OGM, la grande paura

Gli OGM sono una delle tematiche particolarmente calde, sopratutto in Italia, e, come spesso accade, anche in questo caso la disinformazione è un grande classico. Questo fatto non fa altro che aumentare l’alone di mistero e i dubbi riguardo gli OGM: per questo motivo affronterò le questioni principali, le bufale più diffuse e le applicazioni connesse agli Organismi Geneticamente Modificati. Per farlo sono partito come un qualunque utente di internet e ho cercato su Google immagini “OGM”: questo è il risultato che ho ottenuto

Ho quindi scelto di utilizzare tutti gli elementi (le prime due righe di immagini e le parole chiave) presenti in questa immagine per affrontare il tema, partendo proprio dalle primissime informazioni che può trovare su internet il pubblico italiano quando approccia gli OGM: il gioco per voi è eliminare gli elementi man mano che li nomino.

Franken-food

Partiamo quindi da tre immagini della prima riga, ovvero un limone che dentro è un po’ un limone, un po’ un kiwi e un po’ un pompelmo (?), una mela che dentro è un’anguria e un’arancia che dentro è un kiwi. Potete trovarne tante altre su internet, e tutte fanno passare l’idea che gli OGM siano incroci mostruosi tra specie diverse lontane fra loro. In realtà essi fanno parte dell’immaginario collettivo, in quanto non esiste una mela che dentro è un’anguria per esempio: queste immagini hanno infatti lo scopo di veicolare un messaggio contrario agli OGM. Anche la terminologia è importante, in quanto definire gli OGM “cibo di Frankenstein” (Franken-food) è un chiaro riferimento al mostro creato dal dottor Victor Frankenstein nell’omonimo romanzo di Mary Shelley, in quanto tutti lo conoscono. E su internet è possibile trovare tante immagini che rievocano chiaramente questo personaggio letterario come le seguenti

Nel primo caso la tigre testimonial dei cereali Kellogg’s è mascherata da mostro di Frankenstein e brandisce una provetta con del mais OGM, segnalando che il prodotto contiene gustosi cromosomi croccanti e non è per niente testato (untested) e tanto meno scritto sulla confezione (unlabeled), nonostante ciò non sia vero come vedremo più avanti. Nell’altra immagine invece il riferimento è alla scena in cui il mostro prende vita, diventato celebre anche grazie al mitico film Frankenstein Junior: questa volta il protagonista è un salmone. Ed effettivamente esiste un salmone geneticamente modificato, chiamato AquAdvantage, in grado di crescere più velocemente rispetto alla controparte originale, e distribuito per l’alimentazione umana negli Stati Uniti e in Canada. Nell’immagine lo scienziato a sinistra chiede se questo animale sia effettivamente sicuro da mangiare, mentre quello a destra dice che prima verrà messo in commercio e solo tra 5 o 10 anni sapremo la risposta, lasciando intendere che non ci sia alcun tipo di controllo sui cibi, cosa che invece non è vera.

Dare precedenza all’incrocio

In ogni caso giocare con il DNA e fare incroci non è un qualcosa che si è inventato l’uomo con l’ingegneria genetica, bensì questo è un fenomeno che in natura avviene comunemente. Per esempio i batteri sono in grado di compiere il cosiddetto trasferimento genico orizzontale (TGO), in cui pezzi di DNA passano da una cellula all’altra anche di specie molto lontane fra loro filogeneticamente, e anche da batteri a piante, come nel caso di Agrobacterium tumefaciens. Le piante stesse sono maestre in questa operazione, in quanto, grazie all’impollinazione, specie diverse possono mescolare il proprio DNA, portando all’ottenimento di organismi dalla caratteristiche anche nuove. Persino gli animali sono coinvolti in questo processo, seppur in maniera minore rispetto a piante e batteri: in ogni caso questi fenomeni sono uno dei motori principali dell’evoluzione, che, in combinazione con la selezione naturale, porta allo sviluppo dei vari organismi. L’uomo ha nel tempo osservato tutto ciò e si è sostituito alla selezione naturale portando a quella che viene chiamata selezione artificiale, in cui è proprio l’uomo a decidere quali individui siano i migliori per i propri scopi, e quindi farli riprodurre a scapito di altri. Di fatto abbiamo da sempre giocato con il DNA senza saperlo, e molto spesso abbiamo dato la precedenza all’incrocio, in quanto portatore di caratteristiche di interesse. Come nel caso del mulo, incrocio tra asino e cavalla, e del mandarancio, incrocio tra mandarino e arancia, che risultano essere prediletti dall’uomo, ma non tanto dalla selezione naturale. Infatti questi incroci sono sterili e non portano quindi a progenie: sarebbe quindi controselezionati naturalmente. Nonostante tutto questo giocare con il DNA, né il mulo né il mandarancio sono considerati OGM.

Radioattivo

Un’altra classica immagine, che infatti è possibile vedere nello screen all’inizio, è quella di un cartello con un simbolo che ricorda il nucleare e la scritta OGM, lasciando passare l’idea che gli OGM sul mercato siano in qualche modo capaci di rilasciare radiazioni letali per l’uomo. Così non è, ma in realtà le radiazioni hanno qualcosa a che fare con il cibo, come nel caso del grano Creso, che è uno dei principali grani prodotti in Italia ed esportati in tutto il mondo. Negli anni ’50 i ricercatori dell’ENEA hanno bombardato una varietà di grano con raggi X altamente radioattivi, al fine di introdurre una grande quantità di mutazioni casuali nel DNA della pianta, per poi andare a caccia degli individui con le caratteristiche desiderate, con un vero e proprio identikit.Alcune piante crescevano poco e male, alcune addirittura non crescevano proprio, perché evidentemente le mutazioni introdotte erano letali per la pianta. Tra le piante con caratteristiche interessanti è stato scelto quello che poi è diventato il grano Creso. Nonostante sia stato ottenuto mediante radiazioni, questo non vuole dire che nel momento in cui lo mangiamo diventiamo radioattivi e mutati anche noi, semplicemente le mutazioni casuali introdotte rimangono nel DNA della pianta, modificandone eventualmente le caratteristiche, ma ciò non viene in alcun modo passato a noi. E anche in questo caso, nonostante il DNA sia stato ampiamente modificato, nemmeno il grano Creso è un OGM.

Cosa essere tu?

Ok lo so cosa state pensando, che il titolo è “OGM, la grande paura” e per ora ho solo parlato di tutto ciò che non è un OGM, quindi come direbbe il Brucaliffo di Alice nel Paese delle Meraviglie “Cosa essere tu?”: il seguente schema ci può essere utile. “Cosa” tra l’altro è una delle parole chiave iniziali.
Gli incroci tradizionali e gli organismi ottenuti per mutagenesi indotta da radiazioni non sono definiti OGM, mentre i risultati dell’ingegneria genetica sono considerati OGM (uomo escluso). Questo perché la definizione di OGM più che essere scientifica è giuridica, di conseguenza anche fra diversi Paesi può cambiare anche sono leggermente (come nel caso degli Stati Uniti e dell’Unione Europea). Tuttavia, se andiamo a vedere il numero di geni modificati, probabilmente potremmo restare sorpresi. Nel caso degli incroci, decine se non centinaia di migliaia di geni sono affetti dalla metodica, in quanto è come mischiare due mazzi di carte diversi. Per l’uso delle radiazioni, non si può stimare esattamente, in quanto le mutazioni sono totalmente casuali e sono un numero indefinito: è possibile a ritroso calcolarle, ma in molti casi questo non è nemmeno strettamente necessario. Nell’ingegneria genetica invece, essendo il ricercatore a scegliere quali e quanti geni modificare, il numero risulta ridotto, generalmente sotto i 5, ma a volte anche fino a 20, rimanendo comunque nell’ordine delle decine.

Nei fatti OGM è quindi un acronimo che sta per Organismi Geneticamente Modificati, e come spesso accade con gli acronimi su internet è possibile anche incappare in qualcosa che non ha niente a che vedere, come una delle parole chiave dell’immagine “ferma” che è un elemento informatico Object-graph Model (OGM). In ogni caso la scelta delle singole parole dell’acronimo ha un peso non da poco sul significato e sopratutto sull’opinione pubblica.

Mele d’oro

Un’altra classica immagine (e in quella iniziale ce ne sono ben due) è quella di un pomodoro in cui una siringa inietta un non ben identificato liquido a volte rosso (sangue?) oppure verde (qualcosa di radioattivo?), lasciando intendere che questo è il modo in cui viene fatta l’ingegneria genetica. Ecco, magari, infatti non si fa così e nonostante le tecniche stiano sempre più diventando più semplici ed efficaci, non è un qualcosa che è possibile fare con lo schioccare delle dita. Una modificazione particolarmente interessante è la transgenesi, che consiste nell’inserimento nel DNA di un organismo di un pezzo di DNA derivante da un altro. Quest’ultimo può essere chiunque, una pianta, un animale, un virus (che vivente non è) oppure anche una sequenza scritta al computer, totalmente inventata o una versione mutata di ciò che è già presente in natura. Per esempio, se volessi inserire un gene di squalo all’interno di un lievito non devo prendere lo squalo e il lievito e metterli in una stanza, magari con un’atmosfera romantica, e aspettare che accada la magia. Infatti mi basta prendere il gene dello squalo, senza nemmeno doverlo toccare, e inserirlo nel lievito, ottenendo così un organismo transgenico.

Due OGM transgenici particolarmente famosi su internet sono la fragola-pesce e il pomodoro-merluzzo, modificati con un gene derivante da un pesce artico tale per cui la pianta risulta essere resistente al freddo. Il primo avrebbe tuttavia causato la morte di diverse persone allergiche al pesce, mentre il secondo parrebbe contenere l’antigelo delle automobili. Terribile, vero? C’è un piccolissimo dettaglio però: nessuno dei due è mai esistito e tanto meno sono mai arrivati sul mercato. Nonostante questa bufala sia stata più e più volte sbugiardata, per esempio da Dario Bressanini nel 2007 e Roberto Defez nel 2014, spesso a eventi divulgativi le persone mi chiedono dettagli riguardo questi due OGM fasulli, facendomi capire come siano ormai radicate nell’immaginario collettivo.

Mele giganti

Un’altra immagine tra quelle iniziali mostra una mela geneticamente modificata molto più grande rispetto alla sua controparte originale, lasciando intendere che ottenere frutti più grossi sia lo scopo principale dell’ingegneria genetica. A parte che per ottenere una mela più grossa non serve scomodare gli OGM, perché tra le diverse varietà esistenti basta prendere una mela annurca e una mela stark per vedere una certa differenza. In ogni caso la modificazione genetica non ha solo quello scopo, ma essi si diversificano molto. Per esempio è possibile migliorare le qualità nutrizionali della pianta, come nel caso del Golden Rice, riso modificato in modo da produrre carotenoidi, precursori della vitamina A, la cui mancanza causa cecità in particolare nelle popolazioni del Sud-Est Asiatico. Oppure ancora rendere le piante più resistenti a condizioni climatiche estreme, come siccità o congelamento, che purtroppo stanno diventando frequenti a causa dei cambiamenti climatici. Un’altro opzione è rendere più resistenti le piante nei confronti dei parassiti, come nel caso delle piante Bt, modificate in modo da esprimente la tossina del batterio Bacillus thuringiensis, in grado di uccidere i parassiti. L’idea è che le piante possano produrre autonomamente il pesticida quando attaccate, riducendo l’uso dall’esterno, fermo restando che possono comunque emergere resistenze da parte dei patogeni.

Parole chiave

Tra le parole chiave fondamentali che possiamo trovare su google sicuramente “agricoltura” (e “coltivazione”), “salute” e “cibi” hanno un ruolo cruciale, sopratutto per l’opinione pubblica. Le tre principale piante GM coltivate nel mondo sono il cotone, la soia e il mais (non a caso quest’ultimo è sia nelle immagini che nelle parole chiave). Il cotone e il mais sono Bt, mentre la soia è resistente a un erbicida: questa variante costituisce la stragrande maggioranza della soia prodotta in tutto il mondo. Queste colture, come tutti gli OGM, prima di entrare nel mercato devono superare una lunga serie di controlli, che sono una vera e propria corsa a ostacoli: gli enti preposti sono per esempio negli Stati Uniti USDA, dipendente dalla FDA, e in Europa l’EFSA. Essi hanno lo scopo di valutare che il prodotto non sia nocivo per l’uomo e tanto meno per l’ambiente, con una quantità di controlli di controlli di gran lunga superiori a quelli dei cibi convenzionali e organici: possiamo quindi dire che paradossalmente gli OGM siamo molto più sicuri. Molteplici organi internazionali continuano a visionare gli OGM nel mercato e a oggi non ci sono prove che essi siano tossici per l’uomo. Ed è di pochi giorni fa la notizia che il mais geneticamente modificato, analizzando i dati degli ultimi 20 anni, è sicuro e produce anche di più. E proprio riguardo questa tossicità, potreste trovare su internet che il mais Bt contiene un veleno, e che quindi faccia male: in effetti la tossina che produce la pianta è un veleno, ma solo per gli insetti, in quanto specifica per il loro tratto gastrointestinale, mentre per l’uomo è innocua. Ancora una volta giocare con i termini facilmente diffonde disinformazione.

Immagine tratta dal video di Kurzgesagt – In a Nutshell dedicato agli OGM.

Immagini come quella che rappresentano una doppia elica di DNA di fronte a del cibo, invece, possono veicolare l’idea che in qualche modo il DNA sia un pericolo per la salute umana, che solo gli OGM possiedano DNA, o che il DNA modificato possa passare all’uomo quando lo mangiamo, andando a modificare anche noi stessi. Ecco diciamo che questo fatto è abbastanza confusionario e preferisco affrontarlo con un elenco puntato.

  1. Praticamente quasi tutto il cibo che mangiamo contiene DNA, e non mi pare che questo sia velenoso per noi.
  2. Mangiare troppo DNA in effetti è un problema, perché i prodotti il suo metabolismo nel nostro corpo possono causare la gotta, che infatti è tipica di chi consuma troppa carne (che contiene tanto DNA).
  3. Dire che solo gli OGM contengano DNA o un genoma è super falso, come dimostrano i punti di cui sopra.
  4. Quando cuciniamo il cibo il DNA può essere facilmente rotto a causa per esempio della cottura. E poi comunque non è che gli acidi contenuti nel nostro stomaco gli facciano proprio le carezze.
  5. Il passaggio di DNA dal cibo al nostro sangue è un fenomeno possibile, ma abbastanza raro.
  6. Qualcuno mi deve spiegare perché se mangio una fragola che ha 8000 geni (numero inventato) tutto ok, ma se gliene inserisco uno con l’ingegneria genetica una fragola da 8001 geni dovrebbe uccidermi all’istante.
  7. Detto questo cari scrittori, giornalisti ed editor del web, scrivere DNA tutto maiuscolo.
La terra dei cachi

Ora pensereste che all’ingresso dell’Italia (altra parola chiave) ci sia un bel divieto d’accesso che impedisce agli OGM di entrare nel Bel Paese. Invece quel cartello è un divieto di sosta, perché in Italia non è possibile coltivare OGM, ma è totalmente legale importarli e venderli, previa segnalazione in etichetta. Quindi abbiamo abbastanza un paradosso che ci spiega l’immagine seguente

“Ehi ma che dici, io mica mangio tutta quella soia!”
Lo so, io penso di non averla mai mangiata (a meno che mia madre non me l’abbia messa di nascosto nel minestrone): la stragrande maggioranza della soia prodotta nel mondo oltre a essere OGM è utilizzata per i mangimi animali. In Italia per foraggiare le mucche e i maiali con cui facciamo i formaggi e i salumi che tutto il mondo ci invidia, così per dire.

Nel resto del mondo la situazione è spesso molto diversa. Negli Stati Uniti la modificazione genetica della papaia ha permesso di evitare la strage della pianta da parte di un virus, che ne stava mettendo in ginocchio la produzione nelle Hawaii, mentre in Bangladesh la melanzana Bt sta aumentando le rese e riducendo l’uso di pesticidi. In Unione Europea la maggioranza degli OGM è prodotta dalla Spagna, dove il mais Bt è particolarmente diffuso. Similmente anche in America Latina è molto famoso, e potete trovarlo anche nei supermercati italiani nelle sezioni dedicate al cibo etnico.

Lidia Baratta, Carlo Manzo (Apr 2014) Linkiesta “Il tabù italiano degli Ogm e il resto del mondo
Ci sono anch’io!

“Altri” è un’ulteriore parola chiave, e in effetti finora vi ho praticamente parlato solo di piante, nonostante il panorama degli OGM non si limiti a essi. Il batterio intestinale Escherichia coli è stato modificato in modo da produrre l’insulina umana, altrimenti estratta dal pancreas degli animali, riducendo drasticamente i costi, con un notevole miglioramento per i diabetici. Lieviti geneticamente modificati possono produrre una grande quantità di molecole utili, come gli enzimi che sono presenti nei comuni detersivi, che hanno permesso di ridurre drasticamente le temperature operative delle lavatrici. Oppure ancora topi transgenici sono fondamentali modelli per la sperimentazione animale, soprattutto per le malattie genetiche. Pesci modificati invece diventano fluorescenti se nell’acqua in cui nuotano è presente un inquinante, e quindi sono dei veri e propri sensori per la salvaguardia ambientale, sempre all’interno del concetto che le biotecnologie in realtà possono essere grandi alleati dell’ambiente.

Incomprensioni

Con le parole chiave rimaste potremmo dire “Che facciamo? Consideriamo i pro e i contro“. Ed è ciò che si dovrebbe fare per ogni OGM, che ogni volta sono una storia diversa. Purtroppo la situazione non è così semplice e spesso ci si lascia prendere da slogan da ambo i lati, anche perché la posizione “non ho niente in contrario nei confronti dell’uso degli OGM, anche in agricoltura e anche per l’alimentazione umana, sempre che vengano fatti i controlli del caso” è un po’ lunga da spiegare. Tuttavia, come evidenziato in questo testo (scusate la lunghezza) e dimostrato da questo articolo, l’internet italiano è pervaso da immagini che veicolano un messaggio negativo, e spesso falso, nei confronti degli OGM: non stupisce quindi che l’Italia sia un Paese che non li vede di buon occhio.
Situazioni in cui l’OGM non ha funzionato esistono, come nel caso del Burkina Faso, dove al cotone Bt hanno preferito quello che usano prima perché a detta loro (che sono i maggiori produttori africani, quindi suppongo se ne intendano) aveva una qualità migliore. Direi che ci sta come argomentazione, che non è il classico “no OGM perché sono OGM”. In altri casi essi potrebbero non essere necessari, perché per esempio i microrganismi sono già naturalmente in grado di produrre molecole che ci servono (per esempio la penicillina). Dovrei tuttavia avere la libertà di poter scegliere liberamente se usare la modificazione genetica o meno, a seconda della situazione.
Potremmo dire che la modificazione genetica e l’ingegneria genetica sono un grande scrigno da aprire, e che potrebbe contenere tanti tesori: il potrebbe è d’obbligo perché non è detto che funzioni sempre, sono pur sempre tecniche e non un singolo prodotto. Gli OGM da soli non risolveranno tutti i problemi del mondo, è inutile essere troppo ottimisti, ma sono una delle frecce che possiamo scagliare con il nostro arco. Perché escluderceli solo per motivi ideologici?

Bonus track

Se foste stati sufficientemente pazzi da eliminare tutto ciò che vi ho segnalato dalla prima immagine dovrebbe essere rimasta solo una parola chiave, ovvero geneticamente modificati, che totalmente per caso è anche il titolo del libro che ho scritto sul tema delle biotecnologie e degli OGM (Geneticamente modificati – Viaggio nel mondo delle biotecnologie, Hoepli 2017)

Questo testo è tratto dalla presentazione che ho fatto al Darwin Day 2018, presso il Museo di Storia Naturale di Milano.

Potete vedermi ulteriormente straparlare sul tema degli OGM in questi video ripresi in occasione di “Chi ha paura degli OGM” e del XIV Congresso dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica – Prima Commissione “Diritto alla scienza e biotecnologie verdi in Italia

Nostro datalink sul tema OGM

Recensione del libro “Contro natura” di Dario Bressanini e Beatrice Mautino

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: