Peni deambulanti, copulazioni remote e fecondazioni a distanza

Essere un maschietto in natura non è sempre facile. Si è chiamati ad adempiere un compito: trovare una femmina, corteggiarla, indurla all’amplesso, fecondarla per trasmettere i propri geni alla discendenza e, come se non bastasse, “discutere” con i sicuri rivali in amore che muoiono quanto te dalla voglia di consegnare il loro “pacchetto genetico” (evitando che ti soffino la pulzella che intanto assiste).
Bisogna essere veloci, se non si vuole che oltre ai rivali qualche predatore ci colga in flagrante, per cui non sempre ci si può godere il momento.
Comunque, che tu sia una gazzella, una vespa assassina o una planaria sessuata, prima o poi seguirai la natura e combinerai i tuoi cromosomi con quelli di un’esemplare femmina della tua stessa specie.
A quel punto potrai considerare il tuo dovere terminato. Hai adempiuto al tuo scopo. Il DNA si è trasmesso nella generazione successiva.
Se la fidanzata ha qualche considerazione di te al di là del tuo essere un dispensatore di spermatozoi, potreste formare una coppia, dove tu dovrai costruire il nido, difendere il territorio e allevare la progenie che tanta fatica è costata. Il cavalluccio marino ne è un maestro: romanticamente monogamo e compagno per la vita, e partorisce lui.
Altrimenti, ora prendi la camicia e vattene che mi sporchi la camera.
Se sei sfortunato potresti anche finire decapitato come nelle mantidi religiose.
"tesoro, metti la testa sul ceppo che stasera ho voglia" credits: Wikimedia commons
“tesoro, metti la testa sul ceppo che stasera ho voglia”
credits: Wikimedia commons
Il mondo animale potrebbe essere la trama di un episodio di Sex and the City.
 
Facendo un attimo un po’ più i seri (…), magari dopo aver suggerito la lettura di qualche libro per approfondire la tematica della sessualità nel mondo animale (come Il coccordillo come fa della nota divulgatrice nostrana Lisa Signorile [1] o Anche le coccinelle nel loro piccolo di Menno Schilthuizen), vediamo un attimo una star di questo spettacolo.
Infatti, fra i protagonisti ci sentiamo di riservare un posto particolare a una delle categorie di organismi più bistrattate e calunniate del globo, dei simpatici pelosetti che oltre all’essere mazziati dalle nostre ciabatte e dalle nostre terribili storie su di loro, lo sono anche nella loro terribile vita sessuale: i ragni.
 
I ragni sono degli artropodi, per la precisione dei chelicerati della classe degli aracnidi, e hanno un apparato riproduttivo tutto particolare.
 
Hanno, innanzitutto, due peni.
 
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Questi peni sono chiamati pedipalpi, assomigliano a dei pon-pon e sono situati in prossimità del volto.
In realtà non si tratta veramente di peni. Sono delle appendici, sensoriali e “prensili”, presenti nei chelicerati. Sono degli arti. Negli scorpioni si sono evolute nelle famigerate chele. Nei ragni invece sono come delle zampette.
Non sono connesse ai testicoli, per cui il ragno deve secernere prima lo sperma su un filo di seta e raccoglierlo con il pedipalpo. C’è una piccola struttura, chiamata embolo, che assomiglia a una pipetta e che serve a depositare lo sperma nelle vie riproduttive delle femmine.
Per la nostra semplificazione possiamo assimilarne la funzione a quella del pene, o a una manina che raccoglie lo sperma e lo “emette”.
In pratica, immaginatevi una ragazza cheerleader che nasconde delle sorprese fra i suoi pon-pon.
 
Ai ragni comunque non importa. O almeno, le femmine, con una certa solita ostentazione di plutocratica sicumera [2], si limitano ad attendere finché non decidono che il marito è più adatto al ruolo di un pasto o il pasto in fondo in fondo può essere un marito.
Fonte: http://www.spiders.us/articles/identification/
“Oh, hi! Don’t ya know that your chromosomes have combined beautifully?”                                                                                                                                                                                                                     Photo credits: http://www.spiders.us/articles/identification/

 

 
I maschi di ragno semplicemente subiscono. 
Innanzitutto sono quasi sempre molto, moooolto più piccoli della consorte. Le proporzioni possono variare tra le specie, ma non è raro trovare dimorfismi sessuali davvero considerevoli nelle dimensioni [3].
 
Spesso devono rompere il ghiaccio con una ragazza con tremila convenevoli, inchino e tappeto rosso, altrimenti basta un solo errore di etichetta (oppure un “target” beccato in quei giorni) che verrebbero divorati immediatamente. Ed eccoli escogitare innumerevoli stratagemmi nel toccare la ragnatela o il corpo della loro (gigantesca) sposa.
 
Non hanno alcuna voce in capitolo riguardo quando farlo, come farlo, quanto durare, che posizione assumere, se usare la protezione ultrasottile o quella con aroma di banana: decide tutto la femmina. E il peggio è che non te lo dice nemmeno che fantasie ha, per cui se sbagli e accarezzi la zampetta poco sotto dove vuole il grattino, lei può decidere che stai correndo troppo e che è meglio se per conoscersi meglio prima tu rimanga a cena.
Come piatto principale.
Un piccolo maschio si avvicina a una femmina di Nephila clavipes. La sproporzione è enorme. Un altro maschio attende nei paraggi, sperando di avere un'occasione per consegnare il proprio "pacchetto", magari perché la femmina è troppo impegnata a mangiare il primo partner da accorgersi di lui.   (Photo : Flickr: Gustavo Mazzarollo)
Un piccolo maschio si avvicina a una femmina di Nephila clavipes. La sproporzione è enorme. Un altro maschio attende nei paraggi, sperando di avere un’occasione per consegnare il proprio “pacchetto”, magari perché la femmina è troppo impegnata a mangiare il primo partner da accorgersi di lui.
(Photo : Flickr: Gustavo Mazzarollo)
 
Devono sopportare sbalzi d’umore che nemmeno il Duca di Mantova nel Rigoletto: magari la vostra lei ha appena azzannato un altro pretendente perché ha osato lamentarsi che è un po’ scortese aspettare fino alle 22.15 per un appuntamento fissato alle 19.30 mentre si rifa i bozzoli di seta. Allora credete di essere furbi, e l’aspettate senza problemi la sera successiva fino alla stessa ora, solo per scoprire che se l’avete aspettata senza fiatare siete mosci e non sapete farvi rispettare. Buon funerale anche per voi.
 
Come se non bastasse, spesso anche se va tutto bene, se avete preso la vostra bella con una Ferrari lustrata alla perfezione, se la cena romantica a base di coleotteri è andata alla stragrande, vi ha fatto salire su sulla propria ragnatela eccetera eccetera, dopo la tanto sudata e desiderata inseminazione, la dolce ragazza decide di divorarvi lo stesso, perché sì. Le girava così, che ci potete fare.
Dal punto di vista della fitness evolutiva, poco importa se il maschio sopravvive: quel che conta è che i suoi geni si ricombinino con quelli della femmina, trasmettendosi nella prole.
Spider porn, Spider porn... credits: mating pair jumping spiders (Phidippus clarus) photo : Flickr: David Hill
Spider porn, Spider porn…
credits: mating pair jumping spiders (Phidippus clarus) photo : Flickr: David Hill
 
 
Ma esistono alcuni maschi che non ci stanno a farsi fare la pelle pur di avere una donna e hanno escogitato un metodo davvero innovativo per trovare l’amore e portarsi la pellaccia a casa. Si chiama copulazione remota.
 
Ed è qualcosa che noi umani non accetteremmo mai, nel nostro orgoglio, ma che per loro si è davvero tramutato in una questione di sopravvivenza.
 
Sostanzialmente, alcune specie di ragno hanno sviluppato durante l’accoppiamento la capacità di distaccare i propri pedipalpi, che ovviamente dopo aver localizzato i genitali femminili per procedere all’inseminazione, ed essi su azione chimica continuano a secernere gli spermatozoi.
Detto papale-papale, i loro peni si spezzano durante l’amplesso e fanno tutto il resto da soli. A volte lo fanno le stesse femmine, ma il risultato non cambia.
 
Questa cosuccia si chiama “fenomeno dell’eunuco” e apparentemente sembra uno svantaggio, dato che il ragno non potrà mai più riprodursi – e come già detto, poco cambia con l’essere mangiati se quel che conta è trasmettere i propri geni.
Ma ci sono anche dei vantaggi.
 
Nephilengys  nel riquadro il pedipalpo Credits:  Nature, Joelyn Oh / from ref 1
Nephilengys malabrensis
nel riquadro il pedipalpo
Credits: Nature, Joelyn Oh / from ref 1, photo: Daiqin Li
 
Femmina sempre di Nephilensis che questa volta però ha deciso che il partner meritava di rimanere per cena. Come dessert. Photo by Matjaž Kuntner
Stessa femmina di Nephilengys che questa volta però ha deciso che il partner meritava di rimanere per cena.
Come dessert.
Photo by Matjaž Kuntner

 

Il pedipalpo rimane inserito nel pertugio necessario e continua a deporre sperma nelle vie riproduttive femminili – oltre che a impedire il passaggio a pedipalpi rivali. Inoltre, forse per evitare che la femmina decida che ne ha avuto abbastanza e lo rimuova troppo presto, il pedipalpo rotto lavora molto più in fretta che se fosse ancora attaccato al resto del corpo.
Ciò assicura la paternità della prole. Un investimento sicuro, insomma.
La cosa più sorprendente è che i ragni così “mutilati” sembrano avere come una scarica testosteronica e diventano degli attaccabrighe pazzeschi, tenendo alla larga gli altri rivali. Quelli eunuchi completi sono dei lottatori formidabili, più combattivi di quelli eunuchi per un solo pedipalpo che sono più combattivi di quelli con i genitali integri.
 
Nella costante lotta per il successo evolutivo, questi ragni hanno così realizzato un double formidabile: avere una fecondazione assicurata lontano da competitori e poi continuare una tranquilla vita da scapoli non più sul mercato ma dediti alla gastronomia e al turismo.
 
Bibliografia e riferimenti:
Approfondimenti:

Note:

[1] L‘abbiamo anche intervistata.

[2] National Geographic – Cara, non mangiarmi, ti faccio un massaggino

[3] Su Geo & Geo Francesco Petretti parla un po’ di dimorfismo sessuale nei ragni.

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