Dieci fraintendimenti comuni sui terremoti

 

Come tutti sappiamo il 24 Agosto è iniziata una sequenza sismica nell’Italia centrale che ha coinvolto Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. In totale si sono registrate circa 50.000 scosse dall’inizio dello sciame, fra cui 7 eventi con magnitudo compresa fra 5 e 6 e 2 eventi con magnitudo superiore a 6. Sul web è liberamente consultabile il database di tutte le scosse all’indirizzo http://iside.rm.ingv.it/iside/standard/index.jsp.

La situazione ovviamente è confusa e in molti possono approfittarne per diffondere notizie inesatte. Di paura ce n’è già tanta e diffondere notizie totalmente false e senza alcuna base scientifica è molto grave, al limite del reato.

Per questo abbiamo deciso di stilare un prontuario di alcuni argomenti più comuni che vengono discussi o affrontati quando avviene un evento sismico. Buona lettura.

1) Gli animali non “prevedono” i terremoti, nel senso di poter stabilire tramite essi se il giorno X ci sarà una scossa in un posto. Alcuni possono avvertire una manciata di secondi prima o un po’ di più gli infrasuoni, che noi non udiamo, qualcuno arrivare a un paio di minuti, ma non molto di più. Se al TG dicono “i cani abbaiavano ben mezz’ora prima” stanno mischiando causalità e correlazione: è pieno di cani che non hanno abbaiato affatto o che abbaiavano per altri motivi, solo che non fa notizia dirlo.

Lo sciame di fine ottobre permette di chiarire il perché certe volte si genera questa convinzione, perché si è trattato di un sisma a grappolo, cioè la scossa maggiore è stata “circondata” da una serie di scosse più piccole (es un 3.9 tre minuti prima dell’inizio della scossa “principale”). È possibile che gli animali non stessero reagendo alla scossa che “stava arrivando”, ma allo sciame già in corso che, troppo sottile per i sensi umani, era ancora impercettibili, specialmente rispetto alla successiva. Per cui nessuno sta mettendo in discussione alcuna esperienza personale, anzi: sono proprio le esperienze personali che sono perfettamente in accordo con quello che ci aspettiamo.

In generale, in natura, siccome i terremoti non sono direttamente pericolosi per la maggior parte degli animali, non hanno motivo di avere reazioni negative “innate” al terremoto. Per cui quando si cerca di capire se gli animali sono in grado di anticipare segnali, è necessario cercare cambiamenti che vadano a stimolarli in qualche modo ma che non siano specifici ai terremoti.

Ad esempio, gli infrasuoni citati all’inizio. Alcuni animali li usano per comunicare, altri come cani e gatti semplicemente hanno un udito più fine del nostro per via della loro evoluzione come predatori. Oltre ai terremoti, eventi che sono associati all’emissione di infrasuoni terrestri sono, ad esempio, i ben più comuni temporali; per cui un animale domestico, a cui non piacciono i temporali, o i botti, potrebbe reagire negativamente, esattamente come potrebbe reagire negativamente ad un temporale.

È un’area di studio abbastanza aperta, ma al momento non c’è alcuna prova convincente che gli animali siano in grado di “prevedere” i terremoti, almeno per la maggior parte delle definizioni di prevedere.

2) Il gas radon non è ritenuto un precursore sismico affidabile. Sebbene l’emissione di questo gas possa verificarsi prima di un evento sismico essa può anche verificarsi in altre numerose circostanze. Gli articoli scientifici, pubblicati su riviste prestigiose come Science, sono sottoposti a profonde e severe revisioni da parte della comunità scientifica prima della loro pubblicazione. Al contrario le ipotesi di Giuliani non sono state convalidate in alcun modo.

3) Il sito INGV può andare offline perché saturo di richieste allo stesso momento: se tutti si collegano contemporaneamente il server va in sovraccarico. Immaginate di avere un chiosco sulla spiaggia. Di solito servite una manciata di persone alla volta. All’improvviso arrivano 200 persone che cominciano a farti domande tutte assieme, tenendoti occupato e impedendoti di dare retta ai clienti veri. Ecco, questo è quello che più o meno succede al sito dell’INGV ogni volta che c’è un grosso terremoto. Si tratta, più o meno, di un DDoS involontario. Quindi, una cosa che non ci sentirete mai e poi mai ridire in altre situazioni: magari all’inizio fidatevi delle fonti secondarie. Ma attenzione: la magnitudo 7.1 riportata inizialmente non era affatto stata diffusa da INGV o agenzie sismologiche straniere, è stata un’invenzione delle testate giornalistiche.

4) Esistono differenti scale di misurazione. La magnitudo locale (Ml) prima citata è una, la magnitudo di superficie (Ms) è un’altra e la magnitudo momento (Mw) è un’altra ancora. Sono vari modi matematici di calcolare l’energia di un sisma e non coincidono esattamente. Ci sono motivazioni storiche e tecniche del perché non sono la stessa cosa e non è certo per confondere la gente. Bisogna prestare attenzione quando si vedono magnitudo diverse fra paesi diversi, il motivo è in queste differenze.
Ad esempio, la magnitudo locale è relativamente rapida da calcolare ma perde precisione di misura attorno a ~6.5, per cui per i terremoti più grandi sono preferibili altre misure (che usano strumenti differenti).

Qualunque sia la misura della magnitudine e su quale scala, non hanno nulla a che vedere con la scala Mercalli che misura i danni causati dal terremoto. Un sisma Mw 8 nel deserto del Sahara non farà danni e sarà grado Mercalli 0. Un sisma Mw 4 in una città costruita con le carte da gioco spianerà tutto e sarà grado Mercalli massimo.

Il fatto che la magnitudo segua una scala logaritmica vuol dire che a un terremoto di grado 7.0 corrisponde una misurazione sul sismografo di un’ampiezza 10 volte maggiore di un sisma di grado 6.0. Dalla misurazione sul sismografo si può poi risalire all’energia rilasciata, che per un grado Richter di differenza corrisponde a 30 volte più energia. Se vi sembra che da 6.1 a 6.5 non cambi molto, in realtà è una differenza molto grande in termini di energia sprigionata.

Ma quando un sito, con fare un po’ allarmistico titola “Terremoti 30 volte più potenti!”, occhio che non intende dire che ci sarà un terremoto di grado 30×6=180 (che rilascerebbe l’energia equivalente a una piccola supernova più o meno), sta sfruttando il fatto che non tutti conoscono cosa sia una scala logaritmica per dire una cosa tecnicamente giusta ma fuorviante e attirare click allo stesso tempo.

5) Non esiste alcuna legge Monti che dice “se il grado è inferiore a 6.1 lo stato non risarcirà i danni”. Per due motivi: il primo è che il governo Monti fece un decreto legge nel 2012 ( D.L. 59/12 ), prima del terremoto emiliano, che contemplava questa possibilità, prima del terremoto emiliano, che che fu poi eliminato al momento di diventare legge N.100 del 12 luglio 2012. E non c’è nulla di simile nell’ordinamento legale italiano.
Il secondo motivo è che, anche nel decreto originale, i risarcimenti sarebbero dipesi dai danni valutati dalla scala Mercalli, che sono scollegati dalla magnitudo misurata da INGV (vedere punto 3 sopra).

6) Strumenti diversi possono dare valori diversi a seconda di vari fattori. La magnitudine non si misura come il peso su di una bilancia, ma ci vogliono alcuni calcoli triangolando più strumenti e i calcoli sono suscettibili a rettifiche man mano che sono disponibili dati più accurati.
Per questo INGV tende ad aggiornare la magnitudo nel corso del tempo. Nella fattispecie, ha dichiarato prima una magnitudo stimata in 6.1, per poi aggiornarla a 6.5 una volta avuti dati più accurati. Da nessuna parte ha parlato di 7.1, che è un’invenzione giornalistica e che genera solo confusione e sfiducia (vedere anche punto 5).
Inoltre i siti delle agenzie geologiche straniere sono leggermente meno attendibili di INGV, sia perché a distanze maggiori c’è un margine di errore lievemente maggiore, sia perché sono tarati per suoli dalle caratteristiche geomorfologiche diverse (per stimare correttamente la magnitudo di un luogo bisogna tenere conto anche di varie caratteristiche del suolo).
Sebbene all’inizio queste possano essere un’indicazione utile, aspettate sempre qualche minuto e fate riferimento solo a INGV per aggiornamenti definitivi. E state sempre attenti a chi fornisce l’indicazione: se Reuters o Ansa titolano “scossa 7.1” citando l’USGS, ma l’USGS non parla affatto di 7.1, si ottengono solo confusione e allarmismo.

7) Le valutazioni sulla sicurezza degli edifici le può fare solo un ingegnere strutturale sul posto, non chiedete su internet e non affidatevi a chi non ha un titolo di studio consono. Sembra un ovvietà, ma tristemente non lo è.

8) L’Italia è un paese ad alto rischio sismico. Lo è sempre stato: la penisola esiste proprio perché ci troviamo in un punto in cui le placche continentali di un pianeta geologicamente attivo si scontrano. Siamo giovanissimi da un punto di vista geologico: 65 milioni di anni fa, per esempio, non esisteva alcuna Italia, era tutto ancora sommerso dalle acque. La domanda, quindi, anche seè un cliché, non deve essere se ci sarà un terremoto, ma quando. Non si può affrontare un terremoto senza conoscerlo e senza un adeguato monitoramento.

Al momento non c’è alcun modo per prevedere l’istante preciso in cui si verificherà un evento sismico. Esistono però mappe di pericolosità sismica che indicano il rischio potenziale per ogni zona d’Italia. Tali mappe permettono di stimare la probabilità che si verifichi un terremoto di una certa intensità in un certo lasso di tempo. Potete liberamente consultarle sul sito dell’INGV, http://zonesismiche.mi.ingv.it/

9) In Italia non si pratica fracking. Il fracking, per definizione, è quello che si fa per I’estrazione di shale gas o gas di scisti (un tipo di roccia argillosa e porosa che trattiene il gas naturale, da rompere per estrarre quest’ultimo) sulla terra ferma. In Italia non ci sono giacimenti di shale significativi, sarebbe completamente antieconomico spendere milioni di euro per guadagnarne qualche migliaio. A ciò si somma il fatto che ogni operazione del genere dovrebbe ricevere la concessione del ministero dello sviluppo economico per poter iniziare simili procedure, e, ad oggi, il permesso è stato concesso esattamente zero volte.

Nell’Adriatico si estrae gas naturale e si fanno prospezioni, ma non fracking. A volte si usa in maniera impropria perché attira l’attenzione, ma non è effettivamente fracking.

10) Un terremoto è un fenomeno naturale, deriva dal fatto che il pianeta è geologicamente attivo. Non lo si può impedire. Ma che una casa crolli e uccida, sì. La prevenzione prima di tutto.

Infine, ogni ora si verificano 14 scosse, circa 1 ogni 4 minuti. Facile prevedere le scosse quando si ha la certezza statistica che esse avverranno.

In definitiva, come già detto più volte dai geofisici, è:
— molto probabile che nei giorni successivi a uno sciame sismico si verificheranno nuove scosse di assestamento, la maggior parte strumentali con magnitudo inferiore a 3.0;
— probabile che si verifichino anche eventi di magnitudo media, compresa fra 4 e 6;
— poco probabile (ma non impossibile) il verificarsi di eventi con magnitudo importante, superiore a 6. Al contrario non è prevedere in quale istante avverranno.
Si può avere una stima grossolana della probabilità che un terremoto maggiore di una certa magnitudo si verifichi utilizzando la distribuzione di Gutenberg e Richter. Questa distribuzione è empirica, basata sui dati; non è supportata da alcun modello scientifico sui terremoti, per cui non è affidabile dal punto di vista predittivo.

Vorremmo inoltre dare un consiglio ai lettori. Diffidate degli articoli pseudo-scientifici che non contengono alcuna referenza ai lavori di altri scienziati. Ognuno può inventare una sua teoria, ma se non riesce a fornire nessuna prova tale teoria è semplicemente sbagliata.

Link di approfondimento:

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0926985109000883

http://earthquake.usgs.gov/learn/topics/animal_eqs.php

http://iside.rm.ingv.it/iside/standard/index.jsp

I terremoti in Italia

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/bufala-magnitudo-falsata-non-risarcire-i-terremotati-1299414.html

http://www.focus.it/scienza/scienze/terremoto-perche-i-dati-sulle-magnitudo-sono-diversi

http://www.treccani.it/enciclopedia/legge-di-gutenberg-e-richter_(Enciclopedia-della-Scienza-e-della-Tecnica)/

 

  • Alesssandro Mattedi
  • Alessandro Tavecchio
  • Andrea Palladino
  • Angelo Liotta

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