La Dipendenza secondo le E-cig

Vi ricordate quando si poteva fumare nei bar? Ogni serata passata in un posto meno costoso di un ristorante di lusso finiva invariabilmente con indumenti da lavare almeno tre volte per togliere l’odore e nessuno poteva essere sicuro la ragazza, quella lì in fondo, gli stesse sorridendo, o fosse un attaccapanni.
Ma dal 2003, dopo la coraggiosa presa di posizione del ministro Girolamo Sirchia, i fumatori sono stati relegati all’esterno dei locali o in apposite salette per fumatori a ventilazione forzata.
Da allora sono passati oltre 10 anni e la coscienza degli effetti negativi del fumo è cresciuta molto nella popolazione; alcuni hanno smesso di fumare, altri sono rimasti fumatori, altri ancora hanno cambiato fumo: non più sigarette, sigari o pipe, ma piccoli vaporizzatori di liquido chiamati sigarette elettroniche.

la sigaretta elettronica più bella del mondo
Oppure pipe elettroniche, per chi ha stile – King Pipe SS-1by pixelblume

Dopo il grande successo di questi oggetti, chiamati anche ENDS – Electronic Nicotine Delivery Systems, che hanno apparentemente fatto calare le vendite di tabacco e aumentare i negozi dedicati, si sono susseguiti vari livelli di inviti alla cautela e di provvedimenti regolatori pubblicati, negati e ritirati e riaffermati con la consueta goffa confusione: da chi sosteneva che facessero male come le sigarette, alla legge che le ha accomunate nel divieto di utilizzo all’interno dei locali pubblici, chi affermava facessero ingrassare, chi diceva salvassero vite, chi manda un bacio, chi getta un fiore, chi si prenota per due ore…

Poi, lentamente, i primi studi: IEO, il Lancet ed altri hanno prodotto studi dapprima contrastanti, poi sempre più concordi sulla positività dell’uso delle e-cig per chi desideri smettere di fumare; anche l’OMS, nel rapporto steso a Mosca nell’ottobre scorso, rimane cautamente positiva sugli effetti delle sigarette elettroniche per i fumatori, pur ribadendo i rischi dell’esposizione alla nicotina per bambini, donne incinte ed in età fertile, e soprattutto per i non fumatori che potrebbero trovare nell’ e-sigaretta un accesso alla dipendenza da nicotina, quindi alle sigarette ed ai rischi tipici dei “fumatori classici” .

Recentemente il Prof.Jonathan Foulds ha dichiarato “Abbiamo potuto constatare come le sigarette elettroniche sembrino dare meno dipendenza delle sigarette normali […] anche in soggetti più propensi alla dipendenza”. Nello studio, che metteva a confronto le risposte di oltre 3500 utilizzatori di sigarette elettroniche per validare un nuovo questionario di analisi della dipendenza, viene anche evidenziata l’assenza di dati di lungo corso sull’utilizzo di e-cigs ma, rassicura Foulds “da qualunque analisi sensata risulta che le sigarette elettroniche sono molto meno tossiche [di quelle classiche]. E il nostro lavoro mostra come sembrino dare anche molta meno dipendenza. Quindi in entrambi i casi sembrano essere vantaggiose se quello che vi preoccupa è la salute”.

il fumo delle sigarette elettroniche dà meno dipendenza del tabacco
Immagine originale proveniente da http://www.ecigclick.co.uk/

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Basato su materiali forniti da PSU

Articolo:
Foulds J, Veldheer S, Yingst J, Hrabovsky S, Wilson SJ, Nichols TT, Eissenberg TT. Development of a questionnaire to assess dependence on electronic cigarettes in a large sample of ex-smoking e-cig users. Nicotine Tob Res. 2014 Oct 19. pii: ntu204.

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Federico Dagostin è fisioterapista e consulente sessuologico, da sempre appassionato di scienza e di cucina, passa il suo tempo seguendo la squadra femminile di pallavolo Riso Scotti Volley Pavia e lavorando tra Pavia e Milano come fisioterapista libero professionista specializzato in riabilitazione dei disturbi del pavimento pelvico.
Oltre a scrivere qui su Italia Unita Per La Scienza cerca di tenere un blog dove parla di riabilitazione, sessualità, costume, tecnologia

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