Intervista a Valentina Abinanti, cacciatrice di Tornado

In seguito al violento evento atmosferico che ha interessato la zona di Mira in Veneto nella giornata dell’8 Luglio 2015, abbiamo deciso di intervistare Valentina Abinanti, cacciatrice di tornado per passione, che ha seguito il fenomeno in diretta.

 

Valentina Abinanti
Valentina Abinanti

Ciao Valentina, chi sei?

Sono un’insegnante di scuola primaria, svolgo supplenze laddove servono.
A livello personale e non come lavoro “ufficiale”, mi occupo però da anni dello studio e documentazione di fenomeni atmosferici violenti.

Parlaci della tua attività di “cacciatrice di tornado”.

Svolgo questa attività ormai dal 2007, sia in Italia sia nelle Grandi Pianure americane, anche se in realtà lo studio su questi eventi è cominciato parecchi anni prima.
Mi sono documentata da autodidatta, tramite libri e pubblicazioni sull’argomento (in lingua inglese la maggioranza e spesso tratti direttamente da siti come quello dello Storm Prediction Center) e dispense universitarie. Dopo essermi creata un bagaglio di conoscenze sull’argomento, ho iniziato a muovermi sul campo, ricercando direttamente in atmosfera ciò che avevo studiato a livello teorico.
Ogni anno vado quindi negli Stati Uniti per circa 1 mese a documentare temporali e tornado e la medesima cosa la svolgo qui, specialmente nei mesi estivi. Mi muovo soprattutto nel nord ovest Italia, dove abito, ma nel caso di eventi eccezionali mi sposto anche più distante.

Quando e come è nata questa passione?

Sono sempre stata affascinata sin da bambina dai temporali: quando il cielo si incupiva restavo incollata alla finestra a fissare l’orizzonte. Da ragazzina ho visto poi il film “Twister” che narra di un gruppo di cacciatori di tornado negli USA e mi ero promessa che un giorno lo avrei fatto anche io.
Quando poi il 29 agosto 2003, un tornado colpì il mio paese e lo vidi con i miei occhi, iniziai a studiare seriamente l’argomento.

Quanti siete in Italia a cacciare tornado?

Siamo un buon gruppetto di persone, anche se per vari motivi, principalmente lavorativi, pochi di noi possono muoversi sempre a ogni occasione.

Hai mai avuto paura per la tua vita?

C’è stato un momento l’11 maggio 2014 in Nebraska in cui ho pensato che forse non ce l’avremmo fatta a uscirne senza conseguenze. Stavamo cacciando in un contesto con elevatissima umidità ed energia in gioco, ci si attendeva violenti tornado avvolti nella pioggia con scarsissima visibilità. Noi il tornado lo avevamo individuato, era a nord-ovest della nostra posizione di circa 500metri ed il temporale aveva moto nord-est, dandoci quindi l’illusione di essere in sicurezza. In realtà il tornado che vedevamo condensato era una minima parte della reale circolazione presente, grossa almeno un paio di km e tutta l’area di fronte a noi stava ruotando. E’ quindi successo che tutta la circolazione tornadica, essendo in rotazione antioraria, si è spostata rapidamente verso di noi, scendendo a sud-est. Guardando fuori dal finestrino, ci siamo trovati il vortice che sollevava la terra nel campo a 50 metri. Fortunatamente siamo sfuggiti a nord, continuando a percorrere la strada su cui eravamo. Il tornado ha poi attraversato la strada dietro di noi.

Qual è stato il tuo primo tornado?

Il mio primo tornado è stato esattamente quello che colpì il mio paese, Galliate (NO), il 29 agosto 2003.

Perché cacci tornado?

Indubbiamente perchè sono affascinata da questi fenomeni, ma anche perchè voglio capirne meglio le dinamiche osservandoli dal vivo e documentandoli. Il materiale raccolto è fondamentale per poter studiare ed analizzare anche in un secondo momento gli eventi accaduti.

È necessaria una preparazione scientifica per farlo?

Certamente sì. Mai e poi mai ci si può improvvisare cacciatori di tornado, al di là della banalità che se non ci si sa posizionare rispetto al temporale si rischia di vedere ben poco, ci sono poi serie regole di sicurezza che bisogna conoscere e queste le si apprende esclusivamente avendo conoscenze e competenze teoriche, oltre che esperienza sul campo.

Come si forma (brevemente) un tornado? Ci sono differenze fra trombe marine e tornado? Come se ne misura la potenza?

La prima è una domanda a cui ancora di fatto non esiste specifica risposta: ci si sta ancora domandando come mai alcuni temporali a parità di condizioni producano tornado e altri no. Anche per queste ragioni la ricerca sul campo è fondamentale.
Ad ogni modo potenzialmente ogni temporale potrebbe generare un tornado, ma solo raramente accade. Esistono 2 tipologie di tornado (che noi chiamiamo trombe d’aria…ma sono la stessa cosa): tornado generati da un mesociclone e quindi tornado mesociclonici e tornado non mesociclonici, detti anche landspout.
Un mesociclone è l’area che imprime rotazione all’interno di temporali supercellulari. Le supercelle sono quindi temporali che ruotano su se stessi, nel nostro emisfero quasi sempre in senso antiorario. I tornado mesociclonici sono quelli che hanno possibilità di essere più duraturi e violenti.
Mentre per i landspout fondamentali sono le correnti su scala locale che si vengono a creare nei bassi strati (ad esempio locali forti convergenze al suolo dovute alle stesse correnti del temporale, possono generarne uno), per i tornado mesociclonici servono ingredienti strutturati su una scala più ampia.
Fondamentale per la loro formazione è il cosiddetto wind shear: il vento deve ruotare in senso orario salendo di quota ed aumentare di intensità. Se sussitono buone condizioni per la formazione di temporali e c’è un elevato wind shear specialmente nei primi 3km, possono venire a crearsi condizioni adatte ad un tornado.
Le trombe marine non necessitano per formarsi della presenza di un cumulonembo e quindi di un temporale, possono anche discendere da cumuli congesti. La loro formazione è molto più facile e frequente anche perchè in mare non c’è alcun ostacolo o infrastruttura che può essere d’intralcio nella fase di formazione di un vortice.
L’unico modo per misurare l’intensità di un tornado è l’analisi dei danni. Non è possibile per ovvi motivi misurare i venti all’interno di un tornado. Si arriva a conoscere quale poteva essere la velocità dei venti tramite l’analisi indiretta dei danni quindi. Sebbene i radar doppler misurino i venti, non sono adatti ad una classificazione dei tornado: questo perchè scansionano ad elevazioni maggiori del suolo, mentre ciò che interessa a noi sono i venti in prossimità del terreno. La scala che viene utilizzata per la classificazione è la Enhanced Fujita o più semplicemente EF.

 

W1

L’8 Luglio 2015 un tornado ha colpito la zona di Mira, in Veneto, causando danni gravissimi e un morto: come si è formato questo tornado e quali sono state le sue caratteristiche come potenza?

La supercella che ha generato il tornado si è originata sui monti alle spalle di Vicenza. Quando ha iniziato a scendere in pianura si è intensificata sempre di più sino a raggiungere il massimo stadio di organizzazione poco a nord di Venezia.
Dopo un sopralluogo nelle zone colpite risultano indicatori con danni EF3 e alcuni addirittura EF4.

Il tornado dell'8 luglio, fotografato da Valentina
Il tornado dell’8 luglio, fotografato da Valentina

Era prevedibile?

Se si intende “era prevedibile che un tornado si formasse esattamente in quel punto e a quell’ora” la risposta è assolutamente no. Ciò che era prevedibile era che sussistevano condizioni che erano favorevoli allo sviluppo di tornado nelle aree di pianura tra Veneto e Friuli durante le ore pomeridiane. Dall’analisi dei venti al suolo nelle immediate ore prima dell’evento era possibile stringere un po’ il campo ad alcune province.
Solo una volta che il temporale si è generato, è possibile monitorare la presenza eventuale di un tornado e quindi la zona in cui si sta spostando e capire quali paesi potranno essere coinvolti.

Hai delle critiche da fare sul come è stata gestita questa situazione?

Gli enti di competenza hanno gestito secondo ciò che è previsto, quindi a loro non si può muovere nessuna critica. I bollettini e gli avvisi sono regolarmente usciti.
Il problema è un altro e riguarda ciò che ancora non c’è nel nostro paese, ovvero un centro meteo nazionale che coordina tutto: dai bollettini, alle allerte, agli allarmi, a livello centralizzato e con diffusione capillare e rapida delle informazioni come può essere lo Storm Prediction Center negli USA. Un sistema quindi in cui le informazioni passano molto più veloci e si arriva ai cittadini in tempi brevi e un meccanismo nel quale esistono allarmi in tempo reale per ogni tipo di emergenza.
Qui non sono previsti allarmi real time in senso stretto sulle trombe d’aria, nessuno può o ha nemmeno facoltà di avvisare la popolazione anche se è al corrente che c’è un tornado al suolo e sta per investire una città. Non esisterebbero nemmeno gli strumenti per farlo. E molto spesso si rischierebbe persino una denuncia per procurato allarme.
Eppure basterebbe poco in senso pratico, anche semplicemente far passare un messaggio in sovraimpressione durante i programmi tv o alla radio.
Stando quindi all’attuale sistema non poteva esser fatto molto di più di quanto è stato effettivamente fatto da chi di dovere.
Ed è proprio questo il punto: forse è ora di cambiare qualcosa.

Su internet sono presenti moltissimi video del tornado, girati in maniera totalmente irresponsabile da persone che, magari per “mettere il video su Facebook” rischiano la vita.
In particolare mi riferisco a due video: uno girato dalla finestra di casa (che al termine va in frantumi) e uno dall’interno di una macchina che si trova di fronte al tornado e che prova ad inseguirlo per filmarlo: cosa avrebbero dovuto fare, invece e cosa ne pensi di comportamenti di questo tipo.

Non me la sento di inveire o criticare le persone che hanno rischiato la vita per fare il video e per un semplice motivo: ho già visto scene di questo tipo anche in altre occasioni (alluvioni) dove la gente attua atteggiamenti totalmente errati. Certo, a volte basterebbe del buon senso, ma spesso tutto ciò è dovuto ad una totale mancanza di prevenzione e istruzione circa i comportamenti da attuare in caso di eventi violenti o pericolosi.
La prevenzione va fatta nelle scuole, non cade dal cielo da sola. I bambini sono anche molto curiosi di avere questo tipo di informazioni: è la realtà che li circonda, non sono concetti teorici astrusi, li coinvolgi molto facilmente e si ha il vantaggio che assorbono tutto come spugne.
La mia amarezza, lavorando proprio nelle scuole primarie, è purtroppo constatare come spesso si dia invece spazio a corsi e attività che potrebbero benissimo esser svolte fuori da scuola e totalmente futili, e non a questi temi importanti. Anche invitare personale della protezione civile nelle aule che spieghi cosa fare nelle situazioni di pericolo è una gran cosa: viene fatto in alcune scuole, ma quando la cosa si riduce a un paio di lezioni l’anno, penso lasci un po’ il tempo che trovi.

 

I danni provocati dal tornado
I danni provocati dal tornado

Di fronte a un tornado come possiamo “difenderci”? è sbagliato, ad esempio, se ci si trova in strada, nasconderci sotto un cavalcavia? Quali sono altri errori da evitare?

Se ci si trova all’aperto bisogna rifugiarsi in un avvallamento del terreno, accovacciandosi ed esponendo meno “parti” del corpo possibili. Se si è in auto bisogna abbandonarla e compiere quanto detto sopra. Mai e poi mai tentare di sfidare il tornado in velocità, questo può accelerare e cambiare direzione improvvisamente. La cosa più errata in assoluto è ripararsi sotto i cavalcavia: qui il vento si incunea e aumenta di intensità.
Se si è in casa allontanarsi da porte e finestre, stare nel punto più centrale dell’abitazione. Se si ha possibilità di rifugiarsi sotto terra (magari una cantina), è la soluzione ideale. Non perdere tempo in alcun modo a chiudere le finestre: il tornado le distruggerà comunque.

i danni provocati dal tornado
i danni provocati dal tornado

Quanto dovrebbe interessare a noi italiani saperne di più su questi fenomeni ? Sono frequenti nel nostro paese? Quali sono le zone italiane a rischio tornado?

Dovrebbe interessarci perchè sono eventi che capitano anche da noi. I tornado violenti restano piuttosto rari (anche se negli ultimi anni diverse volte abbiamo avuto a che fare con tornado superiori all’EF2), però abbiamo diversi tornado deboli ogni anno. Le zone più a rischio per tornado potenzialmente significativi sono proprio quelle tra Veneto e Friuli, una parte di Brianza e le zone pianeggianti dell’Emilia a ridosso degli Appennini.

Questo tipo di fenomeni estremi stanno davvero diventando più frequenti o è un’impressione? ci sembrano più frequenti solo perché prima non se ne parlava o possiamo pensare che qualche cosa sta cambiando?

Sicuramente il fatto che prima non se ne parlasse influisce molto sulla percezione del numero di questi eventi. Oggi inoltre tutti hanno possibilità di fare foto e video in qualsiasi momento con i telefoni cellulari, anni fa era fantasia. Quindi il materiale che circola è salito in modo esponenziale.
D’altro canto però negli ultimi anni c’è stato un sensibile aumento dei tornado più intensi e probabilmente il fatto di essere spesso sopramedia termica può avere dei legami. Chiariamo comunque che tornado violenti in Italia ci sono sempre stati, si pensi ad esempio per restare in tema, al tornado F4 dell’11 settembre 1970, ma si potrebbero portare numerosi altri esempi.

Grazie Valentina per la disponibilità da tutto il gruppo di Italia Unita per la Scienza e… “buona caccia”!

 

Ricordiamo ai nostri lettori che Valentina Abinanti gestisce il sito www.tornadoseeker.com all’interno del quale potrete trovare una ancor più approfondita relazione dell’evento dell’8 Luglio. 

Vogliamo inoltre condividere i numeri dei conti correnti dei comuni colpiti da questo straordinario ma spaventoso evento della natura e che si trovano adesso in estrema difficoltà.

CODICE IBAN: IT68K0899036230019010000936 (Comune Pianiga)
CODICE IBAN: IT52Y0840736080043000107194 (Comune Dolo)
CODICE IBAN: IT30X0200836182000103826448 (Comune Mira)
CAUSALE: Emergenza Tornado 8 luglio

Anche la regione Veneto ha istituito un apposito IBAN:
Intestazione: “Emergenza tornado in Veneto 8/7/2015”
IBAN: IT57V0200802017000103827353

 

 

Foto per gentile concessione di Valentina Abinanti, tutti i diritti riservati

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