Comunicato stampa – Atti vandalici ai danni dell’Istituto Bruno Ubertini

Milano, 6/11/2015 – Nella notte tra ieri e oggi ignoti hanno vandalizzato con scritte, secchiate di vernice e lancio di uova la sede milanese dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia “Bruno Ubertini”. L’istituto ha ospitato oggi un evento informativo sulla sperimentazione animale, orientato al personale degli istituti di ricerca milanesi che lavorano con animali. Lo scopo dell’evento era formare il personale degli istituti sulla nuova normativa in termini di benessere animale e, soprattutto, di metodi alternativi alla ricerca in vivo. Italia Unita per la Scienza vuole esprimere tutta la propria solidarietà all’Istituto, ai suoi dipendenti e ai ricercatori ospiti per l’evento e si augura che gli inquirenti che, in questo momento, stanno indagando sull’accaduto, possano individuare rapidamente i responsabili. Come gruppo – e come singoli – siamo favorevoli al dialogo con chi ha opinioni diverse dalle nostre, sulla sperimentazione animale così come su altri temi di interesse scientifico, fermo restando che riteniamo una fonte più affidabile le conoscenze, l’esperienza e le metodologie che la comunità scientifica affina e mette alla prova ogni giorno. Il vandalismo, il sabotaggio e la violenza, sia essa fisica o verbale, non hanno alcun posto all’interno di questo dialogo e riteniamo di doverli condannare fermamente.

Lorenzo Rossi, consigliere di Italia Unita per la Scienza, presente in loco, dichiara: “Un indice significativo di quanto poco spazio abbiano vandalismo e violenza all’interno di un dialogo adulto e maturo è dato dal fatto che ad essere attaccato è stato proprio un evento informativo sui vincoli legali posti alla sperimentazione animale e ai metodi alternativi, gli stessi a cui, secondo i vandali, i ricercatori dovrebbero dedicarsi in maniera esclusiva.”

Federico Dagostin, presidente di Italia Unita per la Scienza ha così commentato l’accaduto: “Queste cose non dovrebbero succedere. Quando succedono si spera sempre che vengano stigmatizzate. Se quelle associazioni e quelle persone che condividono con i responsabili di questi attacchi opinioni, posizioni etiche e morali, mostrassero il proprio sdegno, la propria contrarietà alla violenza, anche con un “bleah” o un “così non si fa”, faremmo rapidamente dei passi in più in un dibattito etico-morale che si va purtroppo radicalizzando.
Lasciare soli i violenti, non permettere che si confondano nel mucchio, è l’unica via per impedire che le loro azioni qualifichino un movimento di opinione altrimenti legittimo, pacifico e, a mio parere, necessario come quello che vuole ottenere maggiori tutele per gli animali.”

Invitiamo tutte le associazioni animaliste e chiunque abbia a cuore tanto il benessere degli animali quanto la ricerca scientifica a dissociarsi da questo atto.

Ringraziamo Paolo B. per averci contattati tempestivamente segnalando l’accaduto e averci permesso di documentare i danni all’Istituto.

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