“Che libro indosserò?” – Darrell Huff, Mentire con le statistiche

 

Oggi consigliamo il libro: Mentire con le statistiche, di Darrell Huff.

Forse conoscete la nota poesia in romanesco di Trilussa, che se io mangio due polli arrosto e tu 0, per la statistica in media ne abbiamo mangiati uno a testa. Oppure la barzelletta con tre arcieri a una gara, il primo manca il bersaglio scoccando mezzo metro a sinistra, il secondo lo manca scoccando mezzo metro a destra e il terzo, uno statistico, esclama “centrato!”
Scott Adams disse che 63 statistiche su 100 sono inventate. Compresa questa.

Battute innocue, in fondo, solo per strapparsi una risata prima di tornare a lavorare e pensare a cose serie?

Proviamo a fare qualche esempio più grosso.

In un paese in media ogni giorno vengono denunciati tot furti. Durante l’ultimo anno di una legislatura, il numero di furti si dimezza e un politico annuncia trionfante che è riuscito ad attuare le misure necessarie per ridurre il crimine, bastava dargli tempo di lavorarci su. Il successo del politico viene incensato dalla stampa e lui viene rieletto. Dimenticavamo di dirvi che prima di iniziare l’ultimo anno di legislatura, il politico ha fatto passare una legge per cui le denunce a ignoti non vanno registrate come furto ma come smarrimento, quindi se durante un viaggio vi sedete al parco e sparisce il vostro zainetto con il portafogli, il fatto non viene registrato come furto. Per caso d’improvviso non vi sembra più che abbia avuto così tanto successo?

Un’azienda abbassa i salari del 30%, giustificandosi con la crisi economica. Dopo proteste li rialza sempre del 30%, dicendo che ha ristabilito la situazione precedente e che ci tiene ai lavoratori. La stampa loda il datore di lavoro magnanimo. Ma sono percentuali che si riferiscono a cifre differenti. Se il salario è facciamo 100€, abbassarlo del 30% lo porta a 70€. Il 30% di 70 è 21, quindi gli impiegati alla fine si ritrovano con 91€ in busta paga e devono ringraziare il direttore per la comprensione.

Il direttore del personale di un’impresa che sta litigando con il sindacato conduce “un sondaggio” tra i dipendenti per scoprire quanti hanno lamentele di qualsiasi tipo contro i sindacalisti. A meno che il sindacato sia un’accolita di angeli guidati da un santo, il direttore scoprirà che chiunque ha qualcosa di cui lamentarsi, e può diffondere un rapporto in cui afferma che “il 78% dei lavoratori è contraria al sindacato”, sommando un mucchio di critiche indifferenziate (anche minori) presentandole in un modo che sembra simile, ma è diverso da ciò che sono. Non ha dimostrato alcunché, ma sembra che lo abbia fatto, vero? Ovviamente anche il sindacato potrebbe fare lo stesso per “dimostrare” che i lavoratori sono in disaccordo col modo in cui è gestita l’impresa.

Una pubblicità loda le proprietà terapeutiche di un dentifricio. Test clinici su volontari rivelano che ha ridotto le carie del 23% in meno rispetto ai prodotti di altre marche. Una noticina in piccolo scrive che i test sono stati effettuati su di un campione di 12 persone. Prima di aprire il portafoglio, siamo sicuri che il numero uscito da un campione così piccolo sia affidabile e non dovuto al caso? Lo stesso per numerosi integratori, cosmetici se non farmaci di cui vengono pubblicizzate le presunte proprietà.
Se io lanciassi una moneta 10 volte, mi aspetto che il 50% delle volte esca testa, ma per puro caso può anche uscire 6, 7 o addirittura 8 volte. Potrei allora pubblicizzare il mio metodo per “dimostrare scientificamente” che lanciando una moneta viene testa l’80% dei casi?

“Mentire con le statistiche” di Darrell Huff illustra con chiarezza e senza banalizzare varie casistiche, dall’uso ingannevole di grafici a come si può giocare con i numeri o la dialettica per trasmettere il messaggio che si vuole, passando per errori di correlazione, mediane, percentili, bias, percezioni falsate e differenti risultati dei sondaggi a seconda di come si formulano le domande. Tramite numerosi esempi, anche realmente accaduti, che spaziano tra scienza, economia, politica e società, il libro si rivela utile sia per profani che per accademici.

Huff mette in guardia dal non cadere nell’eccesso opposto e rifiutare la statistica per timore di inganni: per lui, conclude, è altrettanto insensato rifiutare arbitrariamente i metodi statistici. Sarebbe come rifiutarsi di leggere perché talvolta chi scrive usa parole per nascondere fatti e correlazioni anziché rivelarle. La statistica è uno strumento. In quanto tale bisogna saperlo maneggiare nel modo giusto e adoperare per le situazioni adatte. Non bisogna vedere chiodi ovunque solo perché si impugna un martello.

“Le previsioni sono estremamente difficili. Specialmente sul futuro.”
– Niels Bohr

“Se torturi i numeri abbastanza a lungo, confesseranno qualsiasi cosa.”
– Gregg Easterbrook

“Ci sono tre specie di bugie: le bugie, le sfacciate bugie, e le statistiche.”
– Benjamin Disraeli

“La statistica: l’unica scienza che permette a esperti diversi, usando gli stessi numeri, di trarne diverse conclusioni.”
– Evan Esar

“Non fidatevi di ciò che le statistiche dicono prima di avere attentamente considerato ciò che non dicono.”
– William Watt

“La gente di solito usa le statistiche come un ubriaco i lampioni: più per sostegno che per illuminazione.”
– Mark Twain

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