Kill Bill e serpenti…

Il 10 ottobre 2003 usciva Kill Bill, vol. 1, il primo dei due film di Quentin Tarantino sulla storia della Sposa (Uma Thurman) e Bill (David Carradine). A 15 anni di distanza, per celebrare questo anniversario assieme ai nostri lettori più cinefili e zoofili, ecco a voi un breve excursus informativo sui corrispettivi dei nomi in codice delle quattro assassine del gruppo Deadly Viper di Bill.

E non possiamo incominciare che con l’animale protagonista principale del film:

Dendroaspis polylepis

ovvero sia il mamba nero
(Black Mamba / The Bride, interpretata da Uma Thurman)

Photo credits: TimVickers – Own work, public domain, via Wikimedia Commons

 

Nativo dell’Africa subsahariana, questo serpente appartiene alla famiglia degli Elapidae ed è dotato di un veleno molto potente composto principalmente da neurotossine e cardiotossine. Queste interferiscono con il segnale nervoso e causano disturbi neurologici come parestesie, mal di testa, torpore, ptosi, tachidisritmia e infine collasso cardiorespiratorio e morte in genere per asfissia.

Si tratta di un animale molto schivo, che preferisce evitare gli scontri e tende ad avvisare gli incauti che si avvicinano troppo prima di mordere. Gli attacchi agli esseri umani difatti sono rari. Il veleno è troppo prezioso per essere consumato a ogni occasione e affrontare qualunque creatura di 80 kg più massiccia comporta sempre rischi per il serpente.  Disse Sunzi: “Chi in cento battaglie riporta cento vittorie, non è il più abile in assoluto; al contrario, chi non dà nemmeno battaglia, e sottomette le truppe dell’avversario, è il più abile in assoluto.”

Il suo veleno è attualmente molto studiato in campo biomedico per i suoi effetti lenitivi contro il dolore.

Per approfondimenti:

Agkistrodon contortrix

ovvero la serpe testa di rame
(Copperhead / Vernita Green, interpretata da Vivica A. Fox)

Photo credits: Greg Hume – Own work, Agkistrodon contortrix at the Cincinnati zoo – CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons

Appartenente alla famiglia dei Viperidae, questo serpente è diffuso nella maggior parte degli Stati Uniti centrali e orientali. Se disturbato attacca prontamente ma spesso non inietta il veleno quando morde, per non sprecarlo innecessariamente, oppure dà un morso di avvertimento iniettando una dose molto piccola.

Quando reagisce, ad ogni modo, le tossine emolitiche che lo compongono causano dolori intensi, pesante nausea e degradazione dei tessuti muscolari e ossei.

Il suo veleno è di interesse nella ricerca oncologica perché contiene una proteina di nome contortrostatina, che nei test su modello animale ha mostrato di ridurre la proliferazione dei tumori. Se i suoi effetti verranno ulteriormente confermati potrebbe diventare un farmaco usato nelle terapie anticancro, ma come sempre c’è bisogno di più ricerca in merito.

Per approfondimenti:

  • la scheda dell’IUCN
  • la scheda su AnimalDiversity
  • la scheda degli antisieri su toxinfo
  • Finn, Robert (2001). “Snake Venom Protein Paralyzes Cancer Cells”. Journal of the National Cancer Institute. 93 (4): 261–262. doi:10.1093/jnci/93.4.261.
  • Pyrko P, Wang W, Markland FS, Swenson SD, Schmitmeier S, Schönthal AH, Chen TC (2005). “The role of contortrostatin, a snake venom disintegrin, in the inhibition of tumor progression and prolongation of survival in a rodent glioma model”. J. Neurosurg. 103(3): 526–537. doi:10.3171/jns.2005.103.3.0526. PMID 16235686.

 

Agkistrodon piscivorus

ovvero il mocassino acquatico detto anche bocca di cotone
(Cottonmouth / O-Ren Ishii, interpretata da Lucy Liu)

Photo credits: Ltshears – Own work, Agkistrodon piscivorus conanti at the Cincinnati zoo – CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons

Originario della zona sud est degli Stati Uniti, ovviamente appartiene anch’esso alla famiglia dei Viperidae dato che è dello stesso genere del testa di rame.

Il suo veleno è ricco di citotossine che distruggono i tessuti mediante azione proteolitica. Il suo morso raramente causa morti, ma rimane molto pericoloso per le ferite che può provocare e può richiedere l’amputazione degli arti a causa dell’effetto degradante del veleno.

Viene considerato un animale aggressivo perché i suoi morsi sono frequenti, ma in realtà è un fraintendimento: è anche lui un serpente abbastanza riservato e se disturbato soffia e agita la coda come avvertimento prima di cercare di scappare. Tuttavia i casi di morso sono numerosi perché la crescita dell’urbanizzazione e della densità demografica creano sempre più occasioni di incontro con gli esseri umani.

A peggiorare le cose, spesso i viandanti per qualche arcana ragione vanno spontaneamente a camminare in mezzo agli acquitrini della Florida apposta per fotografare serpenti.

Per approfondimenti:

Lampropeltis zonata

ovvero il serpente reale di montagna della California
(California Mountain Snake / Elle Driver, interpretata da Daryl Hannah)

Photo credits: Natalie McNear, CC BY-SA 4.0 via iNaturalist

Endemico della costa occidentale del Nord America dallo stato di Washington al Messico, appartiene alla famiglia dei Colubridae e non è velenoso. Per difendersi, i serpenti del genere Lampropeltis sfruttano la somiglianza con una specie velenosa, in questo caso i serpenti corallo americani (genere Micrurus), per tenere alla larga le potenziali minacce.

Questo fenomeno è detto mimetismo batesiano e per distinguere i due serpenti bisogna vedere l’ordine delle strisce: rosso nero bianco nero, con le bande nere più sottili, nel caso del Lampropeltis; nero bianco rosso bianco, con le bande bianche più sottili, nel caso del serpente corallo.

Ecco nella seguente immagine un esempio di questa straordinaria forma di mimetismo:

A) Micrurus fulvius (elapide velenoso); B) Lampropeltis elapsoides (colubride imitatore); C) Cemophora coccinea (colubride imitatore); D) Micruroides euryanthus (elapide velenoso); E) Lampropeltis pyromelan (colubride imitatore); F) Chionactis occipitalis (colubride imitatore); Source: Competition and the evolution of imperfect mimicry, David W Pfennig & David Kikuchi

Per approfondimenti:

  • la scheda dell’IUCN
  • la scheda su AnimalDiversity
  • la scheda degli antisieri su toxinfo
  • http://www.treccani.it/enciclopedia/mimetismo/

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Sono animali magnifici, a testimonianza delle infinite forme bellissime e meravigliose evolutesi nel corso della storia naturale. Purtroppo i serpenti, di tutte le specie, sono troppo spesso ancora oggi vittime di pregiudizio e superstizione. Nella sola Italia avvengono puntualmente inutili stragi di queste creature, molto spesso nella convinzione si tratti di vipere (quando più spesso si tratta di bisce, natrici dal collari o altri serpenti non velenosi), troppo speso bastonate per poi essere fotografate da qualcuno che solo dopo chiede su internet di che specie si tratti. Ma si tratta di specie tutte protette e importanti per l’ecosistema, comprese le vipere. Ucciderle è reato.

Segnaliamo, a tal proposito, l’articolo che l’ecologo Andrea Bonifazi (da noi intervistato in passato sul tema dell’inquinamento) ha stilato sulla situazione italiana, sopratutto dal punto di vista normativo. Invitiamo inoltre a seguire la Societas Herpetologica Italica per approfondire la conoscenza e la formazione naturalistica sui rettili del territorio italiano.

 

 

 

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