così semplice, quando si toccano questi argomenti il consenso si riduce drasticamente. All’analisi logica e razionale si sostituisce un dubbio iperbolico e una totale sfiducia nella possibilità di arrivare a conclusioni sensate.

Fin troppo spesso capita di confrontarsi con persone definibili “intellettualmente arrendevoli” le quali, di fronte a questioni complesse, o decidono di rifugiarsi nell’idea che le nostre limitate capacità ci precludano di trovare risposte, o si convincono che una risposta non esista, fornendo anche il terreno su cui ciarlatani, santoni, saltimbanchi e truffatori possono espandersi. Fa ancora più male notare che le persone in questione siano in gran parte individui intelligenti e preparati, ma che hanno deciso di crogiolarsi in questa sorta di “agnosticismo della ragione” pur di non prendere posizione logica verso determinate superstizioni e pregiudizi.

È importante capire che la logica ci fornisce un arsenale di strumenti incredibilmente potenti, la nostra abilità nell’utilizzarli e la volontà di capire sono tutto ciò che serve per spingerci ben oltre gli orizzonti imposti dal concreto.

Pietro Sottile

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