Un doveroso mea culpa

Questo articolo è un piccolo ma doveroso mea culpa in relazione ad una esposizione che ho fatto poco tempo fa sulla sperimentazione animale. Mea culpa doveroso ora più che mai, dopo che la Commissione Europea si è pronunciata sull’iniziativa popolare StopVivisection, per l’occasione ribattezzata FlopVivisection -in ultima istanza l’effetto di quest’iniziativa popolare è che ora, quando qualcuno dirà “la sperimentazione animale è inutile” e tenterà più o meno goffamente di argomentare la cosa sarà sufficiente fargli leggere le quattordici pagine di risposta e passare oltre-.

Antefatto

Alcuni giorni fa, nello specifico il 13 aprile 2015, sono stato relatore ad una bella serata divulgativa sulla sperimentazione animale presso il Collegio Universitario Lazzaro Spallanzani di Pavia. Una serata che avrebbe potuto essere bellissima, se non fosse stato per due diverse risme di contestatori, che hanno piagato le esposizioni dei relatori fin dai primi momenti della serata, facendo perdere le staffe a molti tra il pubblico e anche – a tratti – ai relatori, compreso lo scrivente. Assieme a me parlavano la Vice-Presidentessa di Pro-Test Italia Ambra Giulia Marelli e la Consigliera di Pro-Test Italia Giulia Corsini. Da Presidente di Italia Unita per la Scienza, con la mia nulla esperienza diretta di sperimentazione sugli animali, messo di fianco a due punte dell’associazione che più di tutte sta muovendosi per arginare certe derive assolutiste sul tema della SA, il mio intervento era mirato a spiegare come i ricercatori, gli scienziati, i giornalisti, le istituzioni, si rapportino tra loro e con le frange anti-sperimentazione e anti-scienza, e quali sono i rischi della deriva antiscientifica per la società in generale e per ciascuno di noi.

Un intervento leggero già dagli argomenti, immagino stiate pensando. Sì, mi è capitato di parlare di cose più divertenti, ma -mi pare- è stato ben accolto da pubblico e da una selezionata fetta di critici.

Le parti critiche

I due schieramenti di oppositori, che non stento a definire maleducati, erano così composti:

Da un lato, sul fondo della sala, attorniati da alcuni membri delle forze dell’ordine, i focosi membri del Fronte di Liberazione Animale -da qua in avanti li chiamerò FLA. Antivivisezionisti etici -vegani o vegetariani per la maggior parte – per cui la vita di ciascuno è sacra e in nessun modo andrebbe toccata, MAI. Li conosciamo, loro conoscono noi, c’è una forma di rispetto, come tra i Bolton e gli Stark, ma come ho avuto la possibilità di dire quella stessa sera, anche se “per fortuna non sono loro a fare peer-review, la loro presenza è importante; sono una voce fuori dal coro e ci ricordano punti di vista differenti“.

articolo su La Provincia Pavese circa la Conferenza sulla Sperimentazione Animale
salvo il fatto che non era un dibattito ma una conferenza, il resto è giusto.

Dall’altro, in prima fila, ben vestite e composte, alcune signore di mezza età (diceva il mio professore di neurologia che la “mezza età” è la propria età più dieci anni, da ora in avanti le abbrevierò SM) che sono quelle che fin dall’inizio mi hanno fatto alzare il sopracciglio perché fotografavano ogni singola slide proiettata -mi fanno notare che da qualche parte, su internet, quelle stesse slide sono riemerse-. Oltre a questo motivo, una delle due si mostrava mortalmente offesa se veniva chiamata “signora” anzichè “dottoressa” – ricordando che lei lavora in ospedale, ripetutamente, all’intera sala, al punto da far reagire in malo modo alcuni membri del pubblico – e nel breve tempo necessario a configurare il proiettore – sono riuscite a distinguersi dal resto della platea lamentandosi al microfono che i relatori non erano quelli che avrebbero voluto.

Ora, prima di passare alle mie scuse, vorrei chiedere ai lettori una cosa: ma voi, letta la locandina di una conferenza su un dato argomento, trovati insufficienti o di parte i relatori, cosa fareste?

Sperimentazione Animale - Ambra Giulia Marelli, Giulia Corsini, Federico Dagostin
La locandina riportava nomi dei relatori e argomento

La scelta è ardua:

a.- Scrivere o telefonare agli organizzatori, lamentarsi, suggerire relatori diversi per migliorare la serata, e nel caso continuasse a non piacere, stare a casa;

o

b.- Recarsi alla serata e fin dall’inizio lamentarsi che – nell’ordine:

«La dottoressa Tizia di comprovata esperienza e grande acume non è tra i relatori»;

«La dottoressa Sempronia neppure, e sostiene di non essere stata nemmeno invitata»;

«Il dottor Caio anche lui, e tutti e tre avrebbero potuto dare una piega diversa alla serata, parlando di come stiano cercando di vietare la sperimentazione animale in Italia e in Europa(argomento non in locandina)»;

«Questi relatori sono troppo giovani e secondo me non hanno i numeri per tenere una conferenza».

Una scelta che, con l’applicazione di un minimo di buon senso sarebbe stata molto più facile. Come ad un concerto Metal, cui partecipano Metallica e Blind Guardian non vado a lamentarmi dell’assenza di Laura Pausini; a un corso di cucina vegana non vado a chiedere che vengano cucinati anche hamburger e würstel; così ad una conferenza sulla sperimentazione animale non mi lamenterò dell’assenza di chi cerca ostinatamente di vietarla, contro l’argomentata opinione di nove scienziati su dieci.

Le presentazioni

La presentazione di A.G. Marelli è stata molto completa e fruibile: per usare le parole di un mio conoscente “ha raccontato un’esperienza, ponendosi in modo molto comprensibile ed educato con il pubblico, dimostrando una dignità incredibile nel resistere, dall’inizio alla fine, a provocazioni pressoché continue”. Ambra ha spiegato in quanti e quali ambiti sia utile la sperimentazione animale, con molteplici interruzioni da parte dei FLA e delle SM, a cui è riuscita a resistere portando a termine la propria presentazione senza sbagliare un colpo. Giulia, purtroppo, che doveva esporre quello che a mio parere è stato uno dei temi più importanti della serata (la disinformazione e il debunking) e che ha la benedizione di un carattere focoso e di una vèrve imponente, ha ricevuto talmente tanti attacchi ed interruzioni, da ambo le parti contrarie, da perdere spesso il filo ed il flusso del discorso. Questo ha reso la presentazione piuttosto pesante e difficile da seguire e ha fatto perdere a tutti un sacco di tempo.

La mia presentazione è “andata in onda in forma ridotta” per venire in contro agli organizzatori della serata, al pubblico e a me stesso. La versione originale esponeva vari casi di attacchi ai ricercatori e alla scienza, portati da varie associazioni o correnti di pensiero e ne confrontava l’eventuale esposizione sui grandi media tradizionali sottolineando le modificazioni rispetto agli accadimenti veri e propri. In generale non ci sono stati grossi inciampi, a parte un caso, che vi riporto qui sotto nel video.

Cosa ne pensate? Io, personalmente, credo di aver agito per il meglio.

Ma c’è stato spazio anche per l’ilarità, dopo aver parlato della fotografia di un famoso giornalista d’assalto – il cui soprannome fa riferimento al rapporto di familiarità che ha con gli animali e che ha avuto numerose “attenzioni” per alcuni scienziati che fanno SA– intento a sbranare uno stinco di maiale.

Le scuse

È a questo ragazzo, ai suoi colleghi del FLA e in generale al pubblico di quella sera -compresa la ragazza che alla fine ha chiesto se non fosse il caso di parlare di etica – che vorrei rivolgere le mie più sentite scuse. Se al suo “anche io 19 anni fa mangiavo la carne” io non avessi risposto “SENTITI IN COLPAAAAH” (probabilmente più denigratorio del necessario e figlio della frustrazione) ma “bene, lo vediamo tutti: l’etica personale varia non solo da persona a persona, ma anche nel tempo.” avremmo potuto crescere tutti un po’, esplorare la cosa dai vari punti di vista etici, fare dei ragionamenti e passare una serata più formativa e meno distruttiva. Certo, dopo quasi due ore di presentazioni contrastate da interruzioni, insulti, pretese di ritenere la SA “inutile e fuorviante” è più facile lasciar perdere l’etica e concentrarsi sui fatti ma, come mi è stato fatto notare a posteriori, affrontare il tema è importante. Scusate davvero.

Ma adesso che le SM (e gli altri che hanno creduto alla buffonata secondo cui la SA non è mai servita a nulla ) sono occupate a leggere le quattordici pagine con cui la commissione europea demolisce le pretese motivazioni scientifiche per il rifiuto della SA –la trovate linkata sulla nostra pagina -, ribattendo sostanzialmente ed in modo circostanziato ogni sproloquio insensato degli antisperimentazionisti scientifici, e ha ribadito l’importanza di preoccuparsi del benessere degli animali fin che sarà possibile farne a meno, ora che non ci tocca più difendere la scienza, insomma, potremo forse approfittarne per parlare di etica su queste pagine.

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