È plausibile un conflitto con una specie aliena?

È plausibile un conflitto per lo spazio vitale, con una specie aliena?

Con questo articolo inauguriamo una nuova rubrica: Fantascienza Unita per la Scienza (#fsuxs). I vostri Curatori di fiducia [MB] e [GP] pescheranno a piene mani dal mondo della fantascienza (e anche più in là, dove nessun Curatore è mai giunto prima), alla ricerca di spunti per parlare di scienza. Tutto rigorosamente spoiler-free! (O almeno vi promettiamo che ce la metteremo tutta).

Abbiamo inaugurato questa rubrica sulla nostra pagina facebook il 29 ottobre, in coincidenza del compleanno di Frederic Brown; per questa ragione abbiamo deciso di partire con uno dei suoi racconti brevissimi più celebri: Sentinella (Galaxy Science Fiction, febbraio 1954).

Potete trovare gratuitamente online sia la versione originale inglese (Sentry) che la traduzione italiana.

L’ambientazione di questo grande classico dei racconti brevissimi è uno dei temi ricorrenti della fantascienza: il conflitto tra specie aliene per il controllo delle risorse e dello spazio vitale.

Alla luce di quanto sappiamo oggi, quanto è probabile uno scenario di questo tipo?

Nei commenti ci avete lasciato alcune riflessioni su questo tema.

Fredric Brown - Sentinella-Pagina001
Anche l’apertura del racconto è in se stessa un grande classico: «He was wet and muddy and hungry and cold and he was fifty thousand light-years from home.»

Gabriele Ciarmatori ha anzitutto suggerito che il conflitto non necessariamente deve avvenire con specie intelligenti: un equivalente alieno dei nostri batteri potrebbe trovarci appetitosi.

Quali condizioni dovrebbero verificarsi perché ciò avvenga?

Ovviamente la situazione potrebbe anche essere ribaltata, l’idea che qualche microorganismo terrestre possa ambientarsi in un ecosistema alieno non è affatto campata in aria. Qualcuno si è chiesto il motivo per cui la NASA ha deciso di far precipitare la sonda Cassini su Saturno, invece di tenerla in orbita fino al completo esaurimento funzionale, come ha fatto con tante altre missioni?

Tornando alle specie intelligenti, Demetrio Petrungaro ci ha dato due spunti interessanti.

Anzitutto i tempi verosimilmente molto lunghi del viaggio interstellare potrebbero rendere poco interessante, e forse anche fisiologicamente difficile, tornare a vivere sulla superficie di un pianeta per chi ha passato così tanto tempo nello spazio. Anche questo è un tema non estraneo alla fantascienza; vi lascio solo un titolo: Universo, di Robert Anson Heinlein.

Inoltre, le recenti scoperte sembrano indicare che i pianeti sono molto più numerosi di quanto non pensassimo. Questo riduce le possibilità che una civiltà aliena possa trovarsi a competere per l’occupazione di un pianeta già abitato, visto che le alternative non sembrano mancare.

Oppure le difficoltà del viaggio interstellare costringerebbero ad un conflitto per colonizzare l’unico corpo celeste terraformabile di un sistema raggiunto con grande sforzo?

[MB] [GP]

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