InSight, il lander dei primati, che ci mosterà la struttura interna di Marte

Rappresentazione grafica del lander NASA InSight

 

Dopo circa sette mesi di viaggio è arrivato su Marte InSight, il primo set di strumenti dedicato allo studio dettagliato della struttura interna del Pianeta Rosso.
E non è l’unica peculiarità della missione, visto che è stata la prima sonda interplanetaria NASA lanciata dalla costa ovest degli USA invece che dalla classica costa est. E che i suoi strumenti verranno poggiati sul suolo marziano da un braccio meccanico, cosa mai successa prima fuori dalla Terra.
Che, a differenza di tutti gli altri lander e rover che lo hanno preceduto, InSight non abbia il compito di raccogliere dati sulle proprietà superficiali, eventualmente legate alla presenza di acqua o vita nel passato marziano, è poi evidente andando ad analizzare il sito scelto per l’ammartaggio: Elysium Planitia è una zona nei pressi dell’equatore marziano senza caratteristiche superficiali che facciano pensare ad un ambiente direttamente collegato all’attività dell’acqua.

Il landing site di InSight (crediti: DLR/NASA/JPL/USGS)

Studi sui crateri hanno però accertato che i primi 10 metri del sottosuolo sono abbastanza friabili per scavare ed inserirvi strumenti, così che i tre esperimenti principali di InSight potranno essere condotti senza intoppi almeno per i due anni di missione nominale (senza contare che generalmente questo limite è stato ampiamente superato dai suoi predecessori).
La speranza dei ricercatori è che con le misure acquisite da InSight sia possibile confrontare realmente le strutture interne di Marte e Terra e che le informazioni così raccolte forniscano indicazioni importanti sul percorso di formazione ed evoluzione dei pianeti terrestri.
Il sismografo SEIS, primo strumento del suo genere ad essere portato su Marte, avrà il compito di misurare con accuratezza estrema i Mars-quakes (che potremmo definire Marte-moti). A differenza di quanto accade sulla Terra, dove i terremoti sono generalmente causati dall’azione della tettonica a zolle, questi eventi su Marte sono dovuti o al ciclo termico del pianeta o alla caduta di meteoriti.
Il secondo strumento, HP3, scendendo a quasi 5 metri di profondità, misurerà la temperatura, fornendoci preziose informazioni sulla composizione di quegli strati del pianeta. L’andamento della temperatura del sottosuolo è infatti fortemente influenzato dalla presenza di determinati minerali o di acqua.
Il terzo esperimento ci farà, infine, conoscere con un dettaglio impressionante la posizione di InSight (e di conseguenza di Marte) rispetto alla Terra. L’incertezza stimata su questa misura è di circa 30 cm, permettendo, così, l’analisi delle minuscole variazioni dell’orbita marziana causate dalle fluttuazioni interne. A seconda del tipo e delle dimensioni del nucleo (che può essere solido, liquido, o una combinazione di questi stati) il pianeta oscillerà lungo la sua orbita in modi differenti. Queste informazioni saranno acquisite tramite la misura del tempo che occorre ai segnali radio per andare da Marte alla Terra e viceversa.
Ma, se come dice il Commissario Straordinario dell’ASI, Piero Benvenuti, “non c’è sonda che studi Marte senza il contributo italiano”, non possiamo dimenticare la presenza del micro-riflettometro LARRI, necessario per conoscere con esattezza dall’orbita marziana la posizione del lander tramite l’invio di un fascio laser, costruito dall’INFN in collaborazione con l’ASI.

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