Il circolo vizioso della disinformazione

Fonte: http://www.retedellaconoscenza.it/wp-content/uploads/2014/04/lavagna.jpg
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La scienza e la tecnologia hanno rivoluzionato completamente le nostre vite, ci viviamo sommersi. Ogni aspetto della nostra esistenza, da quando ci svegliamo a quando andiamo a dormire, passando per il lavoro nonché per le nostre necessità primarie come il bisogno di curarsi è condizionato dalle conquiste della scienza. A seguito di ciò verrebbe da  supporre che ognuno di noi conosca bene tutto questo e che si sia fatto quanto meno un’opinione informata a riguardo.

Ma basta dare un’occhiata a giornali, riviste, televisioni e social network per accorgersi di quanto questa supposizione sia sbagliata.

Molto spesso chi si occupa di divulgazione scientifica rimane basito di fronte a certi atteggiamenti antiscientifici portati avanti da persone di ogni età, ceto sociale, livello di istruzione, etc. Non stupisce così tanto quando a tenere certi atteggiamenti è una persona “non addetta ai lavori” , ma le cose si complicano quando a manifestare incompetenza scientifica è magari un politico, un professionista, un’impresa o chiunque ricopra una certa posizione. Risulta ancor più stupefacente quando chi manifesta opinioni pseudoscientifiche è una persona con una preparazione in quel campo (capita anche questo).  Lo stupore si basa sull’assunto secondo cui una persona preparata e che quindi dovrebbe avere una certa esperienza in determinati campi non possa incappare in certe gaffe. E’ una presunzione in parte sbagliata, vediamo perché.

Grazie alla scuola il numero di analfabeti oggi si è praticamente azzerato, è stata una delle più grandi conquiste del 20esimo secolo, ma si sa, appena risolvi un problema ne arriva subito un altro…

Oggi viviamo in un mondo basato sulla scienza, materia che bene o male viene insegnata nelle scuole, ma è qui che inizia l’inghippo.

La scienza non è un insieme predefinito di conoscenze, la scienza è un metodo, uno strumento per indagare la realtà che ci circonda e si basa sull’esperimento, sulla logica e su una scrupolosa metodologia di analisi.

Il metodo scientifico ha rappresentato uno dei più grandi balzi in avanti nel pensiero umano, viene da se che non ci sia da stupirsi se molte persone sono rimaste “indietro”. A scuola ci insegnano l’anatomia, le basi della biologia e dell’astronomia ma forse non siamo stati dotati di quel “kit” necessario ad intraprendere un’analisi approfondita della realtà che ci circonda, una realtà oggi più che mai lontana da quella in cui vivevano le generazioni che ci hanno preceduto, una realtà più complessa o meglio, più lontana dal mondo per cui ci siamo evoluti. Per una realtà così il tipico “se non vedo non credo” non basta più, occorrono le prove, occorre il metodo scientifico. Il “se non vedo non credo” dovrebbe tramutarsi in un  “se non ho le prove non credo”. Questo è il motivo per cui anche persone intelligenti e istruite assumono certi atteggiamenti negativi verso il progresso scientifico, una conoscenza enciclopedica non basta.

Questa situazione ci ha condotto al problema principale della nostra società: “l’analfabetismo funzionale”, ovvero l’incapacità di analizzare la realtà che ci circonda. Questa incapacità comporta una serie di conseguenze a cascata: le persone inizieranno ad avere un pregiudizio contro le nuove scoperte scientifiche  e inizieranno a prendere decisioni in conformità con suddetti pregiudizi. Decisioni per se, per i propri figli, per i propri parenti, riguardanti il lavoro o la partecipazione alla vita sociale in generale. Alcune di queste persone ricopriranno posizioni politiche, apriranno imprese o diventeranno professionisti in qualche campo. Tutte e tre queste categorie potranno basare la propria azione sugli stessi pregiudizi. E’ così che la disinformazione incontrollata porta a un effetto a catena che se portato all’estremo può essere devastante.

Con tutto questo ragionamento non si vuole certo dire che la situazione sia peggiorata rispetto a decenni or sono, anzi! Non si stava meglio quando si stava peggio. Si vuole solo dire che questo è un aspetto di cui probabilmente ci siamo occupati poco.

Quando eravamo bambini di età prescolare prima di insegnarci la Divina Commedia, la storia, la geografia e quant’altro ci hanno dato in mano un abbecedario insegnandoci l’alfabeto. Allo stesso modo prima ancora di insegnarci l’elettromagnetismo, l’anatomia e la teoria dell’evoluzione dovrebbero insegnarci l’alfabeto grazie al quale queste conoscenze si sono formate, questo alfabeto è il metodo scientifico. Quest’ultimo rappresenta il basamento sulla quale è costruita la nostra realtà e come tale dovrebbe essere insegnato a scuola insieme all’alfabeto.

 

Approfondimenti:

http://www.wired.it/play/cultura/2014/04/11/nuovi-analfabeti-usano-facebook-ma-non-sanno-interpretare-la-realta/

http://www.oecd.org/site/piaac/Country%20note%20-%20Italy%20%28ITA%29.pdf

 

 

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