GOOD AS YOU[1]

Questo articolo si è classificato settimo a pari merito al 51° carnevale della fisica!

fonte: blog.libero.it
fonte: blog.libero.it

 

Pochi argomenti come l’omosessualità e l’orientamento sessuale in genere suscitano ancora un così forte dibattito fra le varie fazioni, spesso guidate più da ideologie che da un approccio razionale ai fatti. Lasciarsi trascinare dall’impeto è un errore che facciamo tutti, è umano, ma ciò che ha permesso un’evoluzione in ogni aspetto della nostra esistenza è l’approccio imparziale e scientifico ai fatti. Questo approccio consiste prima di tutto nello sgomberare la mente da ogni giudizio personale e di sforzarsi di capire. Questo è proprio l’obiettivo che mi sono posto con questo articolo.

Molto si è dibattuto in passato sulla natura dell’omosessualità, ipotizzando cause ambientali, genetiche o psicologiche. Mano a mano che la ricerca avanza però la risposta sembra apparire sempre più chiara: l’omosessualità ha cause in prevalenza  biologiche e genetiche. L’omosessualità, nonché l’orientamento sessuale, non sarebbe una scelta. Per un individuo che abbia questa predisposizione diventa estremamente difficile non sviluppare questa caratteristica. 

 Questa viene talvolta etichettata come innaturale, ma su che basi?

L’omosessualità è stata ormai documentata da numerosi studi in migliaia di specie, anche tra i nostri parenti più prossimi, i bonobo per esempio[2]. 

Un’altra opinione diffusa è che l’omosessualità crei uno svantaggio evolutivo per l’ovvio motivo per cui due esemplari dello stesso sesso non possono avere figli. Tuttavia è difficile pensare che una caratteristica presente da sempre in migliaia di specie animali non sia stata scartata in quanto dannosa. I biologi si sono quindi dati da fare per cercare un possibile vantaggio evolutivo nell’omosessualità. Spesso le cose hanno effetti indiretti, vantaggi (o svantaggi) che passano in sordina se non si analizza la situazione da un punto di vista più ampio. Le spiegazioni sui possibili vantaggi dell’omosessualità spaziano dal puro piacere alla coesione sociale, fino alla preparazione per i rapporti eterosessuali[3]. Ricerche recenti avrebbero inoltre individuato un fattore genetico legato all’omosessualità maschile, infatti a uno svantaggio riproduttivo maschile corrisponderebbe un vantaggio riproduttivo femminile, un meccanismo già documentato in altre specie. Nella determinazione dell’omosessualità maschile interverrebbero infatti due geni, uno dei quali sul cromosoma X, che nei maschi viene ereditato solo dalla madre[4]. Un’altra teoria interessante consiste nel considerare l’omosessualità una risposta alla sovrappopolazione. È stato evidenziato un incremento di comportamenti omosessuali nelle popolazioni di topi in condizioni di sovraffollamento[5].

Molti tentativi sono stati fatti per cercare di far cambiare il proprio orientamento a persone non eterosessuali, senza risultato. Lo studio di queste persone  non ha mai rivelato nessuno squilibrio e nessuna patologia nella loro psiche e nel loro cervello. Da tutto ciò ne consegue che l’omosessualità non è una malattia, infatti già nel 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha rimossa dalla lista delle malattie mentali, cosa già fatta negli Stati Uniti nel 1973 dall’American Psychiatric Association.[6]

Nonostante tutte queste evoluzioni nella comprensione del fenomeno le persone omosessuali dal punto di vista legislativo non se la passano ancora troppo bene in generale. Nella civilizzata Inghilterra l’omosessualità è rimasta un reato fino al 1967, tra i tanti a farne le spese è stato anche il celeberrimo Alan Turing. Ancora oggi in molti paesi viene criminalizzata, in alcuni è addirittura è prevista la pena di morte. Per contro il Quebec fu il primo paese a impedire le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale nel 1977, una data piuttosto recente. È infatti solo negli ultimi tempi che i diritti degli omosessuali si stanno affermando. Le persone dello stesso sesso si possono sposare oggi in molti stati americani ed europei, come la Spagna [7].

Un po’ più ostica è la faccenda dell’adozione, basata sull’assunto secondo cui una famiglia composta di persone dello stesso sesso non sia naturale e che questo incida negativamente sull’educazione e sulla salute del bambino. Secondo loro la diffusione delle adozioni omosessuali porterebbe quindi a un declino sociale. Tutti gli studi che sono stati condotti per verificare queste paure hanno dato sempre esiti negativi [8]. Non vi è alcuna differenza nello sviluppo psicologico, nell’educazione nella salute dei bambini cresciuti da coppie omosessuali rispetto a quelli cresciuti in coppie etero. 

In definitiva il fatto che il mito sull’origine della parola gay sia falso ha poca importanza, in quanto grande è la sua capacità riassuntiva: they’re exactly good as you.

[1] Secondo un falso mito la parola Gay nascerebbe come acronimo di “Good as you” (Valido quanto te). La parola ha tutte altre origini: http://it.wikipedia.org/wiki/Gay.

[2] http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/animali-omosessuali/animali-omosessuali/animali-omosessuali.html

[3]http://www.newscientist.com/article/dn13674-evolution-myths-natural-selection-cannot-explain-homosexuality.html#.VRRZsPyG_Rw

[4]http://www.lescienze.it/news/2008/06/19/news/la_conservazione_evolutiva_dell_omosessualita_-579166/

[5]http://pdxscholar.library.pdx.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=2428&context=open_access_etds

Di questo argomento se ne occupò anche l’etologo Giorgio Celli ne “L’omosessualità negli animali” 1969.

[6]http://narrazionidifferenti.altervista.org/lomosessualita-non-e-una-scelta-nonostante-la-pubblicita/

[7]http://en.wikipedia.org/wiki/LGBT_rights_by_country_or_territory

[8]http://journalistsresource.org/studies/society/gender-society/same-sex-marriage-children-well-being-research-roundup

http://www.repubblica.it/scienze/2014/07/08/news/bambini_genitori_gay_pi_felici-91017385/

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