Alcuni luoghi comuni e possibili concause sulla caccia alle streghe

matthew hopkins

Matthew Hopkins (rappresentato nell’immagine) e John Stearne facevano i “cacciatori di streghe” nell’Inghilterra del 1645, in un periodo in cui la nazione era dilaniata dalla guerra civile tra i monarchici di Carlo I e i parlamentari di Oliver Cromwell. Mandarono al patibolo almeno 100 “streghe” ed erano fermamente convinti di ciò che facevano. 

Contrariamente a quanto si crede, il fenomeno della caccia alle streghe non è medievale, bensì tipico dell’Età moderna, quella che va all’incirca dal XV secolo all’inizio del XIX.
È proprio nei secoli di Leonardo, Galileo o dei Lumi che più che in ogni altra epoca esplodono in massa superstizioni su streghe, vampiri, licantropi e varie attività demoniache. Può sembrare strano, ma nonostante il periodo che va dal Rinascimento all’Illuminismo sia caratterizzato dalla rivoluzione scientifica, le credenze più cupe prendono il sopravvento proprio in questo periodo e a propinarle erano soprattutto proprio studiosi e intellettuali. Re Giacomo VI di Scozia, nella sua Demonologia, che è uno delle opere più diffuse in questo periodo, descrive con dovizia di particolari storie che oggi farebbero la fortuna di un gioco di ruolo fantasy: per esempio, come uno spirito maligno possa prendere possesso di un cadavere per violentare sessualmente le donne del villaggio e i parenti, quali sono i tipi di diavolo più in voga (organizzati quasi come Linneo organizzò gli esseri viventi), nonché i tipi di magia nera da cui diffidare perché utilizzati per formare patti con Satana o lanciare maledizioni al prossimo. Tra l’altro, illustra una dozzina di scongiuri contro demoni e streghe. Altri trattati noti sono il Compendium Maleficarum del 1608 del teologo Francesco Maria Guaccio e il Malleus Maleficarum del 1487 dei frati domenicani Jacob Sprenger e Heinrich Institor Krame. Erano per così dire dei “best seller” nel campo.

È difficile rendersi conto di come l’autorità e l’autorevolezza di testi che oggi valuteremmo come sciocchezze pseudoscientifiche (o buoni racconti fantasy) facessero forte presa all’epoca. Questi tomi furono la base teorica di molti dotti accademici, laureatisi nelle facoltà di legge o di teologia, che condussero i processi, ratificandoli non nei villaggi più rurali e analfabeti, ma nelle università, nei tribunali civili, nelle piazze dei grandi centri urbani. Pochi, come il medico luterano Johann Weyer, si opposero a quelle che egli riteneva vere e proprie assurdità. Costui in particolare era noto per partecipare in qualità di consulente nei processi per licantropia, stabilendo come non ci fosse nessuna possessione demoniaca, ma che i poveracci catturati avessero solo bisogno di un buon medico. Ve ne parlammo qui.

T. H. Matteson
“Esame di una strega”, dipinto del 1845 di T. H. Matteson

Le fiamme che bruciano piacevano a un sacco di gente in questo periodo per le esecuzioni, ma non sempre le streghe venivano arse sul rogo. Nel codice penale della Constitutio Criminalis Carolina, emanata nel 1532 dall’imperatore Carlo V d’Asburgo, il rogo era previsto per grave stregoneria. Nell’Atto sulla Stregoneria del 1604 in Inghilterra, uno dei tanti pubblicati in quei secoli, invece venne rimossa la possibilità di bruciare sul rogo che veniva praticata prima, per una “più umana” impiccagione.
A Trier dal 1581 al 1593 vennero bruciate 368 persone tra anziani, donne e bambini. Ma a Würzburg dal 1626 al 1631 i processati vennero bruciati, sì, seppur dopo essere stati decapitati, e molti altri vennero uccisi senza rogo. Fu una delle esecuzioni di massa per stregoneria più estese della storia, con 157 tra uomini, donne e bambini documentati nella sola città, 219 stimati e possibilmente fino a oltre 900 altre persone nei territori circostanti (Würzburg era la sede di un principe-vescovo del Sacro Romano Impero). Il contesto era quello della Guerra dei trent’anni, uno dei conflitti più sanguinosi e distruttivi della storia d’Europa, originato da una disputa religiosa tra cattolici e protestanti per poi degenerare in un conflitto su larga scala tra le maggiori potenze europee anche andando contro la loro confessione ufficiale.

Questi numeri ci dicono un’altra cosa: nonostante l’isteria di massa, il fenomeno fu relativamente “contenuto” rispetto a quanto comunemente si crede. Spesso si pensa a milioni di donne strappate dai campi e bruciate, in realtà le sfortunate vittime furono “””solo””” nell’ordine delle poche migliaia, e non sempre uccise col rogo, che era invece riservato più spesso agli eretici, come prescriveva in Inghilterra la legge De heretico comburendo del 1401.
Spesso si trattava di un modo per condannare poveri, rivali tra i nobili o il clero, anziani, dissidenti politici o religiosi, facendo un guazzabuglio di accuse di omicidio, adulterio, satanismo e altre cose false. Difficile identificare una categoria specifica verso cui se la prendettero gli accusatori, poiché il fenomeno divenne trasversale ai vari ceti e divenne dipendente soprattutto dalla discrezione e dalla mentalità dei persecutori. I documenti pervenuti portano a un totale di 12.000 sventurate vittime di tutti i sessi, ma considerando che molti processi possono non avere lasciato traccia scritta, si stima che in totale fra le 30.000 e le 40.000 vittime risultarono dai processi per stregoneria. Augusto di Sassonia decretò l’accusa di stregoneria anche per cose minime come leggere la mano.

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Rogo di streghe nella città di Baden in Svizzera nel 1585. Dipinto di Johann Jakob Wick. In realtà i roghi non erano la norma, e spesso solo dopo avere strangolato la vittima. Fra i metodi di esecuzione di una strega v’erano anche l’impiccagione (il più diffuso), la lapidazione, la compressione e molti altri sistemi crudeli e feroci. Il rogo era in realtà più spesso usato contro gli eretici.

 

Un altro luogo comune inesatto è che la responsabilità di questa caccia alle streghe fosse dovuta al tribunale dell’inquisizione cattolica, sia romana che soprattutto quella famigerata spagnola; ma in realtà la stragrande maggioranza dei processi per stregoneria avvenne nell’Europa centrale e settentrionale, nei paesi di fede protestante. Per certi versi, è vero che nessuno si aspettava l’inquisizione spagnola in un processo per stregoneria. Per eresia, però, sì, e con pugno di ferro.
All’epoca bastava davvero poco per ricevere l’accusa di stregoneria e i processi erano farse, compendiate da torture allo scopo di far confessare alla vittima di “aver avuto rapporti carnali con il Demonio”: persone povere o ricche, eccentriche o scomode, malate o sane, spesso “papiste” (nell’Europa luterana e calvinista). Non di rado vecchie, poiché l’infertilità era vista come segno di intrallazzo demoniaco, difatti la maggioranza delle donne processate per stregoneria non era in realtà composta da giovinette seducenti e conturbanti (magari ree di non avere ceduto alle avanches di un potente), come vuole lo stereotipo attuale dell’ammaliatrice, ma da donne più mature o in età avanzata, come vuole lo stereotipo un po’ più vecchiotto della megera. Vennero processati anche uomini, di cui il più famoso è probabilmente Johannes Junius, sindaco di Barmberg, ma in misura minore. Bersagliate erano soprattutto persone “strane”, vittime di stigma sociale.

In alto: il telefilm "Steghe", la serie animata "Little Witch Academia", il film "Una strega chiamata Elvira"; in basso: il film "Robin Hood - Principe dei ladri", il film animato "Biancaneve e i sette nani", il videogioco "Left 4 Dead". Le streghe, anticamente, di rado erano viste come giovani e carine, più spesso come vecchie megere. È più tipico della cultura pop odierna vederle con simpatia, come donne dai grandi poteri che possono utilizzare anche per fare del bene (ma non sempre).
In alto: il telefilm “Steghe”, la serie animata “Little Witch Academia”, il film “Una strega chiamata Elvira”; in basso: il film “Robin Hood – Principe dei ladri”, il film animato “Biancaneve e i sette nani”, il videogioco “Left 4 Dead”. Le streghe, anticamente, di rado erano viste come giovani e carine, più spesso come vecchie megere. È più tipico della cultura pop odierna vederle con simpatia, come donne sagge e dai grandi poteri che possono utilizzare anche per fare del bene (ma non sempre).

La dimensione storica del fenomeno ha segnato l’immaginario comune, ma come abbiamo visto i dati precisi mancano e molti luoghi comuni erronei si sono diffusi in merito, generando ancora più confusione.
Per anni gli studiosi si sono interrogati su quali fossero le cause dietro a questo fenomeno. Esiste una spiegazione scientifica dietro il mito della stregoneria e la caccia alle streghe?

Sociologi, antropologi, storici e psicologi hanno dibattuto a lungo su di esso, senza riuscire a formulare una spiegazione unica, poiché l’estensione della caccia alle streghe è notevole e si interseca molto con il sentimento religioso, il folklore e i contrasti sociali. Sarebbe più corretto dire, fin da subito, che non esiste una causa unica, ma una molteplicità di concause e di eventi anche scorrelati tra di loro nell’origine ma accomunati dal risultato finale, sparsi lungo il tempo e lo spazio.

Una teoria divenuta molto accreditata di recente, per lo meno per motivare alcuni episodi di presunta stregoneria o possessione demoniaca, si basa sul fatto che esiste una muffa, la Claviceps purpurea che attacca la segale, da cui si sviluppano degli strani cornini. Da qui viene il nome “segale cornuta” ma anche il francese ergot (“speroni”), da cui è derivato il termine “ergotismo” per riferirsi alla malattia che causa in chi la mangia.

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Il fungo parassita produce varie sostanze, fra cui alcune dette “alcaloidi” dai pesanti effetti psicotici, che possono essere ingerite qualora si macinasse segale barbuta e si usasse la farina così contaminata. L’ingestione di questa muffa può comportare sintomi anche gravi come intossicazione, spasmi, delirio, allucinazioni, convulsioni e nei casi più gravi ulcere e morte. Durante il medioevo, i sintomi dell’ergotismo venivano spesso associati all’indemoniamento, poiché non si conosceva la reale natura di questi attacchi di delirio (accompagnati anche da casi di cancrena che dovevano dare un aspetto terribile alle povere vittime). Fu solo nel 1853 che Louis René Tulasne chiarì il complesso ciclo riproduttivo del fungo e nel 1943 il chimico svizzero Albert Hofmann scoprì gli importanti effetti allucinogeni degli alcaloidi prodotti, in particolare dell’acido lisergico e del composto di sintesi suo derivato, la dietilamide dell’acido lisergico o LSD.

Poiché la segale veniva coltivata soprattutto nel nord Europa e in nord America, che erano regioni più umide (favorendo la crescita degli sclerozi), molti dei casi di stregoneria sarebbero da imputare a ingestione accidentale di farine contaminate, che avrebbero così comportato allucinazioni, delirio e pazzia, sempre cose comunemente associate alla possessione demoniaca. Non c’è però certezza nei documenti storici a riguardo e noi preferiamo dissuadere dall’adottarla come spiegazione unica.

L’idea nacque constatando che in Irlanda, dove si consumava orzo e non segale all’epoca, le denunce per stregoneria erano pressoché assenti, così come nei paesi mediterranei l’ergotismo era più raro. Ma spiegherebbe solo una parte del fenomeno, quello in cui una persona dava di matto, lasciando aperti interrogativi su molti altri casi. Ad esempio, le accuse di far deperire il campo coltivato di un gentiluomo, soprattutto in periodi di carestia, rivolte verso qualcuno magari considerato eretico o dissidente. Oppure la sproporzione, legata a una mentalità storicamente misogina, tra uomini e donne, con i primi che costituivano il 20% delle vittime in Europa centrale e settentrionale, salendo invece al 50% nei paesi dell’est dove il folklore locale attribuiva la stregoneria più agli uomini che alle donne. Basta l’ergotismo per tutto questo?

È forse possibile che però la segale cornuta sia effettivamente responsabile di uno dei processi per stregoneria più famosi di sempre: sotto la lente d’ingrandimento è in questo caso quello delle streghe di Salem, tutte poi condannate a morire in prigione o per impiccagione.

Il processo di Salem è uno dei più noti e dibattuti. Tutto ebbe inizio quando due di bambine cominciarono improvvisamente a comportarsi in modo strano. Le piccole accusavano diversi disturbi: avevano smesso di parlare, camminavano in maniera scoordinata e contorcevano il corpo. Tutto ciò portò alla morte tempo dopo di una delle bambine (Abigail, mentre l’altra Betty visse fino a tarda età). Nessun medico riuscì a spiegare cosa fosse successo e si pensò a una possessione demoniaca. La situazione intanto a Salem prese diversi sviluppi che sfociarono nel processo: 19 persone (14 donne e 5 uomini) vennero impiccate; 55 fra donne e uomini subirono la tortura e circa 400 persone vennero coinvolte nel processo di stregoneria e molte di loro vennero incarcerate. 

The central figure in this 1876 illustration of the courtroom is usually identified as Mary Walcott.
Il processo per stregoneria di Salem. Illustrazione di autore ignoto del 1876. In genere si ritiene che la fanciulla al centro a terra rappresenti Mary Walcott, una delle più famose vittime.

 

I resoconti non sono sufficientemente precisi per metterci la mano sul fuoco, ma i sintomi descritti sembrano indicare come una intossicazione da LSD, e quindi segale cornuta, possa rientrare fra le possibilità.

Un’altra ipotesi avanzata negli ultimi decenni è che almeno alcune delle presunte streghe mostrassero invece i sintomi di una malattia neurologica diagnosticata solo nel 1892: la Corea di Huntington.
La malattia colpisce il coordinamento muscolare e porta a un declino cognitivo e a problemi psichiatrici.
La Corea è un malattia genetica (per la precisione in termini tecnici è un disordine autosomico dominante), deriva da una mutazione in un gene che è stato chiamato appositamente “huntingtina”. Parte di questo gene è costituita da una sezione di DNA che può ripetersi, variando in lunghezza tra individui da una generazione all’altra. Quando il numero di ripetizioni di questa sezione supera la soglia delle 37 volte, la proteina prodotta dal gene risulta “alterata” e la malattia si manifesta con una gravità direttamente proporzionale al numero di copie della sezione variabile presenti nel gene.

Generalmente questo numero di copie tende ad aumentare tra una generazione all’altra, aumentando la frequenza con cui il carattere si manifesta (la cosiddetta “penetranza”) e di conseguenza la gravità dei sintomi. L’Huntingtina mutata porta alla morte alcuni tipi di neuroni, causando degenerazione cognitiva e una serie di movimenti costituiti da scatti involontari e non coordinati, tremori e scuotimenti: sono i cosiddetti movimenti “coreici”. Consegue irrigidimento del volto, che può assumere espressioni bizzarre con blocco della lingua e quindi difficoltà a parlare: tutti sintomi che, nel XVII secolo, potevano essere interpretati con una possessione demoniaca. E questi sintomi sono stati associati proprio alle vittime più giovani del processo, magari rimaste coinvolte loro malgrado in una frenesia collettiva che stava già procedendo per conto proprio.

C’è però un problema: la malattia di Huntington è a esordio tardivo e quindi sembra improbabile, seppur non impossibile, possa aver colpito le fanciulle.
Forse allora è più probabile l’ipotesi ergotismo da segale cornuta? Non si sa con precisione ed è difficile giungere a conclusioni certe.

Come detto poche righe sopra, in passato il consumo di segale cornuta era associato alla possessione demoniaca. Durante il medioevo l’ergotismo era chiamato anche “fuoco di sant’Antonio” (da non confondere con l’Herpes zoster) poiché spesso si dedicavano alla sua cura monaci devoti al santo. Dato che spesso i malati nord europei che andavano in pellegrinaggio in Italia per “curarsi” cambiavano alimentazione (aggiungendo orzo, farro, frumento e segale non contaminata), attribuivano la scomparsa dei sintomi al “miracolo” del santo. La teoria della segale cornuta non è sicura e vi sono storici non concordi a riguardo, dato che l’area mediterranea non era affatto immune dalla Claviceps. Ma l’aneddoto sul fuoco di sant’Antonio medievale è un interessante e plausibile modo di capire come in epoca pre-scientifica venissero interpretati certi fenomeni, dovuti ad intossicazioni che letteralmente davano al cervello, e di come le successive accuse di stregoneria e possessione demoniaca in epoca “scientifica” potessero poggiare le loro basi su di un substrato di credenze radicatosi già da tempo.

L’ultimo processo per “stregoneria” in Europa si dice sia avvenuto nel 1944, anche se in realtà fu un po’ “al contrario”. Per l’occasione la medium scozzese Helen Duncan, già famosa per avere fatto da astrologa di fiducia a re Giorgio VI e a Winston Churchill, sarebbe stata secondo un altro luogo comune condannata con l’accusa di “stregoneria e spionaggio” a favore della Germania. Ella aveva predetto, durante una seduta spiritica, l’affondamento di due corazzate inglesi, che ovviamente non affondarono. In realtà proprio perché il fatto non si verificò venne processata per essersi spacciata per strega, tentando di approfittare della credulità altrui.

Ancora oggi la stregoneria è considerata reato in molti paesi dell’Africa, dell’Asia o del Vicino Oriente.

Una curiositá finale: nel 1951 in Francia vi fu un caso di avvelenamento di massa con effetti allucinogeni a Point Saint Esprit. Naturalmente furono avanzate le più disparate teorie a riguardo, fra cui quella che potesse trattarsi di un caso di contaminazione da Claviceps purpurea.

Nella foto, una delle illustrazioni di James Crossley nell'introduzione al tomo Pott’s Discovery of witches in the County of Lancaster (1845), ristampato dall'originale edizione del 1613.
Una delle illustrazioni di James Crossley nell’introduzione al tomo Pott’s Discovery of witches in the County of Lancaster (1845), ristampato dall’originale edizione del 1613.
"Sabrina, vita da strega", una delle sit com più simpatiche degli anni '90 con la streghetta adolescente Sabrina e il suo gatto Salem. Quanti si ricordano del film in cui va in vacanza a Roma?
“Sabrina, vita da strega”, una delle sit com più simpatiche degli anni ’90 con la streghetta adolescente Sabrina e il suo gatto Salem. Quanti si ricordano del film in cui va in vacanza a Roma?
"Streghe", di Hans Baldung. Incisione su legno del 1508.
“Il sabba delle Streghe”, di Hans Baldung. Incisione su legno del 1508. Museo delle Belle Arti di Boston.

 

Bibliografia consigliata:

Link di riferimento e approfondimento:

Contributi di Monica Bonetti, PhD in biologia molecolare presso l’Hubrecht Institute (processo di Salem e còrea di Huntington).

Si ringraziano per la revisione dei contenuti:

  • Armando De Vincentiis, psicologo e divulgatore del CICAP specializzato nel paranormale religioso e in particolar modo della fenomenologia psicologica legata ad esso;
  • tutto il nostro team di Italia Unita per la Storia, in particolare Mirko Annunziata (laurea in scienze politiche), Eva Bianca Dal Canto (laurea in storia e filologia) e Nataly Pizzingrilli (laurea in storia e archeologia).

 

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