Recensione di “Conversazioni Atomiche” (2018)

“Nicola, ma non pensi che quando l’umanità si sarà estinta, la scienza sarà stato l’atto più nobile che ci lasceremo dietro?”

Questa frase che ho citato, pronunciata dall’attore-regista Felix (Felice Farina) al suo cameraman e compagno di avventure Nicola (Nicholas Di Valerio), fa parte di quelle frasi che sicuramente rimangono in mente dopo la visione del film “Conversazioni Atomiche”, una commedia divulgativa on the road sulla fisica in Italia. Un viaggio divertente dentro i laboratori di ricerca italiani più d’avanguardia, alla scoperta della nostra ricerca che niente ha da invidiare al resto del mondo. Il titolo rimanda effettivamente a ciò che poi sarà il contenuto effettivo del film, ovvero conversazioni con eminenti personaggi del mondo accademico italiano in modo tale da offrire una panoramica variegata, divulgativa e curiosa sulle più moderne ricerche in campo fisico.

Alla prima proiezione del film a Firenze era presente anche il regista Felice Farina, che lo ha introdotto così: “Il film è un viaggio nella scienza italiana e nella quotidianità dei nostri ricercatori, mossi da una forte passione. Con questo film ho cercato di stimolare una curiosità e ho voluto trattare gli argomenti in modo tale da diffonderli nella cultura generale. È necessario, ad esempio, che si sappia cosa significhino termini come “quantistico”, ad oggi fin troppo abusato: basti pensare a nuove trovate parascientifiche come la “ginnastica quantistica” o il “farmaco quantistico”. O ancora, a teorie new age incentrate sulla correlazione Dio-quantomeccanica”. Subito dopo ha aggiunto, sorridendo: “Mi sono sforzato di studiare il necessario per parlare con loro [i ricercatori]. Se gli argomenti del film li ho capiti io, lo può fare chiunque altro”.

Il film si apre e si alterna continuamente con filmati d’archivio sul mondo della fisica e della ricerca scientifica risalenti ai primi decenni del Novecento. Interessante è la scelta stilistica del regista di non rendere l’opera come un noioso susseguirsi di spiegazioni scientifiche ed elitarie, ma di spiegare in modo comprensivo, senza lasciarsi incantare da vuoti giochi di parole o da virtuosismi scientifici, le ultime scoperte nel mondo della fisica moderna, concentrandosi sulla nostra parte, quella italiana. Ed ecco allora che i nostri due protagonisti, Felix e Nicola, ci accompagnano per tutto il film, attraverso i vari laboratori e osservatori italiani. Ad ogni capitolo della pellicola corrisponde una spiegazione divulgativa dell’argomento: passiamo dalla storia del sincrotrone, agli acceleratori di particelle; da Fermi ad Einstein; dai nostri laboratori del Gran Sasso, alle discussioni sul tempo e il nostro precisissimo orologio atomico; dalla gravità, all’esperimento Virgo per le onde gravitazionali, e molto altro, fino ad arrivare alle implicazioni della fisica sulla mente e sulla coscienza.

Nonostante l’impegno del regista spesso può accadere durante la visione che “sfugga qualcosa”. D’altra parte, tentare di divulgare nel modo più semplice e comprensibile possibile dei concetti di meccanica quantistica e fisica in generale è una cosa non di facile realizzazione. Tuttavia un’opera del genere è uno spunto curioso per qualsiasi appassionato di storia della scienza e vale sicuramente la pena di essere vista.

Testo a cura di: Matteo Paolieri

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