Spreco di soldi pubblici? Istruzioni per l’uso.

Gli sgravi fiscali sui farmaci sono una importante garanzia per il cittadino ma, per chi non lo
sapesse i farmaci omeopatici sono detraibili al 19% in base alla legge[1]. Per i farmaci omeopatici è prevista una proceduta semplificata consistente in una domanda da presentare all’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) in cui vengano indicate le generalità e la denominazione del prodotto, i metodi di preparazione, autorizzazioni eventualmente ottenute, imballaggio e documentazione[2], con il requisito che siano abbastanza diluiti da garantirne la sicurezza (almeno 1 parte su 10000 di tintura madre o 1 parte su 100 della dose minima usata in un medicinale allopatico, soggetto a prescrizione medica[3].
Non è qui necessario lanciarsi in una disamina storica sull’omeopatia, in quanto è già presente una ricca raccolta di validissimi articoli in merito cui si rimanda[4]. Basti ricordare che l’omeopatia è una pratica ideata dal medico tedesco Samuel Hahnemann sul finire del 18th secolo. L’omeopatia si basa sui seguenti principi: “il simile cura il simile” e la “diluizione”, questa in seguito sarebbe stata giustificata con la fantomatica “memoria dell’acqua” da Jacques Benveniste, immunologo francese . Secondo Hahnemann il rimedio per una malattia sarebbe la stessa sostanza che in una persona sana indurrebbe la malattia, questa andrebbe poi fortemente diluita, alcuni di questi prodotti infatti sono talmente diluiti da non presentare alcuna molecola di principio attivo. Proprio qui iniziano i guai, infatti entrambi questi principi, non solo non sono mai stati dimostrati, ma ne è stata dimostrata l’assoluta inconsistenza dal punto di vista scientifico, inoltre i test con i medicinali omeopatici hanno fornito tutti lo stesso risultato, la comunità scientifica è unanime: l’omeopatia non funziona!

Come mai allora questi prodotti sono detraibili, cosa che comporta un grande spreco di soldipubblici? “Se vengono venduti in farmacia ci sarà un motivo” ci si sente spesso rispondere, oppure: “sul mio amico hanno funzionato”. E’ il caso di sottolineare che qui stiamo assistendo all’ennesimo caso di noncuranza nei confronti della scienza. Libertà di cura non significa libertà di spendere i soldi pubblici in cure non funzionanti e senza alcuna base scientifica, così come l’unico modo di valutare un farmaco è uno studio scientifico, non una prova aneddotica. Non esiste motivo quindi perché questi prodotti debbano essere detraibili. Il problema è molto sentito anche in altri paesi Europei, paesi in cui la comunità scientifica si batte per gli stessi motivi, in Francia sono persino rimborsabili al 35% circa (In precedenza era il 65%).

Per dare una possibilità ai malati di malattie gravi per le quali non esistono terapie esistono le cure compassionevoli, le quali consentono, dietro consenso informato, l’utilizzo di un farmaco sottoposto a sperimentazione clinica, ma per il quale ancora non vi è l’autorizzazione da parte dell’AIFA per l’immissione in commercio[5]. Anche in questo caso i prodotti devono già essere in una fase di sperimentazione piuttosto avanzato e devono quindi avere una parvenza di scientificità. Troppo spesso ci lascia trasportare dalle emozioni , quando in realtà lasciarsi guidare dal metodo scientifico è il modo migliore per non sprecare soldi pubblici in prodotti inutili (soldi che è possibile destinare alla vera ricerca) ma soprattutto è il modo migliore per proteggere il paziente.

Note:
[1]: risoluzione 10/E del 2010.
D.lgs 24 aprile 2006 n.219, pubblicato sulla G.U, n.142 del 21 giugno 2006 ( vedi in particolare art. 1.c.1.lett.d) e artt. Da 16 a 20.
Lo si può verificare anche sul sito dell’Agenzia delle entrate.
[2] Vedi art. 16 c.1 citato in nota [1] [3] La medicina allopatica, contrariamente a quanto fa l’omeopatia, usa principi farmacologici contrari a quelli che hanno causato la malattia e
adatti a contrastarne i sintomi. In poche parole si tratta della “medicina ufficiale”, come viene spesso impropriamente definita.
[4] http://italiaxlascienza.it/main/datalink/archivio-sulle-medicine-alternative/
[5] http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2007/03/09/07A02073/sg

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: