Siamo numeri?

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Siamo numeri?

Certo che sì.

La frase “non siamo solo numeri”, magari condita da un “ok ma se quell’uno fossi tu o tuo figlio?” è una delle più classiche tecniche per distorcere un fatto e darne una rappresentazione che parla solo allo stomaco e non al cervello. In sostanza per ingannare le persone.

So che questo inizio sembrerà strano e che occorre qualche spiegazione.

Iniziamo con il dire che non esiste praticamente alcuna azione umana che non comporti qualche rischio.

Questa mattina il sottoscritto si è preparato il caffè: ho lavato la caffettiera, l’ho preparata, l’ho messa sul fuoco, ho aspettato, me lo sono versato e bevuto. Una mezz’ora dopo mi sono anche svegliato. Nel compiere queste azioni non ero certo al massimo dell’attenzione o della lucidità.

A voi è mai capitato di riempire di caffè la parte di sotto della caffettiera e stare lì un po’ a guardarla perplessi chiedendovi dove accidenti mettere l’acqua? A me sì, più volte.

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Accendere il fornello può causare una esplosione se c’è stata una fuga di gas, una caffettiera può scoppiare, prendendo la tazzina in un mobiletto in alto qualcosa può cascarvi in testa, nello stordimento del crepuscolo potreste prendere la soda caustica al posto dello zucchero. Tutto “può accadere”. Dovete sapere che in Italia ogni anno si verificano 3,3 MILIONI di incidenti domestici, in questi 2,8 MILIONI di persone si feriscono, circa UN MILIONE di persone finisce al pronto soccorso, CENTOMILA vengono ricoverate in ospedale e, sempre ogni anno, MILLE persone muoiono [1] [2]. Per gli incidenti domestici, ossia per cose che capitano in normali case facendo cose normali, come prepararsi il caffè.

È un buon motivo per non prepararsi il caffè domani mattina (e ovviamente non pranzare, non fare la doccia, non pulire la casa, non appendere quel quadro, non cambiare la lampadina in bagno)? Dite che non sono poi tante? Siamo solo numeri? E se capitasse a voi?

Sapete che ogni anno CINQUE Italiani muoiono per aver deciso di andare dal medico? No, non ho detto per colpa del medico o per cose in alcun modo legate al suo lavoro, ho detto per il solo fatto di avere deciso di andarci! Non ci credete? Diciamo che un Italiano va dal medico almeno 4 volte all’anno e per andarci percorre in media 5 km in auto [3]. Significa che un Italiano in media percorre 20 km all’anno in auto per andare dal medico, in media un italiano percorre complessivamente 12.200 km in macchina all’anno [4] e di questi 20/12200 (circa un km e mezzo su mille) per andare dal medico, e ogni anno in Italia muoiono circa 3500 persone per gli incidenti stradali [5]. Una moltiplicazione e una divisione ci dicono che ogni anno in Italia CINQUE persone muoiono in macchina per aver deciso di andare dal medico, non scherzo: 20/12200 di 3500.

Se vi facessi il conto di quanti bambini vengono ammazzati dai genitori che li stanno portando a scuola potreste essere tentati di rivalutare l’analfabetismo.

È pericoloso viaggiare, è pericoloso cucinare, è pericoloso lavarsi, è pericoloso lavorare, è pericoloso girare per Milano. Tutto è pericoloso, in qualche misura. E quasi tutto ha dei vantaggi e ci mette al riparo da degli altri pericoli. Se non pulissi mai la casa quei simpatici roditori che deciderebbero di condividerla con me potrebbero mordermi e attaccarmi qualche cosa di sgradevole, e pericoloso.

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Dunque non possiamo ignorare vantaggi e svantaggi, costi e benefici. Non possiamo ignorare i numeri.

Immaginate di essere in piedi davanti a una distesa di sassi e pattume, con qualche bottiglia rotta in giro. Sarebbe una buona idea lanciarsi violentemente per terra? Verrebbe da dire di no. Immaginate però che sotto ai vostri piedi ci siano i binari di un treno, e che stia arrivando un freccia rossa a 315 km/h, e che l’unico modo di togliervi dalla sua traiettoria sia lanciarsi. Siete ancora convinti che non sia una buona idea farlo?

Costi e benefici. Se stai lì hai molte probabilità di farti davvero male, se ti butti per terra e scansi il treno hai qualche probabilità di farti male. Numeri.

Nei giorni scorsi abbiamo letto che due (o forse tre) persone anziane sono morte per un problema in un lotto di un vaccino anti-influenzale [6]. Questo è terribile, qualcuno ha sbagliato qualcosa che non doveva sbagliare, pare. Il lotto di vaccino è stato ritirato, ma questo non restituirà la vita a quelle persone. Su questo siamo tutti d’accordo.

È un buon motivo per smettere di vaccinarsi? Dipende. È un buon motivo per fare di tutta l’erba un fascio e accodarsi ai fanatici della setta del “i vaccini sono il male”? Direi di no.

Iniziamo con una affermazione incontrovertibile: i vaccini sono farmaci, tutti i farmaci presentano dei rischi, delle complicazioni, degli effetti indesiderati [7]. Vaccinarsi significa prendere un farmaco, compiere una azione, e ogni azione espone a dei rischi, lo abbiamo già detto. Perfino farsi il caffè.

Poi proseguiamo con una distinzione: ci sono farmaci utili e farmaci necessari, ci sono vaccini utili e vaccini necessari, ci sono situazioni in cui un certo vaccino è utile e situazioni in cui è necessario, perfino situazioni in cui è sostanzialmente inutile [8]. Costi e benefici. Numeri.

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Io, personalmente, non mi sono mai vaccinato contro l’influenza: ho 46 anni e a dispetto del mio stile di vita indegno sono in buona salute, non faccio un lavoro a contatto con il pubblico, non sono particolarmente sensibile (quelle poche volte in cui nella mia vita ho preso l’influenza due giorni di tachipirina hanno risolto il problema).

Se io facessi il vaccino antinfluenzale con buona probabilità mi esporrei a un malessere (temporaneo e non grave, ma comunque fastidioso: i vaccini come ogni farmaco hanno effetti collaterali, spesso dopo il vaccino antinfluenzale una mezza giornata un po’ stonato ci stai) e a un rischio (bassissimo ma comunque presente, qualcuno una reazione inaspettata al vaccino ce l’ha); per contro mi proteggerei da un malessere sostanzialmente improbabile (non sono a contatto con il pubblico e non sono particolarmente sensibile, l’influenza non la prendo quasi mai) e da un rischio praticamente insussistente (che una influenza possa uccidermi è davvero improbabile, alla mia età e nelle mie condizioni).

A me non conviene.

A me.

Costi e benefici.

Se io insegnassi in una scuola materna e avessi da gestire una mandria di piccole belve potenzialmente infette che smucano per ogni dove, se facessi il controllore sul tram e dovessi toccare ogni giorno centinaia di biglietti presi in mano da gente che ha appena starnutito o se fossi una di quelle persone particolarmente sensibili che l’influenza la prendono due volte all’anno, allora vaccinarmi potrebbe essere una buona idea.

Se avessi 80 anni, una malattia cardiaca o una condizione di salute compromessa per qualsiasi motivo e quindi prendere l’influenza fosse per me un pericolo “importante”, qualcosa che può uccidermi, allora decidere se vaccinarmi o meno sarebbe una scelta praticamente obbligata [9].

Ogni anno in Italia l’influenza uccide 9000 persone. Il vaccino, se è stato il vaccino [10], quest’anno ne ha uccise tre, o forse due.

Costi e benefici.

Non siamo solo numeri, ma siamo anche numeri.

Note:

[1] http://www.epicentro.iss.it/problemi/domestici/epid.asp

[2] http://www.rssp.salute.gov.it/rssp/paginaParagrafoRssp.jsp?sezione=situazione&capitolo=mortalita&id=2678

[3] stima mia.

[4] http://www.chiarezza.it/news/quanti-km-percorsi-auto-allanno

[5] http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSetCode=DCIS_MORTIFERITISTR1

[6] http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_novembre_28/due-morti-sospette-roma-il-vaccino-antinfluenzale-a7f37860-772e-11e4-90d4-0eff89180b47.shtml

[7] http://italiaxlascienza.it/main/datalink/vaccini/#sicurezza

[8] http://medbunker.blogspot.it/2011/11/il-vaccino-il-gioco-e-la-candela.html

[9] http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/05/29/i-vaccini-nel-cialtronevo/

[10] http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/vaccino-fluad-laifa-fa-il-punto-della-situazione

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