“Che libro indosserò?” – L’orologiaio miope, di Lisa Signorile

Oggi consigliamo il libro: L’orologiaio miope, della zoologa e divulgatrice Lisa Signorile. Tutto quello che avreste voluto sapere sugli animali… che nessuno conosce. La biodiversità e l’evoluzione spiegate come mai vi erano state spiegate.

l'orologiaio miope

 

Dallo stile schietto, intercalato da un pizzico di occasionale velato sarcasmo, Lisa Signorile decide con questo libro di parlarci di quegli animali più bizzarri, curiosi, addirittura bruttini se non inquietanti, in genere dimenticati dai media. Non se ne parla perché non sono abbastanza fotogenici come un panda o un gattino, oppure non possono essere distorti dalla narrativa in mostri pop feroci, spaventosi, sensazionali e irreali come squali, lupi o dinosauri. Molto registi avrebbero emozionato di meno il pubblico al cinema se avessero parlato dei picnogonidi o di olio extravergine di uccello guacharo.

Così Lisa Signorile ci accompagna alla scoperta di animali misteriosi approfondendo nel dettaglio specie come le “lumache fotosintetiche” (Elysia spp.); gli eterocefali glabri “wurstel con i denti”, unici mammiferi eusociali (Heterocephalus glaber); il “migliore amico dell’uomo” pidocchio (Pediculus humanus); i fringuelli vampiro (Buphagus spp.); o l’agghiacciante Alien dei granchi (Sacculina carcini).

Il titolo del libro non è casuale: nel 1802 il filosofo e teologo William Paley esplicitò il concetto che se c’è un orologio, deve esserci un orologiaio che l’ha costruito, che tanto avrebbe animato il dibattito tra creazionisti e darwinisti. Un secolo e mezzo dopo Richard Dawkins riprese la metafora capovolgendola: l’orologiaio è cieco, perché l’evoluzione è guidata solo dalle forze cieche della fisica e della chimica, senza prescienza; ciecamente le mutazioni casuali dei viventi compaiono, venendo poi selezionate dall’ambiente in base alle necessità dettate dalla situazione contingente senza uno scopo finale. Lisa Signorile ironicamente aggiunge così che c’è davvero bisogno di tanta fantasia per “creare” organismi tanto “inimmaginabili”, che più che da un mastro orologiaio sembrano opera di qualcuno un po’ miope e un po’ distratto.

Come recitano le note di copertina:

Spesso consideriamo inquietanti gli animali che vivono in ambienti estremi, perché non riusciamo a compararli con l’unico strumento di paragone che conosciamo, noi stessi. A volte è l’aspetto a sconvolgerci, altre volte le abitudini, altre ancora la dieta; ma rimane l’idea che più qualcosa è diverso dai nostri standard più ne rimaniamo colpiti, quasi mai in senso positivo. E così restiamo a bocca aperta, straniti che qualcosa di tanto anomalo condivida il nostro stesso pianeta, senza che nemmeno lo sospettassimo. 

Ho voluto un po’ sdrammatizzare l’immagine di Richard Dawkins: l’evoluzione che non vede che cosa fa e dove va, molto più che l’indovino Tiresia mi ricorda mister Magoo, un vecchio personaggio dei cartoni animati molto miope che perde di continuo gli occhiali. C’è dramma nella cecità, e l’implicazione di altri sensi che possono direzionare l’orologiaio. Quando ho perso le lenti a contatto, invece, mi sono limitata a sbattere contro tutti gli spigoli possibili e a riempirmi di lividi, finché non ho trovato la strada di casa.


Lisa Signorile – L’orologiaio miope. Tutto quello che avreste voluto sapere sugli animali… che nessuno conosce (
Codice Edizioni, 2012)

Link Amazon:

Copertina: Undesign

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: