Trapianto di faccia tra passato, presente e futuro

Alla fine dello scorso maggio Rebekah Aversano, una donna del Maryland, durante un incontro particolarmente toccante, ha rivisto faccia a faccia il fratello morto in un incidente stradale tre anni fa.

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Joshua Aversano, deceduto nel 2012.

Non avete sbagliato pagina: il volto di Joshua Aversano fu trapiantato su quello di Richard Norris, rimasto orribilmente sfigurato (senza naso, mandibola, zigomi, lingua, denti né labbra) dopo un incidente insensato avvenuto con un fucile nel 1997. Dopo 18 anni e una dozzina di interventi riparativi che non avevano però potuto fare molto per il suo aspetto, Richard Norris, pur di uscire dalla reclusione in cui viveva (usciva solo dopo il tramonto) e dalla profonda depressione che lo aveva quasi portato al suicidio, si sottopose nel 2012 alla rischiosa operazione chirurgica, che è durata 36 ore e ha visto coinvolto un team di 150 dottori e infermieri guidati dal chirurgo plastico Eduardo Rodriguez.

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Da sinistra a destra, Richard Norris prima dell’incidente, prima del trapianto e alcuni mesi dopo il trapianto facciale.

Il trapianto facciale di Richard Norris ha avuto una certa eco internazionale per vari motivi, ad esempio è stata un’operazione incredibilmente estesa, complicata e costosa ma ha avuto successo anche dal lato estetico, al punto che la storia di Norris è stata raccontata dalla rivista GQ che gli ha dedicato un servizio fotografico.

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Richard Norris sulla rivista GQ.

I trapianti di faccia sono un realtà medica relativamente nuova e ancora, per certi versi, sperimentale. La prima a sottoporsi a un trapianto parziale era stata, nel 2005, Isabelle Dinoire, una donna francese il cui viso era stato letteralmente masticato dal suo labrador. Dopo di lei, oltre trenta persone hanno beneficiato di questo tipo di procedura che nel tempo si è trovata a risolvere situazioni sempre più complesse. Notevoli ad esempio sono stati i casi di Connie Culp, vittima di un tentato omicidio da parte dell’ex marito; o Charla Nash, che era stata gravemente deturpata da Travis, uno scimpanzé violento e sovrappeso sfuggito al controllo della sua padrona.

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Da sinistra a destra, le trasformazioni di Isabelle Dinoire, Connie Culp e Charla Nash da prima a dopo il trapianto facciale.

Il trapianto di faccia non è privo di rischi, tutt’altro: le persone che vi ricorrono devono assumere farmaci immunosoppressori per tutta la vita, rimanendo esposti alle infezioni, e c’è sempre il rischio che vi sia una reazione di rigetto da parte dell’organismo (come testimoniato purtroppo dalle quattro persone morte in seguito alla procedura). Inoltre, i risultati estetici non sono sempre soddisfacenti, perché spesso ci vuole molto tempo prima che la nuova faccia si “integri” su quella vecchia (specialmente a livello di connessioni neuronali) e l’aspetto nei primi temi risulta generalmente molto flaccido e inespressivo. Ma, fermo restando che l’aspetto post-trapianto è comunque decisamente migliore di quello pre-trapianto e che tende a migliorare ulteriormente nel tempo, sono altri i benefici importanti che derivano da questa operazione: ad esempio, poter ricominciare a parlare, respirare e mangiare normalmente, riacquisire il senso del gusto e dell’olfatto e poter abbozzare qualche espressione facciale che altrimenti sarebbe stata impossibile; insomma, un salto in avanti nella qualità della vita che compensa largamente i rischi.

aggiornamento del 22 novembre 2015 di Monica Bonetti

“I ragazzini fuggivano gridando e piangendo quando mi vedevano. Ci sono cose peggiori della morte”

Queste sono le parole di Patrick Hardison, un pompiere rimasto sfigurato durante un incendio che adesso ha ricevuto il trapianto facciale più esteso mai avvenuto finora. Per l’operazione sono state necessarie più di 100 persone che hanno lavorato per 26 ore di fila. Il paziente aveva una possibilità su 2 di sopravvivere all’intervento vista la portata della procedura che ha richiesto la meticolosa chiusura e riconnessione di vasi e nervi e il rimodellamento delle ossa facciali.
93 giorni dopo il trapianto, il corpo di Patrick non ha rigettato il nuovo viso, rendendo questa operazione un successo.

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