Il Supervulcano fossile: un gioiello nel cuore della Valsesia.

http://www.supervulcano.it/info-point.html
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La Valsesia è una valle alpina situata per la maggior parte nella provincia di Vercelli, in Piemonte, e si estende dal Monte Rosa fino a Romagnano Sesia (comune in provincia di Novara). E’ una terra ricca di storia, natura, arte e molto altro, basta citare il Sacro-Monte di Varallo Sesia[1] e le case Walser[2]. Anche lo sport fa da padrone, in  Valsesia infatti ci sono  ricercate località di villeggiatura come l’Alpe di Mera e Alagna, anche per via dei loro impianti sciistici,  il fiume Sesia  ha inoltre ospitato nel 2002 i campionati mondiali di Kayak. Anche per quel che riguarda il lato eno-gastronomico ce la caviamo alla grande, degni di nota sono i famosi vini Gattinara e Ghemme.

Questa valle ha sempre qualcosa da dire,  nel 2009 è salita nuovamente agli onori della cronaca. Il prof. Silvano Sinigoi, petrografo dell’Università di Trieste, e James Quick, prorettore della Southern Methodist University di Dallas, la cui collaborazione durava già da tempo, effettuarono nel territorio valsesiano una scoperta eccezionale: un supervulcano fossile! Lo studio venne pubblicato sulla rivista “Geology” e fece il giro del mondo in breve tempo[3]. La presenza di rocce vulcaniche in Valsesia era già nota.

Il termine supervulcano è un termine non tecnico, il quale viene comunemente utilizzato per indicare immense strutture di origine vulcanica, talmente grandi da non possedere un unico centro eruttivo nella forma del caratteristico cono che tutti conosciamo. Queste enormi caldere  si originano da punti caldi (hot spot in inglese), particolari zone della superficie terrestre interessati da prolungata attività vulcanica e non derivano da esplosioni di precedenti vulcani. Le caldere solitamente si formano quando la camera magmatica (la zona porosa in cui staziona il magma prima di essere eruttato) si svuota, provocando un calo della pressione che innesca il collasso del terreno sovrastante. Una caldera supervulcanica può superare le decine di chilometri di diametro[4]. Nel mondo ci sono una dozzina di supervulcani e le loro eruzioni possono avere proporzioni gigantesche.

Il supervulcano valsesiano ha un diametro di circa 15 km ed è situato tra Varallo e Borgosesia. Circa 290 milioni di anni fa vi fu una notevole produzione di magma basaltico a causa di una anomala fusione del mantello, in seguito questo magma risalì fino agli strati più profondi della crosta, iniziando a scioglierne le rocce e inglobandola  di conseguenza, via via sempre più in alto. Il risultato fu un magma ibrido tra materiale del mantello e della crosta. Successivamente in profondità il magma iniziava a cristallizzare, mentre più in superficie i componenti acidi provenienti dalla crosta diedero il via all’attività effusiva. Circa 280 milioni di anni fa vi fu un’eruzione di proporzioni enormi e il conseguente crollo della camera magmatica. Le eruzioni potevano oscurare l’atmosfera e alterare il clima[5]. Il supervulcano, o meglio ciò che ne rimane, è ormai inoffensivo da svariati milioni di anni.

Il caso valsesiano è unico al mondo in quanto circa 60 milioni di anni fa vi fu la collisione tra la placca europea e quella africana, evento che generò le Alpi ma che ripiegò di 90 gradi la crosta proprio in corrispondenza della Valsesia. Questo portò alla luce la struttura più profonda del vulcano e il suo apparato di alimentazione, che un tempo stava anche a decine di chilometri sotto terra. Tutto ciò fa del supervulcano valsesiano un prezioso sito di studio geologico, oltre che un’attrazione naturale.

 

Il 14 novembre 2011 venne fondata l’Associazione geoturistica “Supervulcano Valsesia” Onlus, la quale si pose l’ambizioso scopo di fare in modo che il sito venisse riconosciuto dall’UNESCO e inserito nella rete mondiale dei Geoparchi (oltre che di organizzare conferenze, escursioni e fare divulgazione). A tal fine, di concerto con il Parco Nazionale della Val Grande (nel Verbano), il quale si stava adoperando allo stesso venne, venne presentato un protocollo per ottenere l’ambito riconoscimento[6]. Il traguardo è stato raggiunto il 5 settembre 2013[7], data in cui l’UNESCO ha riconosciuto il “SESIA VAL GRANDE GEOPARK”, il quale comprende Valsesia e Valsessera e passa per la Val Strona, Val Cannobina e Media Ossola [8].

Il 30 luglio 2015 anche Piero Angela ha contribuito a diffondere la notizia, infatti Super Quark mandò in onda un servizio sul supervulcano, e se lo ha fatto lui, chi siamo noi per tirarci indietro? [9]

 

 

 

 

 

 

 

[1] Patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO dal 2003.

http://whc.unesco.org/en/list/1068/documents/

[2] http://www.vecchiopiemonte.it/storia/curios_stor/walser.htm

[3] http://geology.gsapubs.org/content/37/7.toc

[4] https://it.wikipedia.org/wiki/Supervulcano

[5]http://www.supervulcano.it/supervulcano.html

http://www.corriere.it/scienze/09_settembre_22/supervulcano-speno_valsesia_2ae125aa-a783-11de-84dd-00144f02aabc.shtml

[6]http://www.parcovalgrande.it/

[7]http://www.unesco.org/new/fileadmin/MULTIMEDIA/HQ/SC/pdf/pdf_geopark_infosheet_Italy_EN.pdf

[8]http://www.sesiavalgrandegeopark.it/

[9]http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-da6af915-9171-4913-9808-7a30a58fb6d8.html

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