La notte dei gufi

6 Giugno 2015

Questa sera l’Italia vedrà un aumento di gufi sul territorio nazionale, dalle sembianze umane e dallo sguardo torvo…

Quel gufo con gli occhiali, che sguardo che ha… Me lo prendi papà?

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Inutile negarlo ma ci sarà molta energia negativa, questo perché i gufi sono da sempre associati alla sfortuna, tanto da far entrare nel vocabolario un neologismo. Ovviamente sono solo superstizioni, collegate principalmente al fatto che questi animali sono principalmente notturni, e il loro verso può risultare spaventoso. In realtà sono degli animali assai curiosi e interessanti e molte persone anzi li considerano benevoli, arrivando a collezionare oggetti rappresentanti gufi e gufetti.

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Il gufo è un rapace, ovvero un uccello predatore dotato di becco uncinato e artigli potenti, con cui caccia piccoli mammiferi come topi e conigli, appartenente all’ordine degli Strigiformi. I rapaci non sono però considerati dalla comunità scientifica come una effettiva suddivisione tassonomica, in quanto comprendono anche specie appartenenti ad altri ordini, come le aquile (Accipitriformi) e i falchi (Falconiformi).

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Non si scappa!

“Strigiformi” deriva dal verbo greco stridere, in riferimento al verso di questo animale, che in latino è stato usato per definire la Strige, ovvero un mostro malvagio che di notte succhiava il sangue ai bambini: un antico vampiro insomma. Come potete immaginare il passaggio al termine “strega”, con tutte le conseguenze del caso, è stato rapido.

Nell’ordine degli Strigiformi tuttavia sono compresi non solo i gufi: nella famiglia degli Strigidi, infatti, sono anche presenti civette e allocchi. Insomma un gran bel trio.

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Spesso vengono confusi fra loro, ma è facile distinguerli: è sufficiente osservare alcune caratteristiche anatomiche. Iniziamo dagli allocchi (appartenenti al genere Strix) che hanno particolari cavità oculari molto incavate verso l’interno rispetto al resto del volto. Ve ne sono diverse specie, con piumaggi differenti a seconda degli habitat.

Non si sa bene per quale motivo, ma è passata nel tempo l’idea che questi animali abbiano un’espressione sciocca, di conseguenza si definisce “allocco” una persona stupida e facilona, o che abbocca facilmente ai tranelli. Forse si sono ispirati a questo, in maglia bianca.

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Allocco maculato (Strix seloputo)
Allocco della Lapponia (Strix nebulosa)
Allocco della Lapponia (Strix nebulosa)

I gufi invece sono facilmente riconoscibili dai caratteristici ciuffetti auricolari, che spuntano dal capo, assenti nelle civette. Nonostante assomiglino a delle vere e proprie orecchie, in realtà non forniscono al gufo alcun apparente vantaggio uditivo. I gufi sono molto noti per la capacità di ruotare la testa quasi completamente, in modo da visualizzare al meglio l’ambiente circostante, a causa dell’incapacità di muovere gli occhi. In questo curioso video ciò risulta evidente. I gufi in particolare, ma anche altri Strigiformi, sono abili nel mimetizzarsi, sia per proteggere se stessi sia la propria prole, come in questo caso. Non possiamo però dire che il gufo sia un animale delle grandi orecchie.

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Gufo comune (Asio otus)

Le civette invece non possiedono i ciuffetti auricolari, e generalmente sono più piccole dei gufi, con una conseguente minore apertura alare. Alcune specie riescono a spendere parte della loro giornata a terra, al contrario dei gufi che occupano principalmente i rami degli alberi. Nell’immaginario collettivo la civetta ha avuto più fortuna del gufo, in quanto gli antichi Greci lo consideravano l’uccello della dea Atena, e di conseguenza simbolo di sapienza. La civetta era rappresentata sulle Dracme, ovvero sulle vecchie monete elleniche, ed è stata poi mantenuta anche sulle moderne monete da 1 Euro.

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Civetta (Athene noctua) Forse il nome scientifico vi suggerisce qualcosa….

All’interno degli Strigiformi è anche presente la famiglia dei Titonidi, di cui fanno parte i barbagianni: di piccole dimensioni, sono facilmente riconoscibili dal particolare colore del piumaggio e dalla fisiologia del volto.

Barbagianni (Tyto alba)
Barbagianni (Tyto alba)

Come Finale, vorrei sottolineare come questa non sia un guida esaustiva sull’affascinante mondo dei gufi e delle specie affini: vi invito quindi ad approfondire l’argomento… a partire da domenica mattina, ovviamente!

“Stasera non importa che tu sia gufo o zebra, ma essere pronti a esultare.” (semicit.)

A cura di Stefano Bertacchi

Ogni riferimento a fatti, cose, persone o Camp Nou è puramente casuale.

Credits immagini

http://www.nydailynews.com/news/great-grey-owl-gobbles-prey-stunning-photo-sequence-gallery-1.1325034

http://gaianews.it/ambiente/estinzione-ambiente/usa-si-sopprime-un-allocco-per-salvarne-un-altro-43497.html#.VW4P_c_tmko

http://fujifabinbkk.blogspot.it/2011_03_01_archive.html

http://www.uccellidaproteggere.it/Le-specie/Gli-uccelli-in-Italia/Le-specie-protette/GUFO-COMUNE/(img)/4924

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