Il lupo di Schrödinger

Premessa: mi farebbe piacere che tutti leggessero fino in fondo, anche quelli che magari hanno già debunkato questa storia, perché ci sono comunque dettagli a cui non tutti hanno fatto caso e che è una buona occasione per illustrare.

Oggi vi presentiamo una novità speciale, una scoperta rivoluzionaria che coniuga l’etologia con la meccanica quantistica: infatti è stato formulato il lupo di Schrödinger, capace di essere contemporaneamente in Romania, Italia e Canada, di essere un temibile pericolo quanto un solidale amico, finché l’osservatore non fa fact checking.

Il problema però è più annoso di una semplice questione di verifica delle fonti.

lupi in fila

Questa è la foto del momento. Mostra 25 lupi canadesi (Canis lupus occidentalis), chiamati timberwolves dagli americani, in fila indiana proseguire immersi nella neve. L’autore è Chadden Hunter, che lavorava al documentario Frozen Planet di BBC Earth. Il leader è una femmina ed è in testa al gruppo. Il branco si trovava al Parco nazionale Wood Buffalo, si parla di “metà inverno” quando le temperature raggiungono i 40° gradi sotto zero e la marcia è in fila singola attraverso la neve alta per risparmiare energia. Secondo l’autore della foto, erano a caccia di bisonti intorno al circolo polare artico, poiché i lupi di questo parco nazionale sono gli unici a specializzarsi nella caccia di quei mammiferi 10 volte più grandi.

Una foto affascinante, ma purtroppo riguardo a essa si sono diffuse invece due versioni “alternative”, che poi col passaparola fra media e social network si sono tinte di simpatici dettagli ancora più coloriti. Ve le illustriamo.

La prima versione viene messa in circolo a inizio dicembre. La fonte a cui facciamo riferimento è Il Messaggero, storico quotidiano di Roma  fondato nel 1878, con tiratura di 127.100 copie circa a giugno 2015 e 500.000 circa followers su Facebook a dicembre 2015. L’articolo, a firma Stefano Dascoli, a sua volta cita l’emittente abruzzese Laqtv (non siamo però riusciti a recuperare il servizio o l’articolo, se qualcuno lo trovasse ce lo segnali). Recita così, i grassetti sono nostri:

lupi boh

Eccezionale spettacolo della natura a Campo Imperatore [AQ, ndIUxS]. Un’immagine diffusa ieri da Laqtv ha mostrato ben 29 lupi in fila tra la neve, durante uno spostamento. Secondo quanto è stato possibile ricostruire, si tratterebbe di un’immagine estrapolata da un rilievo aerofotogrammetrico della zona dal satellite. Si vedono 25 esemplari mentre altri quattro sarebbero fuori dal campo visivo. E’ un’immagine eccezionale perché molto raramente capita di vedere un intero branco, ancora più raramente quasi in rigorosa fila indiana durante uno spostamento. La vicenda è stata tenuta sotto stretto riserbo per non destare allarmismo, anche se la situazione viene considerata sotto controllo. La zona ricadrebbe nel Parco del Gran Sasso dove è stato avviato il ripopolamento della specie. Secondo quanto riportato da Laqtv, si tratterebbe non di esemplari di Lupo appenninico, ma di specie provenienti dall’Est, dai Carpazi e, presumibilmente, più aggressive. Il progetto di ripopolamento sarebbe portato  avanti da una fondazione olandese tra i cui soci spicca anche Alberto di Monaco. Tra gli allevatori, ovviamente, l’allarme è alto. Ci sarebbe già stata un’aggressione nei giorni scorsi.

Onestamente mancano un po’ di riferimenti: quali esperti sarebbero stati interpellati a riguardo? Di che fondazione si tratta? Quale progetto di ripopolamento, se sono vietati? Quando è stata scattata la foto? Ma soprattutto: come fa un satellite a eseguire un rilievo dove fotografa dei lupi orizzontalmente? I lupi di Schrödinger rivoluzionano pure la prospettiva?

Il 10 dicembre il giornalista, che ha ricevuto pure qualche insulto gratuito su Facebook, chiede giustamente scusa per la svista e pubblica un errata corrige in cui annuncia che si tratta in realtà di una bufala. Non viene ancora specificato a chi era stata chiesta conferma, ma viene rettificato che la foto non è affatto in Italia, non mostra certo “lupi dei Carpazi” che hanno gettato lo scompiglio con aggressioni, niente di quanto detto è vero.
Purtroppo intanto il passaparola di condivisione in condivisione, commento in commento, è partito per la tangente perché i temibili lupi Predator stanno già seminando morte e distruzione fra gli allevatori aquilani, il Nilo diventa sangue, maledetti animalambientalari eccetera.
Stefano Dascoli definisce la vicenda una “polpetta avvelenata” per intossicare un dibattito già molto acceso che attiene allo sviluppo dell’intera area e alla sua gestione.

A quale dibattito fa riferimento?

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è già da tempo al centro di varie polemiche, relative alla sua gestione, alla revisione dei confini, alla pianificazione territoriale, alle infrastrutture e alle decisioni politiche che coinvolgono anche le amministrazioni abruzzesi. In mezzo si scannano ambientalisti, l’Ente del parco, il comune dell’Aquila, la Provincia e la Regione. Non ci dilungheremo ora in questa tematica (molto politicizzata) che va fuori dallo scopo del nostro articolo e andrebbe trattata a parte, vi linkiamo piuttosto qualche riferimento di partenza:

Inoltre, il riferimento alle polpette avvelenate non è casuale.
Il complesso rapporto coi lupi è spesso al centro di numerose polemiche, in primis fra conservazionisti e allevatori, anche qui con risvolti politici. Per esempio, in caso di aggressioni al bestiame e discussioni sui risarcimenti. Nuovamente, ci vorrebbero degli articoli dedicati a parte per affrontare tutto questo, quindi ci limitiamo a menzionare i dettagli per commentare il caso dei lupi di Schrödinger.
Il problema è quando allevatori timorosi che il proprio bestiame venga colpito e il proprio sudato lavoro vada in fumo o semplici cittadini impauriti dall’eventualità di incontrare un lupo reagiscono allarmati a notizie del genere e decidono di provvedere a una sommaria giustizia fai-da-te. Oppure quando semplici vandali con voglia di approfittare del clima teso per ammazzare qualcosa. Bocconi avvelenati abbandonati nei boschi, trappole illegali o vere e proprie battute punitive (o preventive) verso una specie protetta, con pericolo anche per il resto della fauna e in casi estremi per escursionisti ignari.
Si tratta di una questione complessa che coinvolge tutta la nostra penisola, anche per altre specie. Solo il 2 dicembre sono stati segnalati dei lupi girovagare vicino Sulmona (AQ). Quali reazioni, se non allarmismo, possono avere le persone comuni a leggere articoli che all’improvviso ti parlano di lupi che si aggirano “in centro abitato” o addirittura “nei giardinetti di una scuola materna”? Magari mentre contemporaneamente una soffiata parla di temibili lupi dei Carpazi, più feroci di quelli appenninici, importati con un progetto di reintroduzione finanziato da una non meglio specificata fondazione olandese.
Quali sono le reazioni generiche della popolazione al “problema lupi”?

Beh, oggi non a L’Aquila ma in provincia di Bari è stato segnalato questo per esempio, che è probabilmente uno sfogo becero per una situazione generale su cui ancora non si viene a capo:

C'è chi lascia teste di cavallo nel letto, chi bossoli di lupara nella cassetta della posta e chi lupi col fiocco sotto casa. Via: http://faxonline.it/putignano/cronaca/12383-un-lupo-morto-come-regalo-di-natale
C’è chi lascia teste di cavallo nel letto, chi bossoli di lupara nella cassetta della posta e chi lupi col fiocco nel parcheggio.
Via: http://faxonline.it/putignano/cronaca/12383-un-lupo-morto-come-regalo-di-natale

Il lupo di Schrödinger è anche pugliese e ci tiene che si abbattano gli stereotipi pregiudizievoli sui meridionali e i metodi da Sacra Corona Unita, Cosa Nostra e affini.

In Abruzzo invece ci sono casi di cronaca più diretti recenti come questi:

Ovviamente, è anche facile che le parti politiche possano prendere decisioni che cavalchino l’emozione popolare del momento, magari anche raccogliendo consensi elettorali, di sicuro alimentando aspre polemiche (che abbondano molto). Un anno fa fece scalpore il sindaco di Verona, che proponeva di usare le ruspe per aiutare il lupo di Schrödinger a casa sua:

http://www.repubblica.it/cronaca/2014/09/27/news/potete_uccidere_i_lupi_tosi_autorizza_a_sparare_e_la_forestale_lo_denuncia-96761936/
http://www.repubblica.it/cronaca/2014/09/27/news/potete_uccidere_i_lupi_tosi_autorizza_a_sparare_e_la_forestale_lo_denuncia-96761936/

Se la soffiata sia stata fatta appositamente per scatenare possibili eventuali reazioni, cavalcando (e sfruttando) anche il clima aspro testimoniato da notizie come queste di sopra, non sappiamo. Ma anche fosse partita in maniera innocente senza doppi fini, è bene fare attenzione ai possibili sviluppi, agli allarmismi, alle reazioni di pancia da tutte le parti.

Avendo delineato grosso modo la situazione “avvelenata” dietro lo scenario, andiamo ad apprendere gli altri poteri del lupo di Schrödinger, quelli mostrati dalla seconda versione che circola negli ultimi giorni, avviata un po’ dopo, il 16 dicembre.

Si tratta di una descrizione poetica, condivisa facilmente magari anche perché siamo sotto Natale, ma che non corrisponde alla realtà. Quella corretta è riportata all’inizio, dall’autore della foto Chadden Hunter.
lupidracula

 

 

 

I primi 3 lupi sono quelli deboli e malati. Loro danno il ritmo alla camminata di tutto il branco. Se fosse stato il contrario, loro sarebbero rimasti ultimi e sarebbero morti. In caso di attacco loro sono i primi sacrificati. Questi creano il percorso nella neve, per far risparmiare energia a quelli che stanno dietro di loro. Sono seguiti da 5 lupi forti che formano l’avanguardia, invece, al centro si trova la ricchezza del branco – 11 lupe. Successivamente gli altri 5 lupi formano la retroguardia. L’ultimo, quasi isolato dal branco, è il leader. Lui deve vedere bene tutto il gruppo per poterlo controllare, dirigere, coordinare e dare i comandi necessari.

 

Secondo quest’altra versione la foto è stata scattata in Romania, presso il Parco Naturale Vanatori Neamt. I lupi davanti sarebbero quelli malati, perché i lupi non li lasciano indietro ma si adeguano al loro ritmo altrimenti sarebbero morti; contemporaneamente però quelli davanti sarebbero anche i primi a cadere in caso di attacco (ma insomma gli fanno un favore o li sacrificano? più che lupi di Schrödinger sembrerebbero lupi bipolari).
Quelli davanti tracciano la pista per far risparmiare energia a quelli dietro (ma se fiutano una preda e iniziano a inseguirla loro che sono deboli e malati, come la catturano?).
In fondo c’è il capo branco, perché i veri leader vanno sempre per ultimi per coordinare il branco, anche se fino ad ora la retorica era sempre stata che i veri leader fanno lo sforzo di aprire la pista e guidare tutti.

Anche qui le condivisioni e i commenti non si risparmiano sulle colorite interpretazioni della foto, in genere vertono sul “sono migliori di noi / l’uomo deve imparare da loro / loro sì che sono umani mentre l’uomo è la vera bestia” (boh).

La pagina Facebook del parco ha inventato la descrizione etologica (che non corrisponde affatto alla realtà), mentre i condivisori italiani hanno frainteso la traduzione alle volte indicando la provenienza con lo stesso Parco. Curiosamente, lo stesso autore del post linkava il Guardian per la foto, che però dava la descrizione corretta che evidentemente nella terra non hanno letto.

Che nei lupi ci siano maschi alpha e simili è un’idea che deriva da studi di etologia condotti negli anni ’50 su branchi costituiti arbitrariamente negli zoo, fra individui anche non imparentati tra loro. Ciò dava luogo a episodi di aggressività e competizione, dato che dovevano formarsi le gerarchie nel branco.
Ma ciò era fuorviante sulla vera costituzione di un gruppo sociale di lupi e le interpretazioni dei dati osservati ne risultavano falsate. In realtà allo stato brado i branchi di lupi sono formati in maniera diversa, quasi sempre da nuclei familiari in partenza. In generale la sottomissione avviene spontaneamente perché con lo stretto contatto e la frequentazione si stabilisce facilmente chi è il lupo più forte ed esperto, quello che conduce le battute di caccia e per primo sceglie cosa mangiare della preda. Più che di lupo alpha si parla però di coppia alpha, con relativi cuccioli, e l’individuo principale è sempre una femmina. La “dominanza” risulta spesso una sorta di “autorità genitoriale”, che poi si sviluppa ulteriormente quando individui possono lasciare un branco per unirsi a un altro o fondarne un proprio.

Anzi, per informarsi di più sulle gerarchie canine, come infarinata generale consiglio questo articolo sul blog di Valeria Rossi “Ti presento il cane”, uno dei principali riferimenti in Italia sulla cinofilia. Dopodiché, questa traduzione di un articolo di Marc Bekoff, noto biologo evoluzionista ed etologo dell’Università del Colorado, autorità in materia così come David Mech, altro etologo e ricercatore americano che ha speso un po’ di anni con i lupi all’aperto e fornisce qui qualche altra spiegazione (sempre tradotta).
Sono utili soprattutto se si esprimono perplessità per i resoconti sui maschi alpha in fondo al branco e sui malati in testa, ma aggiungendo conoscenza alla contestazione fine a sé stessa.

Facilmente si potrebbe dire che a pochi interessi informarsi adeguatamente o approfondire un argomento. Purtroppo la condivisione facile ha più presa, giocando sull’istinto a vincere dialetticamente gli scontri verbali contrapposti a qualcuno (che si tratti de “l’uomo che è la vera bestia e dovrebbe imparare”, che si tratti di “gli ingenui buonisti che credono alle fiabe e condividono senza controllare”), più che ad approfondire realmente i fatti. Comprendo che ciò sia scoraggiante.

Probabilmente i Peanuts non hanno mai detto questo, ma si tratta di una citazione apocrifa in genere attribuita a Jorge Luis Borges come autore originale. Segnalateci pure maggiori riferimenti a riguardo.
Probabilmente i Peanuts non hanno mai detto questa vignetta, ma si tratta di una citazione apocrifa, in genere attribuita a Jorge Luis Borges come autore originale. Segnalateci pure maggiori riferimenti a riguardo su entrambe le cose.

Penso però di fare cosa buona se, a chi ha avuto la pazienza di leggere tutto questo lungo articolo, segnalo innanzitutto questa guida del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, per informarsi maggiormente sul lupo appenninico e conoscerlo un po’ meglio, invece di dare addosso a persone qualunque che cascano nella versione poetica come fossero babbei a cui andrebbe negato il diritto di voto. Ci sono anche altre fonti, naturalmente, ma lascio al lettore il piacere di approfondirle.

Per informarsi di più sulla tutela e la conservazione del lupo in Italia, vi consiglio Progetto LIFE WolfAlps (ai quali ho “rubato” la foto dell’articolo sul Messaggero senza chiederglielo e spero che mi perdonino). Non quindi strane combine monegasche-nederlandesi, ma reali progetti di conservazione e tutela della fauna nostrana.

Per discutere o segnalare bufale sulla scienza nei giornali, consiglio il gruppo Giornalismo Ascientifico di Lisa Signorile, biologa e divulgatrice che cura il blog L’Orologiaio Miope per National Geographic Italia (da noi intervistata in passato).

Per discutere di mammiferi in Italia, vi segnalo infine l’Associazione Teriologica Italiana.

Ringrazio anche il gruppo Notocorda sempre di Lisa Signorile per alcune segnalazioni fatte.

A proposito, sul Guardian sopra citato ci sono anche alcune foto spettacolari di Frozen Planet. Ma per tutta l’opera vi rimando alla fonte originale, la BBC, cliccando qui.

Per tutte le dietrologie che si ricollegano a questa storia e che abbiamo citato in relazione alla questione della bufala dei lupi in Abruzzo, è difficile venirne a capo e speriamo che non prevalgano la disinformazione e l’irrazionalità, nonostante i timori.

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