Chimica a prima vista: le regole dell’amore

Oggi si celebra la festa più amata e allo stesso tempo odiata dell’anno: San Valentino. Ma cos’è veramente l’amore? Da cosa è provocata la famosa sensazione delle ‘’farfalle nello stomaco’’? Vediamo come la scienza descrivere tutto quel complesso intreccio chimico che avviene nel nostro organismo in questo caso. È possibile definire tutte le tappe dell’amore attraverso quattro semplici fasi, ognuna scandita da una precisa molecola chimica da noi prodotta.

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Vediamo più in dettaglio queste quattro fasi: 

Fase I: Disponibilità

Da cosa è scatenato il colpo di fulmine? Perché proviamo attrazione per una persona in particolare in mezzo alla folla? La risposta sono i feromoni! I feromoni (o ferormoni) sono molecole invisibili e volatili prodotte dalle ghiandole apocrine, situate sotto le ascelle, intorno ai capezzoli e presso l’inguine. Essendo inodori non sono captati dalle mucose olfattive, ma da un secondo sistema dell’odorato detto organo vomeronasale. L’uomo produce l’androstenolo, presente nel sudore ‘’fresco’’ (l’uomo ha da puzzà!), mentre la donna la copulina, feromone presente nelle secrezioni vaginali. I feromoni sono noti messaggeri chimici che hanno lo scopo di trasmettere informazioni tra individui della stessa specie. Sono proprio loro a definire se una persona ci attrae o meno. Se l’odore di una persona ci piace, proviamo sensazioni di sicurezza e attrazione, diversamente proviamo sensazioni negative che portano all’allontanamento. Insomma, se ci innamoriamo di una persona ci deve piacere il suo odore. Il mercato è inondato da profumi ai feromoni, ma non fatevi ingannare dal ‘’Malizia profumo d’intesa’’, la loro efficacia non è mai stata dimostrata!

Fase II: Passione

Assuefazione, iperattività e poco appetito, vi ricordano qualcosa? Avete presente la frase ‘’non mangia perché è innamorato!’’? Ebbene si, anche queste sensazioni hanno una spiegazione scientifica, sono tutte causate dalla feniletilamina (PEA), neurotrasmettitore che aumenta le prestazioni chimico-fisiche. Questa molecola è molto simile all’anfetamina, tanto che la carenza di essa scatena una depressione d’astinenza… Mai sentito parlare del mal d’amore? Non è chiaro quale sia l’organo che la produce, ma sono note le aree del cervello che la accolgono. Tuttavia, secondo gli esperti, questo periodo magico non è infinito, non può infatti durare oltre i sei anni, e a poco a poco l’organismo si abitua alla PEA. Esistono però i drogati d’amore, coloro che bramano questa molecola, e l’assuefazione a essa risulta spesso nella fine del rapporto. Preferiranno quindi cercare, conquista dopo conquista, di ricreare gli effetti euforizzanti di questa magica sostanza. Vi sono tracce della PEA nel cacao e nell’acqua di rose, è forse per questo che il corteggiamento inizia regalando rose e, quando finisce, ci si rimpinza di Nutella?

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L’azione della PEA però non finisce qui! Stimola infatti la produzione del testosterone, l’omone dell’eccitamento sessuale, e di un altro neurotrasmettitore, la dopamina, che agisce su numerosi processi fisici e psicologici. Essendo legata al sistema limbico, zona del cervello che è sede di emozioni e funzioni vitali, permette di rinforzare comportamenti che apportano piacere e soddisfazione. Quando siamo felici la dopamina emette un segnale che stimola euforia, tanto da portarci a ripetere l’esperienza. È grazie alla cara e vecchia dopamina che ci si telefona cento volte al giorno e si vuole passare costantemente il tempo con il proprio partner.

Fase III: Consolidamento

L’ormone implicato nella costruzione dei legami di coppia è l’ossitocina. Laddove non è prodotta o è presente in piccole quantità, l’individuo trova difficoltà a creare relazioni durature. L’ossitocina è un ormone generato dall’ipofisi posteriore e svolge la funzione di neurotrasmettitore. Studi su topi di campagna, noti per l’amore monogamo, hanno dimostrato che se viene interrotta la produzione di ossitocina essi diventano fedifraghi. A causa di questi studi si pensa che sia proprio la mancanza di ossitocina a spingere la donna (per l’uomo l’ormone è la vasopressina, che ha lo stesso funzionamento) al tradimento. La produzione di questa sostanza è la conseguenza di stimoli tra cui il contatto pelle a pelle e la stimolazione durante il rapporto sessuale. Baci carezze e coccole aumentano il livello di ossitocina, per cui ‘’un bacio al giorno toglie le corna di torno!’’.

Fase IV: Maturità

Dopo anni di notti di passione aspettando insieme l’alba, la feniletilamina non scatena più gli effetti dirompenti delle prime fasi del rapporto e il cervello inizia a produrre altri ormoni, le endorfine. Questo gruppo di sostanze sono prodotte dal cervello nel lobo anteriore dell’ipofisi e sono dotate di proprietà analgesiche simili a quelle della morfina e dell’oppio, ma con una portata più ampia. La situazione di benessere che procurano si traduce in una relazione affettiva molto forte che non si vuole più interrompere, ed è la costante presenza del partner che stimola la produzione di questo neurotrasmettitore.

Per concludere, cosa posso dire se non che siamo davvero dei drogati d’amore?

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Con questo articolo non voglio sostenere che l’amore sia solo una questione di chimica, non posso di certo ignorare il canto di generazioni di poeti e inguaribili romantici, che ci hanno fatto sognare con le loro celebrazioni all’amore. Come si può non commuoversi alla lettura del V canto dell’Inferno della Divina Commedia (per chi non lo ricordasse parlo della storia di Paolo e Francesca)?

Come si suol dire: ‘’ai posteri l’ardua sentenza!’’

Testo a cura di Jessica Frigerio
Editor: Stefano Bertacchi

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