“Che libro indosserò?” – Irenäus Eibl-Eibesfeldt, Amore e odio

Si è spento il 2 giugno Irenäus Eibl-Eibesfeldt, padre dell’etologia umana che rese un campo di ricerca definito e a sé stante. Lo celebriamo consigliando il suo libro: Amore e odio – per una storia naturale dei comportamenti elementari.

Da tempo due tesi in contrasto indagano il comportamento umano.
L’uomo è predisposto per sua natura all’assassinio, all’istinto di autoconservazione e alla brama di potenza, venendo domato solamente dalla ragione e dallo sviluppo culturale che reprimono tali impulsi (tesi del “bruto addomesticato” di filosofi come Thomas Hobbes)?
Oppure in realtà la natura dell’uomo è quella di un essere di indole pacifica e buona, o tutt’al più “né buono né cattivo, senza vizi né virtù”, ma poi reso aggressivo solo dallo sviluppo della civiltà e dalla nascita di confini, idee, paletti (tesi del “buon selvaggio” di filosofi come Jean-Jacques Rosseau)?

“Homo homini lupus”, uomo lupo dell’uomo, come dicevano i latini, e “bellum omnium contra omnes”, guerra di tutti contro tutti? O invece “ogni cosa è buona mentre lascia le mani del Creatore delle cose; ogni cosa degenera nelle mani dell’uomo”?

Purtroppo le riflessioni in seno a tali quesiti spesso non sono state condotte scientificamente, ma politicamente, sposando le narrazioni che più corroborano la propria visione ideologica e le proprie credenze personali.

Irenäus invece opera sul terreno dell’etologia e relaziona analizza il comportamento umano così come quello di altri animali, relazionandolo a essi.

Il tema del libro è lo studio dei comportamenti umani per discernere quali sono appresi, per mezzo culturale, e quali sono invece degli innatismi (ovvero quelli che impropriamente chiamiamo “istinto”) e in quest’ultimo caso si procede poi alla loro comparazione con quelli presenti negli altri animali. L’autore mette a frutto i suoi anni di viaggi e ricerca, soprattutto tra popolazioni indigene delle quali vengono analizzate espressioni facciali e gestuali, mimica, sentimenti. Le persone manifestano le emozioni allo stesso modo senza distinzione di etnia. Bambini nati sordi e ciechi, che non possono apprendere per imitazione, manifestano espressioni facciali identiche in risposta alle stesse emozioni. Tra gli altri primati si osservano comportamenti analoghi ai nostri, tanto più quanto è minore la distanza evolutiva tra noi e loro (come con gli scimpanzé).
Come avrebbe poi detto il neuroscienziato Antonio Damasio, non siamo macchine pensanti che si emozionano, ma macchine emotive che pensano. Il confine che ci separa dagli altri animali, forse, non è così netto come ci piace credere.

Lo stile del libro ha una prosa curata, chiara e asciutta. L’autore arricchisce la sua dissertazione con molti riferimenti e utili disegni ricavati da fotografie o fotogrammi di riprese. La lettura non è affatto ostica ed è accessibile anche per chi non ha una formazione accademica. Come primo approccio nel campo dell’etologia umana, è consigliato non solo per gli appassionati di scienze naturali e antropologia, ma anche e soprattutto per chi si interessa di psicologia, studi sociali, etica & filosofia morale, economia, scienze politiche e relazioni internazionali.

Amore e odio è edito da Adelphi Edizioni e costa 12 € per 316 pagine.

Un paio di estratti:

« Noi uomini siamo in generale convinti di agire per libero arbitrio; crediamo di poter liberamente decidere di fare una cosa e non farne un’altra. Ma, a volte, l’insorgenza dell’ira non turba forse la limpidezza delle nostre decisioni? Non diciamo forse, come se fossimo costretti, cose che in un altra situazione psicologica non avremmo detto? E ancora, non reagiamo forse, a certe situazioni, addirittura automaticamente, in modi sostanzialmente uguali, senza aver prima riflettuto? […] Da vari punti di vista ci comportiamo come un calcolatore programmato. Il confronto non è affatto longe quaesitus perché, in realtà, noi reagiamo in modo prevedibile, e se così non fosse non esisterebbe una scienza del comportamento. Ma ciò equivale a dire che, in qualche momento del nostro sviluppo, noi siamo stati ‘programmati’: di fronte a questo problema – come, cioè, si sia verificato che noi siamo dotati di programmazioni comportamentali – le opinioni divergono. »

« Se smetteremo di erigere barriere alla comunicazione fra uomini e di degradare a mostri coloro che sono uomini come noi, anche se aderiscono ad altri sistemi di valori – ma, al contrario, accentueremo ciò che a loro ci lega, noi prepareremo per i nostri nipoti un futuro felice. Le potenzialità del bene sono biologicamente presenti in noi quanto quelle dell’autodistruzione. La vita è scaturita da questo petrigno pianeta in sempre nuove forme: dalle alghe più semplici su su fino all’uomo, il quale medita su questa creazione e cerca di plasmarla egli stesso e, ciò facendo, forse finisce per distruggerla. Sarebbe veramente grottesco risolvere in quest’ultimo modo il problema del significato della vita. »

Irenäus Eibl-Eibesfeldt (Vienna, 15 giugno 1928 – Starnberg, 2 giugno 2018) è stato un etologo austriaco e fondò di fatto l’etologia umana come campo di ricerca a sé stante. Il suo pensiero è stato centrale nello studio del comportamento umano, dei suoi innatismi, delle emozioni, delle espressioni facciali e del libero arbitrio, influenzando la filosofia umanistica attuale, l’antropologia e la psicologia comportamentale. Allievo di Konrad Lorenz, è autore di un ricco numero di libri e pubblicazioni.

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