Un nuovo modo di pensare

Nonostante la rivoluzione scientifica ci abbia portato a capire la realtà come mai è successo prima e nonostante certi fatti dovrebbero ormai essere di dominio pubblico, assistiamo ogni giorno a un fenomeno singolare: di qualsiasi cosa si parli le opinioni personali e  gli aneddoti vengono serenamente equiparati alle posizioni scientifiche più accreditate. E’ come se Tizio e Caio discutessero su quale sia la macchina più bella, quella rossa o quella blu. Per non parlare di tutte le volte in cui vengono tirati in ballo complotti. Perché accade tutto questo? Mi sono fatto un’idea.

Vorrei tralasciare il discorso dell’ignoranza scientifica e dell’analfabetismo funzionale e andare direttamente alle possibili cause del problema.

Il metodo scientifico, come sappiamo, è incentrato essenzialmente sull’esperimento, è questo a dover “parlare”. Una percezione personale non può essere paragonata ad uno studio condotto con tutti i crismi del caso. Tutto ciò non solo per evitare che le prove vengano “inquinate” da pregiudizi personali, errori o frodi, ma anche e soprattutto perché le scoperte ottenute con questo metodo sono semplicemente fuori dalla portata di qualsiasi essere umano, ricercatore o no che sia. Sappiamo ad esempio che per poter sviluppare e valutare l’efficacia di un farmaco occorrono anni di studi e ricerche condotti con precauzioni rigide, metodologie accurate, peer review…. Più questo iter è rispettato più lo studio è autorevole. Valutare l’efficacia di un farmaco è fuori dalla portata di chiunque, ci vuole uno studio! Eppure non è raro essere scambiati per un indottrinato, uno che non sa pensare con la propria testa, perché si preferisce dare retta agli studi scientifici più degli aneddoti.

Quando eravamo uomini delle caverne il metodo scientifico non c’era, non ci serviva, potevamo scheggiare una pietra con una tecnica nuova senza la matematica, il rasoio di Occam, gli esperimenti in doppio cieco e quant’altro mentre per errori e tentativi potevamo accendere un fuoco, non ci serviva conoscere le reazioni esotermiche. Tutto ciò che riguardava la nostra vita come le tecniche di caccia, la costruzione di un riparo o l’accensione di un fuoco era nella nostra sfera di competenza. Oggi tutto questo ci è stato “tolto” e abbiamo bisogno di questo essere sovraordinato che si chiama metodo scientifico. Che questo possa spaventare? Ci siamo evoluti per avere l’ultima parola sui fatti, per partecipare attivamente a tutto ciò che ci riguardi. Un non addetto ai lavori di solito non va al CERN di Ginevra a controllare che abbiano davvero trovato il Bosone di Higgs. Credo che tutto questo possa cogliere allo sprovvista.  Se non possiamo controllare direttamente quello che avviene nei laboratori allora possono farci credere quello che vogliono? Il non addetto ai lavori che non va al CERN è un “pecorone”?

Imparando a conoscere il metodo scientifico si comincia piano piano a capire che tutte queste paure sono infondate, è semmai  il contrario. La diffusione dei dati, la peer review e la replicabilità degli esperimenti garantiscono che i rischi di frode (o errore) siano ridotti al minimo. Ogni conoscenza si basa sulle precedenti nozioni acquisite, ne consegue che tutto ciò che sappiamo, o che pensiamo di sapere, è continuamente messo alla prova. Se uno studio precedente fosse frutto di una frode una nuova teoria più ampia che includa quello studio, una volta testata si rivelerà falsa. Una pubblicazione scientifica deve essere completa in ogni sua parte, citare le fonti ed essere replicabile. In linea di principio qualsiasi persona può controllarne il contenuto, a differenza di ciò che avviene con fonti inaffidabili. Senza contare che spesso e volentieri disponiamo di informazioni limitate e/o sbagliate, siamo quindi incapaci di valutare il peso che certe scoperte hanno avuto, penso ce ne potremmo rendere conto se andassimo a visitare un paese più arretrato del nostro oppure se consultassimo maggiormente certe statistiche [1].

Non bisogna quindi aver paura  di ammettere i propri limiti e nel riconoscere che un certo compito sia fuori dalla nostra portata, ammettere i propri limiti è sintomo di progresso ed è il primo passo per superarli. Possiamo continuare a essere orgogliosi e pensare di poter contraddire decenni di studi scientifici con aneddoti, ma così bloccheremmo lo sviluppo scientifico. Il fatto che negli USA 100 anni fa la speranza di vita era intorno ai 50 anni mentre oggi è maggiore di 80 mi fa ben sperare [2], iniziamo a capire.

[1] Ad esempio il tasso di omicidi oggi è molto minore di quello che era  anni fa, se ci basassimo solo sui casi di cronaca potremmo pensare di vivere in una sorta di Far West. http://www.anfroma.it/files/uniriz/EURES%20-%20Sintesi%20Rapporto%20Omicidi%202013%20-%20Fusaro%20-%20Def%20.pdf

[2] http://demog.berkeley.edu/~andrew/1918/figure2.html

 

Approfondimenti:

http://interno18.it/rubriche/34344/con-scientia-il-metodo-stamina-ed-il-metodo-scientifico

http://interno18.it/rubriche/15168/con-scientia-limportanza-del-metodo-scientifico

http://medbunker.blogspot.it/2014/10/la-dittatura-scientifica-ovvero-perche.html

http://www.wired.it/scienza/lab/2014/02/28/guida-metodo-scientifico/

http://www.wired.it/scienza/medicina/2014/03/05/guida-metodo-scientifico-medicina/

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