Dilemmi e vaccini

Non scriverò l’ennesimo articolo sul perché i vaccini servono e sono necessari, sul perché gli innumerevoli pericoli attribuiti ai vaccini (che causino l’autismo [1], l’epilessia, l’indebolimento del sistema immunitario, le orecchie a sventola, l’omosessualità [2], …) sono bufale, sul fatto che un vaccino come ogni farmaco ha delle controindicazioni e dei rischi [3] ma che questi rischi sono enormemente inferiori al rischio che si corre NON vaccinandosi, eccetera.

Non lo farò perché credo che sia inutile: probabilmente la maggior parte dei lettori di questa pagina sono abbastanza razionali e abbastanza informati da sapere già queste cose, mentre i genitori che scelgono di non vaccinare un figlio oltre a non leggere qui comunque non si convincerebbero. Su un mio precedente articolo [5] qualcuno ha commentato “Temo che sia abbastanza inutile dire queste cose a chi, se avesse gli strumenti per capire, avrebbe già capito”. C’è del vero, gli strumenti si possono proporre, non si possono imporre; e chi quegli strumenti non li ha probabilmente non vuole averli.

Quello che cercherò di fare, avventurandomi in un campo che (lo dico subito) non è il mio, è capire perché. Se si capisse il perché di un comportamento irragionevole, irrazionale e irresponsabile, forse, si potrebbe cercare un percorso per curarlo. Su questo specifico argomento, perché non ci vacciniamo, ha condotto un’analisi diversa Giovanni Perini in un altro articolo [6], ma qui farò un’operazione diversa.

Come anticipato azzardo una diagnosi avventurandomi su un territorio che non è il mio, per questo cercherò di iniziare ogni frase con “penso che”, “a mio avviso”, eccetera, se in qualche passaggio lo dimenticassi (scrivo di getto e non rileggo, e stasera ho pure la febbre) conto sulla clemenza del lettore: esprimo opinioni su un campo in cui sono ampiamente incompetente.

Lo faccio partendo da alcuni “dilemmi etici” che ho studiato in passato, e che stasera mi sono tornati alla mente per caso.

Alcuni dilemmi etici.

Vi racconto alcune varianti di un dilemma abbastanza famoso, “il carrello”. Lo faccio mettendole in un ordine preciso, per un motivo, e vi prego a ogni “scenario” di provare a immaginare cosa fareste voi, ma senza scorciatoie e senza barare: date per scontato che la situazione è come descritta, che non ci sono alternative diverse e non ci sono opzioni diverse: dovete scegliere tra quelle proposte. Provate a rispondere a ogni domanda prima di passare alla successiva.

1) Il terrorista: c’è un terrorista con un mitra in mano, ha davanti 5 bambini, fra 10 secondi sparerà uccidendoli tutti (è certo). Un poliziotto ha in mano un fucile di precisione e può sparargli uccidendolo e fermandolo (è certo che nessun bambino si ferirà). È giusto che lo faccia?

2) Il secondo terrorista: tutto come nel caso precedente, solo che tu hai il fucile in mano. Gli spari in fronte?

3) Il carrello ferroviario del terrorista: un terrorista ha legato cinque ostaggi a un binario, sta arrivando un carrello ferroviario che li massacrerà ma c’è uno scambio che può deviare il carrello su un binario diverso. Tu puoi azionare quello scambio. Solo che devieresti il carrello sul binario in cui in quel momento si trova il terrorista, massacrando lui. Lo faresti?

4) Il terrorista grasso: il terrorista ha legato cinque persone innocenti a un binario, e arriva un carrello ferroviario a forte velocità. Tu hai la possibilità di dare uno spintone al terrorista e buttarlo sul binario, sei certo che siccome il terrorista pesa 150 kg facendo così il carrello deraglierà maciullando il terrorista ma i cinque ostaggi saranno salvi. Spingi il terrorista sotto al carrello con le tue mani?

5) Il carrello classico: anche in questo caso ci sono cinque persone sul binario che verranno colpite dal carrello, tu puoi deviare quel carrello su un binario diverso dove c’è una persona sola, che se lo fai morirà. Devi scegliere tra non fare nulla e lasciare morire cinque persone innocenti o deviare il carrello e fare morire una persona innocente. Azioni lo scambio che devia il carrello?

6) L’uomo grasso: ci sono le solite cinque persone legate su un binario che stanno per essere investite, e una persona molto grassa che passa di lì, del tutto innocente. Come nel caso precedente tu hai la possibilità di dare uno spintone a questa signora obesa e buttarla davanti al carrello, facendolo deragliare e salvando quelle cinque persone, ma ovviamente uccideresti lei. La spingi sotto al carrello?

Che ci azzecca?

Se siete arrivati fin qui vi starete chiedendo che c’entra tutto questo con i vaccini, prima di spiegarvelo vi dico subito che tutte le domande precedenti sono oggetto di dibattito e di accesi confronti tra esperti di etica, filosofia e diritto da anni [7], e che (se capisco bene quanto dettomi da chi se ne intende) per tutte le sei domande non c’è “la risposta giusta”. Aggiungo anche, ma questa è la mia opinione personale, io credo che la risposta “giusta” sia “sì” per tutte e sei, se si tolgono gli equivoci del tipo “ma come fai a essere certo che…?”, la premessa era che i fatti sono quelli e le opzioni sono quelle, e io sono razionale e utilitarista.

Tocca però spiegare che c’entra con i vaccini.

I sei quesiti sono, a detta di molti esperti di etica, lo stesso quesito, con introdotte alcune interferenze:
Nelle prime quattro domande la persona che devi “uccidere” per salvare le altre è “il terrorista”. È quello che ha causato la situazione, è il colpevole. In generale molte persone ritengono di poter giudicare, emettere una sentenza e applicare una condanna, o quantomeno di decidere che “questa vita vale più di quella”, e quindi sono più portate a rispondere si alle prime quattro domande
Nelle prime due, poi, c’è una forte interferenza culturale: il film dove il buono uccide il cattivo che ha il coltello alla gola della vittima innocente lo abbiamo visto tutti. Una quantità significativa di persone è influenzata da questo: “fermare il cattivo, a ogni costo”, ci è stato insegnato che è cosa buona e giusta.
Una differenza invece più “emotiva” è tra le domande pari e quelle dispari. Esiste un numero molto importante di persone che risponde “Si” alle domande 1-3-5 e “No” alle corrispondenti domande 2-4-6. Corrispondenti nella sostanza ma non nell’emotività e nella violenza: un conto è se “qualcuno” (il poliziotto) spara, un conto è se io devo sparare in fronte a qualcuno; un conto è spostare la leva di uno scambio, un conto è buttare qualcuno sotto a un treno.

Sono tutti “parametri di valutazione” assolutamente accettabili dal punto di vista etico, o quantomeno comprensibili a livello di percezione individuale di ciò che è giusto o ingiusto o di ciò che è violento.

Si vabbuò, ok, ma che ci azzecca?

Lo so, è uno stress, ma per spiegarlo devo fare un’altra domanda. Rileggete il caso 5) e poi valutate questa:

anti 5) Il contrario del carrello classico: c’è il carrello che corre, questo carrello imboccherà un binario dove c’è una sola persona e la ucciderà. Tu puoi azionare uno scambio, se lo fai il carrello passerà su un altro binario e ucciderà cinque persone. Tutti innocenti, il primo e gli altri cinque. Azioni lo scambio?

Ovviamente credo che nessuna persona sana di mente risponderebbe “sì” a quest’ultimo quesito. Però molte, moltissime, persone rispondono “no” al quesito 5, lecitamente.

È ovvio che da un punto di vista strettamente razionale e utilitaristico la domanda in realtà è la stessa (negata): devi decidere tra una vita e cinque vite. La differenza io la chiamo “imboscarsi”, ma ha una spiegazione molto chiara in etologia: si chiama “tanatosi”. Ossia fare il morto, non fare. In una situazione di crisi dove non si sa come agire o come difendersi una delle strategie che l’evoluzione ci ha insegnato è “non fare”, stare immobili. È interessante come questa strategia sia penetrata anche nell’etica, e nelle scelte civili.

Come decidere se vaccinare un figlio.

Pensiamoci un attimo.

Sono un genitore confuso, apprensivo, suscettibile, vittima di campagne di disinformazione. Qualcuno mi dice che se vaccino mio figlio potrebbe diventare verde, perdere la sintonia con l’energia del cosmo, il karma olistico o diventare nero. Qualcun altro mi dice che questo serve per la sua salute, che c’è una probabilità su X che si becchi la polio se non lo faccio, sono molto confuso. Credete forse che saranno numeri, dati e fatti a farmi cambiare idea? A chi “credo”?

Sono un genitore, il massimo valore che esiste nella mia vita è mio figlio. Provo a informarmi ma trovo informazioni discordanti. Magari è tutto un complotto. Ho paura, ho una paura fottuta, è mio figlio. Che faccio? Tanatosi, resto immobile.

In fondo, se non faccio niente non sbaglio niente. Se lo vaccino e diventa autistico sono IO che l’ho fatto diventare autistico, sono IO ad avergli fatto del male.

Ribaltare la scelta?

Pur essendo tra i firmatari della proposta [8] per rendere obbligatorie le vaccinazioni per entrare a scuola, ci ho pensato bene: forse non è la strada migliore.

Un’idea potrebbe essere ribaltare la domanda: vuoi NON vaccinare tuo figlio? Devi DECIDERE di sottrarlo ai vaccini, e agire CONSAPEVOLMENTE in tal senso.

Quanti genitori in tanatosi sociale sottrarrebbero il figlio ai vaccini se venisse implementata una soluzione di questo genere:

Tu figlio viene vaccinato e basta, mandiamo i carabinieri a prenderlo se non ti opponi ufficialmente.
Vuoi opporti? Ok, vai all’ASL, compili un modulo, lo firmi, te ne assumi la responsabilità e amen, niente vaccini, hai scelto.
Sul modulo dovrai solo scrivere di tuo pugno “Sì, ho capito, ciò nonostante non voglio vaccinare mio figlio” in una serie di caselle.
In quelle caselle ci saranno scritti solo dei fatti:
I presunti studi che dicono che i vaccini hanno a che fare con l’autismo erano dei falsi.
Se non vaccini tuo figlio contro la polio potrebbe restare paralizzato, e questo è 50 volte più probabile di una reazione al vaccino.

Giusto una decina, quelle salienti. Io credo davvero che il problema sia fare sì che un genitore sia messo di fronte alla scelta di decidere consapevolmente di uccidere suo figlio. Basta quello, non credo ci siano genitori “intenzionalmente” cattivi con i loro figli.

Credo che un genitore possa restare paralizzato e non riuscire a decidere di spostare la leva dello scambio che porterà suo figlio dal binario su cui ci sono 100 probabilità di malattie infettive e lo metterà su quello dove c’è una possibilità di una reazione avversa: forse succede perché si focalizza l’attenzione su quest’ultima. Ma nessun genitore sano di mente sposterebbe intenzionalmente suo figlio dal binario su cui lo aspetta una possibilità di una reazione avversa per metterlo su quello dove lo aspettano cento possibilità di malattie gravi.

Note:

[1] http://italiaxlascienza.it/main/datalink/vaccini/#autismo

[2] http://www.perchevaccino.it/pv/2013/04/i-vaccini-e-lomosessualita/

[3] http://www.vaccinarsi.org/vantaggi-rischi-vaccinazioni/rischi/rischi-reali-connessi-alle-vaccinazioni.html

[4] http://www.vaccinarsi.org/vantaggi-rischi-vaccinazioni/il-valore-scientifico-e-sociale-della-vaccinazione.html

[5] http://italiaxlascienza.it/main/2014/11/siamo-numeri/

[6] http://italiaxlascienza.it/main/2015/10/perche_non_ci_vacciniamo/

[7] https://en.wikipedia.org/wiki/Trolley_problem

[8] http://www.wired.it/scienza/medicina/2015/10/16/vaccini-obbligatori-scuola/

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