Il dogma standard del complotto biomedico

Esiste un dogma pregiudizievole e qualunquistico che potremmo chiamare dogma standard del complotto biomedico (DSCB): secondo questo pregiudizio tutte le istituzioni della sanità, le aziende (le industrie) farmaceutiche ed il mondo della ricerca sarebbero collusi fra di loro per guadagnare soldi a discapito della gente. Poiché il loro guadagno corrisponde alla vendita di farmaci, curare le malattie nuocerebbe al profitto, poiché non si venderebbero più farmaci. Pertanto questo sistema avrebbe il suo interesse non solo nel boicottare la ricerca di nuove cure sempre più efficaci, ma addirittura nell’inventarsi nuove malattie. Sarebbe quindi responsabile dell’insorgere di patologie o condizioni cliniche pessime nella popolazione, allo scopo di rendere tutti dipendenti dai medicinali e vendere farmaci su farmaci.

Alcune delle principali teorie del complotto relative al mondo biomedico:

  • Una, per esempio, vorrebbe che i vaccini non solo sarebbero inefficaci, ma addirittura pericolosi, per guadagnarci con la somministrazione vendendo vaccini su vaccini, o addirittura per attuare perversi (quanto contraddittori) piani di controllo mentale o della popolazione inoculando sostanze misteriose. Non le discuteremo punto per punto in questa sede, poiché mancherebbe lo spazio e ci dilungheremmo troppo, vi rimandiamo pertanto al nostro datalink nella sezione dedicata alle vaccinazioni, nonché all’importante strumento informativo della Carta nazionale delle vaccinazioni stilata con il #teamvaxitalia.
  • Un altro classico riguarda quello della cura per il cancro o per altre grandi malattie croniche. In sostanza, la cura per il cancro esisterebbe già o sarebbe esistita già, se solo le malvagie industrie farmaceutiche non avessero nascosto tutto, perché altrimenti smetterebbero di vendere chemioterapici e costose attrezzature per la radioterapia, la riabilitazione eccetera. Ciò nonostante vengono pubblicizzati innumerevoli studi, fatti da quegli stessi ricercatori che sarebbero al soldo delle multinazionali. Quindi, nonostante le lobby nascondano le cure, sui media puntualmente vengono annunciate le ennesime scoperte di una cura per il cancro. Anche qui, rimandiamo a una sezione del nostro datalink per sviscerare nel dettaglio molta della disinformazione e delle presunte cure alternative del cancro, su cui speculano molti approfittatori e personaggi pericolosi.
  • Più in generale, ma in maniera strettamente connessa al punto precedente (e anche al primo), esisterebbero i  rimedi cosiddetti “naturali”, tradizionali o comunque alternativi alla “medicina ufficiale”. Questi sarebbero boicottati dalle industrie, che non potrebbero più guadagnare con la messa in commercio di molecole “chimiche” se si scoprisse che i rimedi per tutti i mali sono già messi a disposizione da madre natura, o antichi saperi pseudofilosofici e magari esotici. Si gioca sulla fallacia naturalistica, per cui qualunque cosa naturale è erroneamente vista come buona a prescindere (ma anche i batteri della tubercolosi, il virus della poliomielite, il petrolio o l’uranio sono naturali!). Spesso si porta a esempio qualche genio incompreso che, è scontato, nel frame dialettico del dogma rimane vittima di una persecuzione così come fu per Galileo. Ma, per dirla alla Carl Sagan, venne perseguitato Galileo ma venne perseguitata anche Vanna Marchi. Dietro ai ciarlatani si nascondo interessi torbidi e lucrosi tanto quanto se non più che dietro alle grandi industrie, e anche quando le loro pratiche sembrano innocue possono comportare gravi danni. Anche qui rimandiamo al nostro datalink.
  • Per finire, un altro classico è quello delle malattie inventate in laboratorio. Certa fantascienza ha impresso nell’immaginario comune l’idea dello scienziato pazzo che, al soldo di una grande compagnia, sviluppa temibili patogeni per vendere le cure adeguate; oppure, di un governo che sviluppa armi microbiologiche di cui perde il controllo. Un esempio di accusa recente è quella del virus Ebola, mentre una delle più citate è il virus HIV, ma per uscire dall’ambito medico si è sparlato anche per il batterio Xylella. I nostri articoli in merito, assieme ad altri approfondimenti da altre fonti, sono come sempre nel nostro datalink.

Ma allora esiste una cospirazione in medicina? Tutto ciò naturalmente è stato già a lungo e in largo discusso, dibattuto, analizzato, smontato e ricostruito pezzo per pezzo, e il discorso è lungi dal concludersi. Salvo Di Grazia, sul suo blog MedBunker, ha tradotto un interessante articolo di Steven Novella e Stephen Barrett, medici e divulgatori celebri all’estero, in merito. Ve ne consigliamo la lettura per il momento.

Purtroppo spesso si è constatato che chi ha già deciso a priori a cosa credere, non è punto disposto a mettere in discussione la sua convinzione. Chi vuole credere per forza in qualcosa ci avrebbe creduto ugualmente nonostante la montagna di prove contro che gli si sarebbero potute portare. Esemplare è il caso di Piero Angela che, nelle sue esperienze a caccia di rabdomanti, chiromanti, veggenti, maghi, indovini e quant’altro, ha dovuto ad un certo punto ammettere che non aveva senso continuare a insistere perché chi ci voleva credere ci avrebbe creduto comunque.
Più di recente, gli studi di Walter Quattrociocchi hanno analizzato come queste dinamiche, a lungo note, si sono sviluppate nel mondo dei social network e l’analisi è sconfortante: si diffondono come non mai informazioni errate, mentre i meccanismi di aggregazione delle informazioni sui social da una parte e i pregiudizi di conferma dall’altra generano delle cosiddette “echo chamber” in cui giungono solo quei contenuti che rispondono alle convinzioni della propria cerchia. Come risultato ci si allinea alla propria tifoseria e si polarizzano le posizioni.

Parte di questa responsabilità, a onor del vero, va anche alle stesse aziende farmaceutiche che in passato hanno tenuto comportamenti poco trasparenti, come nel caso Avastin-Lucentis di cui vi abbiamo parlato in passato. Contribuendo così a far sorgere scetticismo sul loro operato. Ciò viene esacerbato anche dalla tendenza al cercare capri espiatori, alla sfiducia verso le istituzioni (a volte meritata, altre volte no) e al senso generale di impotenza tipico della mentalità di molti complottismi, che fanno sì che queste tendenze non possano univocamente essere ricondotte solo a uno schieramento politico, a una scarsa cultura o a un ceto sociale, ma che anzi abbiano cause più profonde e generalizzate.

Consigliamo in merito la lettura di alcuni libri:

  • Bad Pharma (in italiano come Effetti Collaterali), del medico e divulgatore inglese Ben Goldacre. Dopo avere combattuto ciarlatani, pseudoscienze alternative e imbonitori, egli ha messo in mostra anche diversi casi di scorrettezza da parte delle stesse aziende farmaceutiche, a tutto danno del cittadino, della classe medica e del rapporto di fiducia necessario per il benessere di tutti. Un esempio citato è il caso tamiflu, di cui in italiano, ispirandosi proprio a Ben Goldacre, ha parlato il già citato Salvo Di Grazia. In seguito a questa vicenda, Goldacre assieme alla Cochrane Foundation ha promosso la campagna All Trials in cui le aziende farmaceutiche devono pubblicare tutti i risultati dei loro studi, compresi quelli negativi.
  • Salute e Bugie, dello stesso Salvo Di Grazia, in cui vengono raccontati tanto casi di cattivo comportamento delle aziende farmaceutiche quanto di pseudocure alternative pericolose.
  • Aghi, Pozioni e Massaggi, di Simon Singh ed Edzard Ernst, un perfetto spaccato dei maggiori tòpoi e argomenti retorici usati dai sostenitori della medicina alternativa.

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