Il mio punto di vista sulla sperimentazione animale (che conta come il due di picche)

Il mio punto di vista sulla sperimentazione animale (che conta come il due di picche): ovvero cosa succede da questo lato della barricata.

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La mia avventura qui è iniziata a una manifestazione a favore della ricerca medica e della sperimentazione animale, e sono finito a parlarne in diverse situazioni, dai licei alle piazze, passando per internet e i bar.

A volte capita che parlando di sperimentazione animale (che alcuni identificano ancora come vivisezione, ma va beh) mi venga detto “Si si hai ragione, tanto chissene frega degli animali, ammazzateli tutti, l’importante è trovare la cura per il cancro.”

Ecco, questa cosa mi fa incazzare. Di brutto.

Il dibattito sulla sperimentazione animale NON riguarda “è giusto maltrattare gli animali?” o  “gli animali non valgano un fico secco?”. Se una persona risponde si a queste domande può anche chiudere questa pagina, staccare internet e andare a vivere su un eremo per tutta la vita lontano dalla civiltà, per quanto mi riguarda.

Il concetto è molto semplice, ad oggi la sperimentazione animale è PURTROPPO indispensabile, per curare gli uomini e gli animali (a volte ci dimentichiamo di questo dettaglio) e ognuno di noi spera un giorno si possa farne a meno, come nel caso del settore cosmetico. Affermare che la sperimentazione animale sia inutile e non abbia mai portato a risultati vuol dire NEGARE L’EVIDENZA DEI FATTI.

La ricerca sta cercando nel tempo di ridurre nel tempo il numero di animali impiegati, migliorare la loro condizione di vita sempre di più, e di sviluppare e integrare quando possibile tecnologie complementari (vedesi la regola delle 3R).

A volte non sia ha rispetto nei confronti degli animali, il che non vuol dire calpestare i diritti delle persone o minare la convivenza civile, ma semplicemente evitare di dire “chissene frega”. L’uomo deve difendere gli altri animali con cui condivide questo pianeta, in quanto sa che la propria vita dipende anche da loro. In fondo ogni animale pensa in primis alla propria sopravvivenza e a quella dei suoi simili anche a danno di altre specie, è la natura, funziona così. Gli animali carnivori insegnano, mors tua vita mea, che vi piaccia o meno.

Il mio punto di vista è fazioso, avendo voluto fare lo zoologo e conoscendo molti animali assurdi e strani, che molto probabilmente non vedrò mai dal vivo, ma finendo a fare tutt’altro nella vita. Tutto ciò mi ha portato ad ammirare gli animali per la loro diversità e per le loro peculiarità. Vi chiederete perché ho messo la foto di un formichiere. Alla mostra dedicata al 150esimo anniversario de “L’origine delle specie” di Darwin piansi di fronte allo scheletro di un formichiere esposto. Non so per quale motivo in realtà, e questa cosa non ha cambiato la mia vita, ma forse mi ha fatto capire quanto sia straordinaria la natura che ci circonda.

Questo mio inutile intervento serve a dire a chi è dall’altra parte della barricata “ehi guardate che non siamo degli insensibili criminali che odiano gli animali”, ma allo stesso tempo a dire a chi è da questa parte “non dimentichiamoci da dove veniamo”.

Il nostro datalink sulla sperimentazione animale
http://italiaxlascienza.it/main/datalink/archivio-sulla-sperimentazione-animale/

Pubblicato originariamente su Facebook

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