Fenomenologia del “pilu russu”

 

Li riconoscete tutti? Credits at [1]
Li riconoscete tutti?
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Quest’oggi vi parleremo di una caratteristica di molte persone, rara e (forse proprio per questo) affascinante, i capelli rossi.

Fin dall’alba dei tempi, infatti, i capelli rossi hanno svettato nell’immaginario comune, accostati nel folklore al temperamento focoso, associati alle popolazioni nordiche, vittime di sciocche superstizioni e pregiudizi, ma anche portati da personaggi storici come Federico Barbarossa, Vincent Van Gogh o la regina Elisabetta.

Vi siete mai chiesti a cosa sono dovuti? Scopriamolo insieme con un po’ di scienza e storia.

Vincent van Gogh, autoritratto, 1889, National Gallery of Art. Questo ritratto, come tutti quelli realizzati a Saint-Rémy, mostrano il lato destro visto allo specchio (in quello sinistro l'autore si era mozzato l'orecchio).
Vincent van Gogh, autoritratto, 1889, National Gallery of Art. Questo ritratto, come tutti quelli realizzati a Saint-Rémy, mostrano il lato destro visto allo specchio (in quello sinistro l’autore si era mozzato l’orecchio).

Biochimica

Il cosiddetto rutilismo (dal latino rutĭlus, «rosseggiante») è il tratto delle persone che hanno i capelli rossi o castano ramato, presente in circa il 2% della popolazione mondiale.

I capelli sono costituiti per la maggior parte da proteine, di cui la più importante e famosa è la cheratina – quella che ricorre sempre in tanti spot di shampoo.

Come per tutte le chiome di capelli, ma anche per occhi o pelle, il colore è dovuto alla presenza e alla quantità di un’altra proteina, la melanina. Si tratta di una proteina colorata, cioè un pigmento.

Fotomicrografia della distribuzione del pigmento in un capello rosso umano. credits: FBI.gov [2]
Fotomicrografia della distribuzione del pigmento in un capello rosso umano per un’analisi forense.
credits: FBI.gov [2]

Esistono vari tipi di melanina. I capelli rossi, specificamente, sono dovuti a livelli molto alti di un sottotipo particolare, la feomelanina, che ha, a sua volta, delle varianti dal colore rossiccio o giallastro. Contemporaneamente è basso il livello di eumelanina, che invece è bruna.

Una caratteristica che piacerà a chi porta i capelli rossi è che la sua pigmentazione con l’avanzare dell’età tende a ingrigirsi di meno, dopo aver passato varie sfumature più chiare. L’eumelanina infatti è chimicamente meno stabile ed è maggiormente soggetta a degrado. Anche per questo motivo le mummie egizie presentano capelli rossi, dato che i lenti processi ossidativi spezzano prima l’eumelanina della feomelanina, che per contro è più sensibile alla luce e ne è protetta nelle sepolture.

Chimicamente comunque le due molecole sono molto simili, e ai chimici piace rappresentare le prime con un disegno di questo tipo che rappresenta gli atomi e i legami che compongono la molecola:

Feomelanina, formula di struttura chimica. Le frecce indicano che c'è proseguimento in un polimero con altre molecole della stessa. Photo credits: Roland Mattern, Wikimedia commons
Feomelanina, formula di struttura chimica. Le frecce indicano che c’è proseguimento in una catena con altre stesse molecole.
Credits: Roland Mattern, Wikimedia commons

 

Questo è ciò che determina la colorazione rossa.

In passato la si associava a un’indole focosa. Al giorno d’oggi questo stereotipo, come nel film animato Brave, lo intendiamo come fierezza o indipendenza. Ma a lungo nella tradizione popolana ha significato essere aggressivi, quasi violenti, e infidi. Giuda a volte viene rappresentato così. Il criminologo pseudoscienziato Cesare Lombroso arrivò a stabilire che i capelli rossi fossero antropologicamente tipici di un carattere violento; tristemente ancora oggi possono capitare sporadici casi in cui chi porta i capelli rossi rimane coinvolto in risse e aggressioni [3] [4].
Alcune delle ingiuste vessazioni e dei pregiudizi che hanno dovuto subire nel passato le “testerosse” sono raccontati in romanzi come Rosso Malpelo e Pel di Carota, rispettivamente della corrente verista e autobiografico.

Ma niente di tutto questo rispecchia la realtà scientifica e l’aspetto biochimico dei capelli.
Pertanto tutte le credenze popolari, i detti e i proverbi come:

Russu è malu pilu, malu coluri, furbu latru e traditori.

Sono solo complete, totali, leviataniche sciocchezze.

asuka

Genetica

La base del colore è genetica e il carattere deve essere presente in entrambi i genitori affinché i figli lo ereditino; viene espresso negli omozigoti, cioè le persone che ereditano da entrambi i genitori due varianti uguali del gene (alleli), e che possono trasmettere solo quel colore ai discendenti.

Il carattere è pertanto recessivo: se si eredita un allele per la colorazione rossa dei capelli da un genitore e uno per i capelli bruni o mori dall’altro, sarà quest’ultimo a esprimersi. Rimane possibile che la propria discendenza continui a ereditare l’allele per i capelli rossi, che possono così saltare una generazione, come accade per i capelli biondi.

via Musickr.it
via Musickr.it

Curiosamente, i capelli rossi sono però parzialmente dominanti rispetto ai capelli biondi. Il figlio di Ricky Cunningham e di Marilyn Monroe sarebbe stato verosimilmente rosso-dorato.

Un esempio storico famoso di questa chioma è Elisabetta d’Inghilterra. Sua madre Anna Bolena aveva i capelli d’un rosso ramato, mentre per parte paterna discendeva da Elisabetta di Woodwille, sua bisnonna spesso ritratta come bionda. La casa dei Tudor fu soprattutto nota per le tonalità rossastre dei capelli dei suoi membri, tanto da essere considerati prova di legittimità figliare [5].

Isaac Oliver, 1600 "The Rainbow Portrait". Elisabetta viene allegoricamente rappresentata come eternamente giovane pur in tarda età. I suoi capelli erano fra il dorato e il rosso.
Isaac Oliver, ca. 1600 “The Rainbow Portrait”. Elisabetta viene allegoricamente rappresentata come eternamente giovane pur in tarda età. I suoi capelli erano fra il dorato e il rosso.

 

John Hoskins, miniatura di Anna Bolena. La madre di Elisabetta invece aveva un colore dei capelli fra il rosso e il bruno/borgogna, una tonalità che gli anglofoni chiamano "auburn".
John Hoskins, miniatura di Anna Bolena. La madre di Elisabetta invece aveva un colore dei capelli fra il rosso ramato e il bruno/borgogna, una tonalità che gli anglofoni chiamano “auburn“.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quanto abbiamo appena detto è una semplificazione. La colorazione rossa non è dovuta a un solo gene.

Le analisi di biologia molecolare hanno scoperto che a essere importante è soprattutto una mutazione in un particolare gene, situato sul cromosoma n. 16 nel corpo umano. Ulteriori studi confermano che questa mutazione è assolutamente necessaria affinché si manifesti il tratto dei capelli rossi, ma che da sola non basta.

A ogni modo questo gene speciale è coinvolto nel controllo della produzione di una particolare proteina che i biochimici hanno chiamato MC1R (che sta per “melanocortin-1 receptor”). Questa proteina è contenuta nelle cellule che producono la melanina, i melanociti, e converte la feomelanina in eumelanina.

... "la ragazza che ha aspettato"
Amy Pond è sbalordita dalle nostre fantasmagoriche rivelazioni

 

Eventuali mutazioni possono alterare questi processi, riducendo la quantità di pigmentazione scura sintetizzata dal nostro organismo. Infatti questa mutazione è collegata anche al colore della pelle, dal particolare candore, e alla presenza di efelidi, ma purtroppo anche a una maggiore suscettibilità ai i tumori della pelle. Non è invece realmente collegata all’avere occhi chiari (blu o verdi), sono comuni a prescindere nei paesi dove è diffusa questa capigliatura e anzi in realtà sono più diffuse le “teste rosse” con gli occhi bruni. La combinazione più rara, capelli rosso borgogna e occhi azzurri, spicca moltissimo.

La scarsa pigmentazione predispone a scottature e melanomi, per questo si consiglia particolare attenzione nel proteggere la pelle.

Non è un caso d’altronde che i capelli rossi siano diffusi nei paesi nordici, dove l’incidenza solare è minore e si è meno esposti a tumori per la pelle: l’eumelanina è fotoassorbente, la feomelanina invece è più instabile e vulnerabile alla luce.

credits: iStockphoto
credits: iStockphoto

Antropologia

Nell’immaginario popolare, i capelli rossi sono proprio una caratteristica nordica tipica delle popolazioni celtiche e poi gaeliche [6] [7] [8]: Tacito, per esempio, li descriveva nei Caledoni (gli antichi abitanti della Scozia), mentre Dione Cassio faceva il celebre esempio della regina degli Iceni, Boudicca, in Britannia, che avrebbe avuto un colore marrone-giallastro che noi oggi chiamiamo tenné. Ma anche i traci e alcune popolazioni delle steppe li portavano stando ai resoconti degli storiografi antichi.

Attualmente, i capelli rossi sono presenti in misura maggiore proprio nelle popolazioni gaeliche: Irlandesi (frequenza dal 10 al 30% della popolazione), Scozzesi (10-25%), Gallesi (10-15%), Bretoni; e in quelle germaniche in stretto contatto con esse (Anglosassoni, Olandesi/Fiamminghi nel Belgio anticamente celtico).

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Una via di mezzo fra Boadicea e Pepper Ann: Merida di Scozia!

Sono diffusi anche in parte della Svizzera, un tempo abitata da tribù celtiche come gli Elvezi, e nella Scandinavia occidentale, in cui i Vichinghi deportarono molti prigionieri dalle isole britanniche durante l’Alto medioevo (ma in cui tornarono anche quei guerrieri che, stabilitisi in Britannia, si mescolarono con la popolazione locale).

Sono presenti meno frequentemente in altri paesi germanici, e in alcuni sottogruppi etnici. Ad esempio, uno stereotipo dipinge come rutilanti gli ebrei: l’origine, oltre che nel pregiudizio storico, è probabilmente nella diffusione di questo tratto tra gli ebrei Aschenaziti.
Nelle popolazioni romanze, baltiche, finniche e slave l’incidenza è minore.

Si può idealmente definire un’area al di sopra del 45° parallelo per evidenziare la distribuzione dei capelli rossi:

Mappa della frequenza degli alleli per i capelli rossi in Europa. (credits: Eupedia.com)
Mappa della frequenza degli alleli per i capelli rossi in Europa.
(credits: Eupedia.com)

 

E quella chiazza lì a destra?

Forse non lo sapete ma anche gli Udmurti, popolo ugro-finnico che vive in Russia alle pendici degli Urali, presentano una consistente percentuale di rossi, più del 10% (unica popolazione non occidentale con un’incidenza tanto alta). Gli Udmurti affermano di discendere dagli antichi Budini, che Erodoto raccontava avessero una forte chioma rossa.

I capelli rossi sono presenti, in misura minore, anche in Asia centrale: tra i Tagiki, popolo iranico abitante il Tajikistan, e negli Uiguri, popolo turco che abita la regione cinese dello Xinjiang. Nella regione del Tarim Basin sono state ritrovate eccezionali mummie con i capelli geneticamente rossi, come l’uomo di Chärchän, risalenti al 1000 AC [9] [10] [11].

Non si tratta di etnie discendenti dai Celti o dai Germani, ma le analisi genomiche mostrano somiglianze in certi geni presenti sul cromosoma maschile, l’Y. Questo suggerisce che questi gruppi asiatici abbiano in comune un antico progenitore maschio, che probabilmente apparteneva ad un gruppo isolato di europei che migrò in queste terre e venne assimilato dai nativi.

Ragazze udmurte a un festival. Credits: itogi.ru
Ragazze udmurte a un festival. Credits: itogi.ru

 

Ragazza uigura a Kashgar, nella regione autonoma cinese dello Xinjiang. Indossa una veste tradizionale femminile. (credits: Gusjer from Aranjuez, Spain - Flickr, via Wikimedia Commons)
Ragazza uigura a Kashgar, nella regione autonoma cinese dello Xinjiang. Indossa una veste tradizionale femminile.
(credits: Gusjer from Aranjuez, Spain – Flickr, via Wikimedia Commons)

 

Nei loro discendenti il tratto è più comune che nella popolazione originale, e così nei discendenti dei loro discendenti, che diffusero infine i capelli rossi in nuovi luoghi (effetto del fondatore). Si ritiene cioè che sia un carattere residuale, cioè ereditato da una popolazione in cui esso era presente nella totalità o quasi degli individui. Un po’ come alcuni dei biondi di Sicilia che in larga parte hanno avuto un antenato Normanno nel medioevo. Le mummie del Tarim Basin risalenti a prima del 1000 AC non presentano capelli rossi né tracce di DNA con queste caratteristiche.

Analisi di genetica molecolare sul DNA hanno rilevato che anche alcuni uomini di Neanderthal già avevano i capelli rossi, tanto che si stima che il carattere si sia originato tra 20.000 e 100.000 anni fa, ma si tratta di una mutazione indipendente da quella che abbiamo ereditato noi.

Anche in Polinesia sono presenti casi di capelli rossi. Anche in questo caso sono dovuti a una mutazione avvenuta in maniera slegata da quella eurasiatica:

Credits: eGuide Travel - Lae (via Wikimedia Commons)
Credits: eGuide Travel – Lae (via Wikimedia Commons)

 

Avendo parlato del passato dei capelli rossi, passiamo ora al futuro.

A volte capita di leggere articoli che dicono che i capelli rossi stanno scomparendo, ma tranquilli, non sono a rischio estinzione: è una bufala.
È un fraintendimento dovuto al fatto che, come già detto sopra, il carattere è recessivo quindi non si manifesta se non negli omozigoti. Un carattere può diventare raro: è chiaro che gli individui con i capelli rossi sono pochi rispetto al totale della popolazione mondiale di ~7 miliardi, ma non si può estinguere finché fisicamente tutti i portatori non potranno più trasmetterlo alla discendenza.

La capacità di esprimere i capelli rossi rimarrà anche se per ipotesi tutti gli attuali portatori del carattere si incrociassero con dei mori mediterranei, diluendo il tratto.

Anzi, paradossalmente ciò potrebbe portare a un aumento della frequenza di capelli rossi, perché il gene si diffonderebbe anche fra altri gruppi invece di rimanere “insaccato” fra i nord europei. Ci sarebbe una selezione sessuale; d’altronde, come contraltare ai pregiudizi passati, i capelli rossi sono particolarmente rappresentati nelle arti e nei media, apprezzati per l’appariscenza e soprattutto la rarità.

C'è un motivo se hanno i capelli rossi.
C’è un motivo se le “disegnano così”.

Vi spiccano tanto quanto nella vita reale proprio perché piacciono. Jessica Rabbit è Jessica Rabbit non per caso.

In conclusione

In risposta a tutti i pregiudizi, alle credenze superstiziose, alle bufale e agli opportunismi, ma anche per coinvolgere i nostri sostenitori in un’iniziativa comune, abbiamo pensato a una cosa carina.

Sui social network abbiamo lanciato un appello a tutti i nostri lettori e sostenitori “teste rosse”. Per la scienza, si sono offerti volontari per comporre questo magnifico mosaico, naturalmente espandibile con eventuali future sottomissioni di altri nostri lettori “rutilanti”:

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Teste rosse per la scienza! Cliccate per ingrandire (P.S. l’immagine è pesante, se il caricamento di questo articolo è lenta e avete problemi con il traffico sul cellulare fateci sapere)
Da sx a dx: 1° fila: Alfonso, biologo; Alberto, matematico; Luana; Claudia, international business and finance; Clementina; Teresita, geologa
2° fila: Eleonora; Maria Grazia; Luca; Monica; Ginger Marty; Andrea
3° fila: Luca; Marco, ingegnere aerospaziale; la bellissima coppia Chiara e Federico; Francesca, beni culturali archeologici e volontaria FAI

E bisogna dirlo:

siete bellissimi

Fonti e bibliografia di riferimento:

Approfondimenti:

Note:

[1] In ordine orario, fonti fra parentesi:

  • la “ragazza che ha aspettato” Karen Gillan, attrice, Comic Con 2011 di San Diego (Gage Skidmore, via Wikimedia Commons)
  • Mick Hucknall, cantante dei Simply Red, Brema (Slawek su Flickr via WmC)
  • la “casalinga disperata” Marcia Cross, attrice (Fanpop.com)
  • Ron Howard, quando interpretava Richie Cunningham su Happy Days (theredlist.com)
  • Bryce Dallas Howard, figlia di Ron, International Film Festival di Toronto in Canada, 2011 (Tony Shek, via Wikimedia Commons)
  • lo “space cadet” Josh Homme, musicista, con i Queens of the Stone Age all’Eurockéennes de Belfort 2011 (Rama, via Wikimedia Commons)
  • la “queerest of the queer” Shirley Manson, cantante, che si tinge in maniera anche sgargiante a volte… ma di base è sempre rossa naturale! (forums.blur.co.uk via Pinterest)
  • il principe Harry in visita a Washington D.C. (Glyn Lowe su Flickr, via WmC)
  • Fiorella Mannoia, cantante (intelligonews.it)
  • Chuck Norris (ROBYN BECK / Getty Images)
  • Milva, cantante, a Pistoia il 31-01-09 (Sailko, via Wikimedia Commons)
  • Santos Saúl Álvarez Barragán, pugile messicano, detto “El canelo”, da canela, la cannella, per i suoi capelli (Andreina Reyes, via Pinterest)
[2] http://www.fbi.gov/about-us/lab/forensic-science-communications/fsc/jan2004/research/2004_01_research01b.htm

[3] http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/england/south_yorkshire/3233392.stm

[4] Nicole Hahn Rafter (ed), Lombroso & Ferraro, Criminal Woman, the Prostitute, and the Normal Woman, Duke University Press, 2004, p.123-4.

[5] https://sucheternaldelight.wordpress.com/2010/06/25/where-did-the-tudor-red-gold-hair-come-from/

[6] Tacito (Agricola, 11 e Annali, 14)

[7] Senofane di Colofone (Testimonianze e Frammenti, Elegie)

[8] Dione Cassio (Storia romana, 62.3-6).

[9] http://www.pbs.org/wgbh/nova/transcripts/2502chinamum.html

[10] http://www.independent.co.uk/news/world/asia/a-meeting-of-civilisations-the-mystery-of-chinas-celtic-mummies-413638.html

[11] http://www.nytimes.com/2010/03/16/science/16archeo.html?pagewanted=1

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