Xylella fastidiosa: insetti vettore, trattamenti per la sputacchina e contagio in Francia

Vi abbiamo parlato lo scorso mese del problema della Xylella fastidiosa: come è nata, cosa sta accadendo in Puglia, cosa è in fase di studio come alternativa all’eradicazione, cosa dicono i ricercatori a riguardo. L’articolo principale è questo [1], con rimandi agli altri.

Nel frattempo sono giunte due notizie importanti dalla Francia [2] [3]:

  • è stato imposto un embargo a numerose piante provenienti dal Salento, per prevenire la diffusione del batterio (che sarebbe una catastrofe). I ricercatori però ritengono l’embargo irragionevole;
  • in una pianta di caffè in un mercato di Parigi è stata identificata la Xylella, anche in questo caso proveniente dal Costa Rica (giunta a Rotterdam)!

Prima di analizzare le notizie, entrambe dipendono da una questione importante, il cosiddetto vettore. Vediamo il significato di questo termine e cosa si fa per affrontarlo.

Olive tree in a olive grove infected with Xylella
Ulivi infetti da xylella fastidiosi segnati con una croce rossa nel Salento (fonte: Ansa)

 

La parola vettore deriva dal latino vector (“trasportatore”, dal verbo vehō“io trasporto).

In biologia si tratta di un essere vivente capace di trasmettere un qualsiasi agente patogeno da una fonte di infezione (un altro organismo portatore) a una vittima sana spesso ignara, per esempio tramite una puntura o un morso [4].
Gli insetti sono i vettori per eccellenza: gli esempi classici sono la zanzara, che può trasmettere il plasmodio della malaria agli esseri umani, e la pulce dei ratti, che causò la peste nera nel medioevo.
Distinguiamo due tipi di vettore: quelli passivi (o meccanici), in cui l’agente patogeno viene solamente trasportato, come le mosche che fanno da spola fra feci, vivande, oggetti, animali; e quelli attivi (o biologici) in cui esso sviluppa parte del proprio ciclo vitale all’interno del vettore, come nel caso della toxoplasmosi.

Abbiamo utilizzato esempi umani, ma anche i vegetali sono suscettibili a quanto raccontato. La Xylella è un batterio e necessita di un insetto che la trasporti da una pianta all’altra, fungendo da vettore. Nel caso degli ulivi pugliesi, il vettore è stato identificato nella sputacchina media (Philaenus spumarius) [5].

Philaenus spumarius (credits: Sanja565658 via Wikimedia commons)
Philaenus spumarius (credits: Sanja565658 via Wikimedia commons)

 

Le sputacchine sono una famiglia di insetti dell’ordine dei rincoti, note per le loro grandi capacità di salto, che pungono la pianta per succhiarne la linfa. Nel processo, alcuni batteri ne approfittano per chiedere un passaggio e da bravi opportunisti fanno l’autostop da una pianta all’altra. Il vettore è passivo.

Le femmine depongono fino a 400 uova su oltre 170 specie vegetali d’estate. Queste si schiudono la primavera successiva e le giovani larve decidono di fare pic nic su numerose piante erbacee, dove con un rostro perforano la pianta per succhiarne i liquidi. Il ciclo inizia in aprile e continua con cinque stadi ninfali. Intanto che crescono, causano danni alla vite, agli ulivi, alla medica, al rosmarino e a numerose altre piante ornamentali e orticole.

La presenza di larve di sputacchina si può riconoscere da curiose schiumette (da cui anche il nome “spumarius”), composte dagli scarti intestinali in cui i giovanotti immettono aria respirando:

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Non è il solo vettore possibile per la Xylella. Nel caso dei vigneti californiani [6], diverse specie di cicalina erano responsabili della trasmissione del batterio da una pianta all’altra. Come raccontato nel nostro articolo sul morbo di Pierce, inizialmente a diffondere la malattia erano poche specie arginabili, la più importante era la cicala verde-blu (Graphocephala atropunctata [7]). Essa vive lungo i corsi fluviali della California, per questo diffonde poco il batterio. Gli agricoltori californiani hanno così convissuto a lungo con la Xylella, poiché era relativamente contenuta.

Poi, nel 1996, la cicala dalle ali vetrose (Homalodisca vitripennis [8]), proveniente dal sud est americano, comparve in California. Occupa spazi molto più vasti e vola più lontano e velocemente per andare a succhiare la linfa delle vigne: la Xylella si diffuse sfruttando questo taxi gratuito giunto all’improvviso.

In Brasile invece, dove la Xylella causa la clorosi variegata degli agrumi (che in alcune aree meridionali si è rivelata inarrestabile), i vettori principali sono altre cicale: le specie Dilobopterus costalimai [9],  Oncometopia fascialis [10] e Acrogonia terminalis [11].

Homalodisca vitripennis (credits: Russ Ottens, University of Georgia)
Homalodisca vitripennis (credits: Russ Ottens, University of Georgia)

 

Sapere queste cose è molto importante: senza vettore la Xylella non si diffonde, senza il vettore giusto la Xylella può essere contenuta. Ciò dipende da numerosi fattori, in primis il clima e le condizioni ambientali.

Anche per questo le notizie provenienti dalla Francia vanno prese con un grano di sale: bisogna vedere se nel posto i vettori adatti possono diffondere il batterio causando problemi come nel Salento, o se possono raggiungerla prima che si possa fare qualcosa. Il fatto che sia stata trovata così presto una pianta di caffè infetta in un mercato può essere una buona notizia se ciò vuol dire che è stato individuato per tempo il batterio prima che si diffonda, e quindi si possono prendere da subito provvedimenti.

Si può lottare contro questi vettori, cercando di eliminarli dalle zone agrarie. Purtroppo, pensare di risolvere il problema della Xylella solo combattendo i vettori è ottimistico per due buoni motivi:

  1. Il metodo più efficace per eliminare questi insetti è tramite l’uso di insetticidi. Ciò porta a diverse problematiche riguardanti l’inquinamento ambientale, per la diffusione di sostanze potenzialmente tossiche (che possono accumularsi anche nella catena alimentare), ed ecologico, perché molti altri invertebrati anche utili e preziosi possono rimanere coinvolti.
    Nel caso della sputacchina, infatti, si fa ricorso a piretrine estratte da crisantemo oppure a piretroidi di sintesi, ma solo in caso di infestazioni notevoli per cui i benefici superano i rischi;
  2. Tutte le ulteriori metodiche, come arare il terreno per eliminare le larve di sputacchina dalle piantine, facilitare la diffusione di loro predatori naturali come mantidi o ragni, utilizzare esche specifiche (es. feromoniche) per insetti o simili, sono insufficienti. Data la sua diffusione, e l’enormità degli spazi da controllare, è utopistico sperare che bastino da soli.
    Inoltre, la loro efficacia singola è limitata, perciò per avere effetti veramente significativi, bisognerebbe far aumentare in maniera abnorme tempi, costi e risorse impiegate.
Larva di sputacchina. Non è pucciosissima e ninni, la bastardina? (credits: http://www.davefenwick.com/)
Larva di sputacchina. Non è pucciosissima e ninni?
(credits: http://www.davefenwick.com/)

 

Insomma, è semplicemente impensabile pensare di impedire a numerose specie di insetto di non diffondersi. Provate a pensare a tutte le cicale americane che causano problemi a vigne, oleandri, agrumi eccetera. Difatti non le si è riusciti ad arginare proprio perché non è fisicamente fattibile, a meno di fare terra bruciata e sterilizzata di tutto il suolo americano, che vi sconsigliamo come trattamento [12].

Non si potrebbe nemmeno pensando di limitarsi a una regione piccola, come il nostro Salento: il resto dei territori è comunque popolato da insetti vettori che si spostano, si trasferiscono, colonizzano. Ripensate all’Homalodisca, che dalla Florida si è spostata in California, probabilmente grazie anche alle tratte commerciali e al trasporto di merci, materiali, risorse, uomini.
La sputacchina da sola è una specie adattabile, può tollerare un’ampia gamma di ambienti ed esiste in habitat molto diversi (tranne quelli molto umidi o secchi): si dice che è un euricoro. Hanno inoltre poca specificità per i vegetali, come anticipato possono nutrirsi su tante specie diverse (polifagia).

Tutti questi sono insetti comuni e abbondanti di regioni mediterranee, subtropicali e tropicali, dove giocano ruoli importanti negli ecosistemi.
Si diffondono anche senza il commercio, i viaggi, gli aerei, le automobili, gli impegni lavorativi, le vacanze. Pensate che le uova di sputacchina possono depositarsi sui vestiti degli agricoltori ed essere portate in giro!

I mezzi per la lotta ai vettori, come nel nostro caso la sputacchina, non fungono da strumenti risolutivi, sono bensì trattamenti complementari che aiutano nell’arginare la proliferazione dell’insetto.

P.S. ho fatto un giro su Wikipedia trovando articoli approssimativi. La sputacchina collegata alla malattia delle vigne (a 10000 km di distanza?), l’americana Homalodisca che può attaccare gli agrumeti salentini… se i nostri lettori hanno un minuto libero, possono dare una mano a correggere e migliorare le varie voci.

Fonti e bibliografia di riferimento:

Approfondimenti:

Note:

[1] http://italiaxlascienza.it/main/2015/03/xylella-ulivi-salento/

[2] http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2015/04/07/xylella-ue-legittime-misure-francia_bb444dce-5812-4a51-a20a-1955db30e439.html

[3] http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2015/04/16/xylella-ulivi-sbarca-in-francia-stesso-percorso-puglia_73dc3ef5-2648-4445-adc4-d0f72801b76d.html

[4] Non bisogna fare confusione con i termini: veicolo, che si riferisce invece a oggetti con i quali ci si può infettare (per esempio un chiodo con il tetano); serbatoio, una specie in cui l’agente patogeno o il parassita normalmente vive e si riproduce; ospite di amplificazione, una specie che, per un temporaneo aumento degli individui, favorisce una rapida diffusione del patogeno (direttamente, o per via di altri vettori).

[5] http://www.agraria.org/entomologia-agraria/sputacchine.htm

[6] http://italiaxlascienza.it/main/2015/03/xylella-fastidiosa-e-i-vigneti-californiani/

[7] http://nature.berkeley.edu/xylella/insectVector/bgss.html

[8] http://nature.berkeley.edu/xylella/insectVector/oss.html

[9] http://nature.berkeley.edu/xylella/insectVector/dilo.html

[10] http://nature.berkeley.edu/xylella/insectVector/oncom.html

[11] http://nature.berkeley.edu/xylella/insectVector/acrot.html

[12]  In caso, aerare la nazione prima di soggiornarvi.

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